politica

Germani e Gialletti: quanti gridano all'inciucio non hanno compreso a pieno le difficoltà della nostra città

mercoledì 17 febbraio 2010
di Giuseppe Germani, Evasio Gialletti

Con il consiglio comunale del 15 febbraio, si è conclusa definitivamente la campagna elettorale e finalmente si è tirata una linea di demarcazione fra la vecchia e la nuova consiliatura.

Quanti in queste ore gridano all'inciucio non hanno compreso a pieno le difficoltà della nostra città, che sono poi le stesse del Paese, che risente della crisi globale.

La fase odierna della crisi è quella che si ripercuote direttamente sull'occupazione, quindi, la più sentita a livello della popolazione.

Turismo, Commercio, Agricoltura, Artigianato e Servizi,a tutti i livelli, hanno visto in questi mesi un drastico ridimensionamento delle attività e dei flussi economici anche ad Orvieto.

Secondo diverse stime, nel nostro territorio, sono a rischio 300/400 posti di lavoro, che sommati alle difficoltà occupazionali già esistenti, rendono molto bene l'idea dell'entità della crisi stessa.

Naturalmente, oggi come ieri, tali difficoltà non possono essere risolte dall'amministrazione Comunale, ma, sicuramente, la massima assise cittadina deve dare un messaggio responsabile di sostegno, coesione ed impegno comune.

Gli accordi raggiunti non annullano le differenze tra le forze politiche, nè cancellano le esperienze del passato, ma, permetteranno a tutti i cittadini di verificare concretamente quali siano le proposte messe in campo al fine di dare un contributo per uscire con dignità dalla crisi.

Con le deliberazioni dell'ultimo Consiglio Comunale, sono stati creati dei percorsi, per l'attuazione di quanto affermato dai gruppi Consiliari del centro sinistra.

Infatti, sin dal 9 dicembre 2009, con la presentazione del documento da parte del Partito Democratico, con il quale si invitavano le forze responsabilmente collaborative della città a compiere uno scatto in avanti, si chiedeva un impegno formale, al fine di ridurre gli effetti della crisi investendo sulle risorse presenti nel territoriovalorizzandone gli assetti .

A Dicembre come Centro Sinistra proponemmo un'idea diversa di sviluppo che mettesse al centro i beni primari.

CLIMA

Ponendo come priorità nuove politiche energetiche atte a sostituire le fonti fossili tradizionali con sole, vento e biogas

ACQUA

Salvaguardia e tutela del bene primario ed irrinunciabile riducendo gli sprechi e differenziandone l'uso

FORESTE

Presa di coscienza che il nostro territorio ospita la più imponente e consistente Foresta Regionale (Monte Peglia e Selva di Meana) che può diventare una risorsa strategica in tempi di certificati verdi

CULTURA CONTADINA E ARTIGIANALE

Sapere, saper fare e saper essere: sono e dovranno essere alla base del Made Italy.
L'Italia, l'Umbria ed Orvieto hanno una tradizione contadina che nell'ambito dei Saperi ha sviluppato grandi capacità artigianali, si deve ripartire da qui, valorizzando l'attuale per progettare il futuro su quello che storicamente sono i nostri saperi e le nostre competenze.

Solamente così, con un nuovo progetto di valorizzazione sarà possibile la realizzazione ed un utilizzo ottimale degli spazi presenti nella città ed ancora in attesa di destinazione come ad esempio la caserma Piave.
E' in quella sede che lanciammo l'idea dei distretti per cooperare e per competere

DISTRETTO Artigianale e Agricolo

DISTRETTO Culturale

DISTRETTO delle Energie Alternative

DISTRETTO delle Foreste e del Paesaggio

Questi nuovi strumenti dovranno essere propedeutici alla realizzazione di un reale partenariato e una gestione paritaria tra pubblico e privato.

Occorre quindi, ai fronte di questa ed altre idee, mettere a leva le forze sane della nostra città, utilizzando al meglio ciò che il lavoro e la creatività degli orvietani hanno prodotto nel tempo e che rappresentano il capitale primario di Orvieto.

Oltre al Consiglio Comunale, sede istituzionale per decidere quanto d'interesse per Orvieto, si rende necessario il confronto con tutto il mondo dell'associazionismo, delle categorie imprenditoriali, dei sindacati, la Fondazione Opera del Duomo, la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto,la Fondazione Faina, gli Istituti di Credito , le associazioni ed istituzioni culturali, i portali, le radio, le tv e i giornali locali.

Alla luce di quanto sopra affermato, perché non realizzare anche ad Orvieto ( sulla scia di quanto realizzato recentemente a Perugia), un Consiglio Grande, ovvero un luogo nel quale le forze vive della città si possano confrontare e dove liberare le migliori idee ed energie.

Giuseppe Germani - Capogruppo PD Comune di Orvieto

Evasio Gialletti - Capogruppo Socialisti, Sinistra e libertà Comune di Orvieto

 

 


Questa notizia è correlata a:

Progetto "Orvieto nel Futuro". Le reazioni politiche dopo il Consiglio del 15 febbraio 2010

Pubblicato da felizx il 18 febbraio 2010 alle ore 21:42

Germani e Gialletti, tanto e solo per capirci chi è che è stato nella giunta chi è stato presidente del consiglio? percio se le cose non hanno funzionato non prendetela con i poveri cittadini che alla fine sono sempre loro che pagano, la colpa è solamente che non c'è piu niente di politica è solo una corsa al potere e basta. io non votero piu e non faro votare, è ora di risanare questa politica da gente che forse faceva tutto meno politica. ok un ciaoo a voi tutti

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