politica

Ai delusi del Partito Democratico. Da Englaro e Tuadì Speranza e vera comunicazione

lunedì 12 luglio 2010
di Paola Paolini
Ai delusi del Partito Democratico. Da Englaro e Tuadì Speranza e vera comunicazione

Nel silenzio assordante della giornata di sciopero degli organi d'informazione contro " la legge bavaglio" e nel fragore musicale di due orchestrine in festa, sono risuonate, venerdì sera, le parole forti e chiare del Signor Englaro e dell'On. Tuadì: un momento vero e raro di Comunicazione.

La storia della famiglia Englaro è nota a tutti, ma ascoltarla direttamente da chi l'ha vissuta in prima persona è stata un'esperienza emotivamente coinvolgente: si può essere più o meno d'accordo sull'evoluzione di questa drammatica vicenda ma è indubbio che merita rispetto e considerazione.

Nella sua pacata e serena esposizione il signor Englaro ha "Comunicato", con la dignità del suo immenso dolore, la sua incrollabile fede in un Stato di diritto che tuteli, nell'uguaglianza, la libertà della persona. Dialogo e dialogare sono le parole che hanno caratterizzato il suo intervento: la ricerca costante di un dialogo (negato), che significa confronto leale, attenzione, ascolto e rispetto reciproco, per affermare le sue convinzioni e portare avanti la battaglia della sua famiglia, dolorosamente vinta, poi, grazie ad una solida fiducia nelle regole di convivenza civile.

Dall'On. Tuadì abbiamo ricevuto un'equilibrata e schietta analisi, a 360 gradi, del momento politico che stiamo vivendo e una straordinaria, nella sua semplicità, lezione su alcuni fondamentali punti della Costituzione Italiana. E' stata una brillante nonché intensa "Comunicazione" di una , ormai insolita, Passione politica che ha piacevolmente sorpreso e risvegliato un po' di entusiasmo, un richiamo ad una politica, in questo delicatissimo momento, che sappia coniugare realismo e capacità di "sognare un mondo migliore" di valori veri e condivisi.

E dalla composta determinazione del Cittadino Englaro, dalla convinta partecipazione dell'Onorevole Tuadì non si poteva non cogliere un fondamentale comune denominatore: SPERANZA, che non è rimasta ad aleggiare vaga ed astratta ma ha preso corpo e sostanza nell'intervento del Giovane Jacopo Teodori.

Una bella serata in una giornata di silenzio che ha scalfito un po' di questa apatia in cui siamo caduti e, sono sicura, avrebbe dato respiro ai tanti delusi del Partito Democratico che non trovano più motivazione in un impegno concreto ma anche in una partecipazione emotiva.

Credo veramente, anche se lo vivo come una fatica immensa, che non sia, proprio adesso, il tempo del disimpegno e che non possono essere lasciate sole persone come queste e, sono sicura, anche tante altre nell'ombra, che riescono a provare e trasmettere passione in quello in cui credono e fanno.
C'è da augurarsi che il Partito Democratico riesca ad organizzare altri momenti e spazi (magari con meno musica di sottofondo) dove ricominciare un Dialogo da tempo interrotto e più che mai necessario.

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