politica

Dossier RPO spa - ex Piave

giovedì 24 settembre 2009

Bilancio di RPO Spa al 31 dicembre 2004

Estratto dalla Relazione

1. Introduzione

Già nella relazione semestrale al 31 ottobre 2004 veniva indicata in estrema sintesi la sequenza temporale degli atti compiuti dall'A.C. propedeutici all'avvio effettivo delle attività della Società, al fine di inquadrare le fasi di attività svolte da RPO e scandite per lo più, almeno fino al mese di giugno 2004, dalle vicende politico-amministrative:
· nell'ottobre 2003 il C.C. approva la costituzione di RPO con relative linee di indirizzo;
· nel gennaio 2004 viene stipulato l'atto costitutivo di RPO Spa, Società con un capitale iniziale di 1.000.000,00 (un milione/00) di € e con partecipazione maggioritaria del Comune di Orvieto;
· il 4 maggio 2004 viene stipulata la convenzione fra Comune di Orvieto ed RPO Spa per l'assegnazione in uso di parte dell'area e delle strutture della ex Caserma Piave;
· in pari data l'A.C., attraverso un documento della Giunta, riassume i risultati del lavoro svolto e riformula gli indirizzi di intervento per "linee business".
Nella stessa relazione si dava atto che da tali atti scaturisce che:

1.la mission di RPO va inquadrata in una mission più ampia, che è quella stessa della città e del territorio; RPO perciò si pone ed agisce come strumento della politica dell'A.C. di riqualificazione e rilancio dell'intero contesto urbano;
2.il riuso dell'ex Piave persegue l'obiettivo fondamentale di imprimere una forte spinta ai processi di crescita e di sviluppo secondo una visione integrata delle risorse e con caratteristiche il più possibile di qualità e di durata, tenendo ovviamente conto delle logiche di mercato;
3.conseguentemente il progetto complessivo non potrà non seguire una logica di coerenza sia interna che di contesto.
Nelle attività svolte nel periodo considerato, ed ovviamente anche successivamente, a tale impostazione ci si è rigorosamente attenuti.

2. Le attività svolte

· Nel periodo da febbraio a metà maggio 2004: si è provveduto ad effettuare tutte le azioni propedeutiche all'avvio dell'attività della società; si sono svolti molti incontri informali del CdA e del CdA con l'A.C. per studiare la documentazione e concordare le linee d'azione; il CdA si è occupato della proposta di incarico per l'Advisor finanziario, rivedendo in profondità, con la consulenza di uno studio legale di Orvieto, sia l'impostazione generale che gli importi richiesti; è stato anche affrontato il tema della manutenzione degli stabili e degli spazi esterni ed in particolare del ricco patrimonio arboreo, senza addivenire al momento ad una soluzione, anche per l'eccessiva onerosità delle proposte acquisite e per evitare la parzialità degli interventi derivante dalla natura della convenzione con il Comune.
· Nel maggio 2004 si è provveduto all'assunzione di una segretaria amministrativo-contabile mediante prova selettiva su apposito bando e colloquio condotto da una commissione di esperti, che ha esaminato più di 60 candidati.
· Il 5 giugno 2004, praticamente al termine dei lavori di ordinaria manutenzione effettuati dal Comune, è stato firmato il contratto di comodato gratuito fra lo stesso Comune ed RPO per l'uso di alcuni locali della Palazzina Comando.
· Dopo la sospensione, dovuta a ragioni di opportunità, nel periodo precedente e susseguente le elezioni amministrative del 12 e 13 giugno 2004, le attività sono riprese e si sono compiuti i seguenti atti: allestimento della sede, attivazione dei contratti telefonici, collegamento Internet, contratto con azienda di pulizie, effettuazione dei piccoli lavori di manutenzione strettamente necessari; attivazione di una consulenza qualificata per lo start up della Società; esame delle proposte di utilizzazione della struttura già formalizzate e richiesta di incontri a CSCO ed al Consorzio CrescEndo per un confronto nel merito.
Il 30 agosto è stata aperta e resa operativa la sede della Società in Via Roma 3, al piano rialzato della Palazzina Comando, concesso in comodato dal Comune.
Il 2 settembre si è tenuto l'incontro con il Consorzio CrescEndo e con il Sindaco, che ha riconfermato le linee guida della precedente Amministrazione. Oltre a ciò, sono stati messi a fuoco i problemi fondamentali di prospettiva, oltre a quelli più immediati.
In tale fase sono state esaminate le proposte presentate da diversi soggetti per il logo e per il sito Internet della Società ed è stata scelta un'azienda specializzata di Orvieto.
E' stato poi approvato l'Action Plan, che è stato successivamente aggiornato anche alla luce della sottoscrizione del contratto di Advisor finanziario.
Il 28 ottobre è stato firmato il contratto di Advisor finanziario con Banca OPI Spa. Rispetto all'impostazione iniziale (operazione di advisory multiservice) si è preferita una prestazione di consulenza più circoscritta ed a prodotto più definito (e quindi anche con un livello di spesa molto più basso), concepito come base essenziale per le operazioni finali di scelta e di realizzazione dell'operazione.
Non appena avvenuto il rinnovo del CdA di CSCO si è provveduto a rinnovare la richiesta di confronto sui reciproci compiti.
Nel contempo è iniziato l'esame delle proposte di intervento presenti nel Piano per l'innovazione e lo sviluppo della Regione dell'Umbria concernenti le linee business indicate dall'A.C. direttamente o indirettamente connesse con l'operazione di rifunzionalizzazione affidata a RPO. E ciò al fine di strutturare gli strumenti idonei a consentire, in modo concertato fra tutti i soggetti interessati, di partecipare ai relativi bandi.
Dopo un apposito incontro con l'A.C. è stato ripreso il tema della manutenzione ordinaria sia degli edifici che del patrimonio arboreo e si è deciso, previa apposita indagine di mercato, di effettuare gli interventi più urgenti in ottemperanza di quanto previsto dalla convenzione.
Il 9 novembre è stata approvata, e subito dopo trasmessa, la relazione semestrale per gli azionisti prevista dalla convenzione. Tale atto ha consentito di fare il punto sia rispetto alla gestione finanziaria che ai problemi emersi ed alle soluzioni da adottare, ed anche di delineare le azioni future con precise indicazioni delle responsabilità dei diversi soggetti protagonisti. L'assemblea totalitaria svoltasi il 16 novembre 2004 ha approvato la relazione ed in tale occasione il Sindaco ha riconfermato non solo la sua valutazione positiva sull'attività di RPO ma anche la volontà sua e dell'A.C. di collaborare attivamente per il successo dell'operazione.
Fra il mese di novembre e quello di dicembre si sono poi svolti molti incontri con la Giunta, il Sindaco, il Vice Sindaco, i tecnici del Comune, sui vari problemi aperti ed in particolare si è lavorato al coordinamento delle attività per rispettare i termini e le scadenze dei bandi del DOCUP Umbria per la presentazione dei progetti. Si è chiarito in particolare su quali azioni puntare ed il fatto che il soggetto presentatore non poteva essere che il Comune.
Nello stesso periodo à iniziata la stesura del quadro sinottico delle destinazioni con riferimento sia alle linee business fornite dall'A.C. che alle verifiche nel frattempo effettuate da RPO. Tale quadro, che costituisce la prima formulazione da sottoporre a verifica architettonica per la stesura del business plan, è stato approvato dal CdA in data 11 gennaio 2005 e ufficialmente trasmesso al Sindaco in data 12 gennaio 2005.
Il 22 dicembre, con un certo ritardo non imputabile ad RPO rispetto alla richiesta di Banca OPI Spa, si è proceduto ad affidare l'incarico per il PAM (Piano Architettonico di Massima)
Infine, in tutto questo periodo, sono stati fatti molti incontri con soggetti potenzialmente interessati al riuso funzionale del complesso della ex Caserma (operatori e/o utilizzatori finali), con ciò anche mettendo di fatto a verifica la validità delle ipotesi fin qui formulate sulla base delle linee guida dell'Amministrazione.
Il riscontro è stato positivo, nel senso che ci sono state significative conferme, e però, come sempre avviene in questi casi, si sono registrate anche nuove opportunità, che sono state attentamente vagliare per verificarne fino in fondo la fattibilità e la coerenza sotto i diversi profili. A tal proposito si può dire che, pur nella loro provvisorietà e varietà, le proposte e le opzioni riscontrate sono tutte riconducibili alle scelte di indirizzo dell'A.C. Esse rendono anche chiaro che una visione unitaria e coordinata delle operazioni, peraltro strettamente aderente alla mission della Società sopra richiamata, costituisce non solo un valore aggiunto ma anche una via obbligata di semplificazione per ottenere il massimo risultato nel tempo più breve.
Proprio sulla base di tali verifiche ci si è poi confrontati con l'A.C. ed è stata, come già detto sopra, formulata e formalmente trasmessa la prima ipotesi di destinazione del complesso.

3. I problemi

Le attività sopra descritte hanno fatto emergere alcuni problemi dalla cui risoluzione dipenderà l'esito stesso dell'operazione:
1.lo statuto e la convenzione presentano contraddizioni e carenze che sono state puntualmente esaminate dal CdA e sono diventate oggetto di una apposita nota trasmessa all'A.C. in data 20 gennaio 2005; in particolare - ed è l'aspetto indubbiamente più rilevante - non si vede come si possa elaborare un business plan unitario ed assicurare una gestione coerente con la mission della Società senza che venga formalmente stabilita la competenza di RPO sull'intera area;
2.l'interrelazione delle scelte e delle attività di RPO con quelle dell'A.C. è tale che si impone un costante ed elevato livello di coordinamento, certamente non semplice ma assolutamente necessario sia rispetto ai tempi che all'efficacia delle decisioni e delle azioni, come peraltro reso evidente dall'Action Plan trasmesso in allegato alla relazione semestrale al 31 ottobre 2004: ad es. il ritardo nella fornitura delle planimetrie degli edifici in formato digitale ha prodotto uno slittamento di tutte le operazioni connesse all'elaborazione del Piano Architettonico di Massima (PAM) e conseguentemente del Business Plan, seppure alla fine il ritardo sarà contenuto in pochissime settimane per l'impegno di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti; più in generale la natura di RPO in quanto SpA pubblica, con le responsabilità dirette che essa mette in capo ai suoi amministratori, comporta per tutti anche un preciso rispetto di procedure, tempi e risultati;
3.per quanto concerne poi in senso più stretto le questioni di bilancio, è vero che la convenzione è formalmente strutturata in modo da tener conto che almeno nei primi due anni di attività la Società sarà necessariamente in perdita, dato che non vengono previste entrate - ciò che sarebbe potuto avvenire solo nel caso in cui fosse stato previsto di affidare ad essa gestioni remunerative, ipotesi peraltro inizialmente prospettata, seppure in modo informale -, ma è anche vero che per legge le perdite non debbono superare un determinato limite, ed è invece evidente che se si vuole operare all'altezza del compito si deve mettere nel conto che tale limite potrebbe ben presto essere superato, il che comporterà per l'azionista la necessità di ripristino del capitale; ciò è sottolineato da una parte dalla iscrizione a bilancio dell'ICI - seppure siano in corso approfondimenti legali e tecnici sia sulla legittimità dell'imposta nel caso specifico sia sul suo stesso ammontare - e dall'altra dalla mancata attivazione ad oggi della procedura di ingresso nel CdA di nuovi soggetti non soci capaci di garantire interventi finanziari tali da alleggerire le esposizioni.
Tutti questi problemi possono senz'altro essere visti come propri di un periodo di necessario rodaggio. Tuttavia si ritiene di metterli in evidenza non solo per un doveroso compito di trasparenza ma perché per la loro stessa natura essi vanno affrontati con tempestività ed in modo risolutivo.

4. I risultati

I risultati della Società rispetto alle sue finalità ed ai suoi compiti sono senz'altro positivi. Tale giudizio fa riferimento a precisi elementi, non solo quelli espressi dalle azioni di impianto e di start up della Società, ma quelli stessi indicati nella relazione semestrale dell'ottobre 2004 come previsione delle attività dei successivi sei mesi - e va detto che il fatto che alle previsioni siano corrisposte le relative realizzazioni testimonia che la Società è in grado di lavorare efficacemente per il successo dell'operazione che ad essa è stata affidata -:
definizione degli interventi per la gestione e la manutenzione del patrimonio in ottemperanza agli obblighi derivanti dalla convenzione;
definizione dello scenario iniziale su cui far lavorare Banca OPI per la stesura del primo piano economico-finanziario (documento inviato al Comune in data 12 gennaio 2005);
scelta delle linee strategiche e del soggetto idoneo per la progettazione architettonico-funzionale di massima (PAM);
scelta del soggetto idoneo per il computo metrico estimativo collegato al PAM;
soluzione del problema della disponibilità dei rilievi in formato digitale;
sviluppo delle attività preliminari utili per valutare l'interesse di operatori e/o utilizzatori ad intervenire nell'operazione.
Ma soprattutto si ritiene di poter affermare ad oggi che si sarà in grado - forse con qualche lieve ritardo rispetto alla scadenza prevista dalla convenzione, come detto sopra per ragioni non dipendenti da RPO - di consegnare nel mese di maggio il Business Plan, base per tutte le operazioni successive.
Infine la stessa situazione di bilancio è testimonianza di grande attenzione sia per i problemi dell'immediato funzionamento che per il lavoro di prospettiva. I primi segni di pesantezza del conto economico derivano, com'è evidente, da una parte dall'aver svolto in modo deciso e puntuale i compiti affidatici e dall'altra da contraddizioni non risolte all'origine, come evidenziato dalla vicenda ICI ed anche da altre che però ci si augura vengano molto presto chiarite in via definitiva al fine di poter agire in un quadro di certezze consone al necessario dinamismo di una Società della natura di RPO.
Le parti che seguono chiariscono ulteriormente tale necessità di certezze.

5. Gli avvenimenti più rilevanti dei primi mesi del 2005

Innanzitutto, come si è accennato sopra al punto 2, a seguito di un approfondito confronto con l'A.C., l'11 gennaio 2005 è stata formalizzata da parte del CdA la definizione dello scenario iniziale su cui far lavorare Banca OPI SpA per la stesura del primo piano economico-finanziario. Il relativo prospetto sinottico e la relazione sono stati inviati poi sia al Comune che a Banca OPI SpA. L'organizzazione delle previsioni d'uso su 4 poli, mentre rispetta le linee business stabilite dall'A.C., fa anche intravedere con chiarezza in quali termini si porranno le questioni economico-finanziarie del piano di rifunzionalizzazione: se il rendimento ipotetico risulterà al di sotto di certi livelli talché l'operazione complessiva risultasse difficilmente compatibile con corrette logiche di mercato, si potrà rendere necessaria una revisione delle possibili potenziali destinazioni; è comunque evidente che se le destinazioni finali dovessero essere, seppure in linea di massima, quelle attualmente formulate, si deve sapere che il piano finanziario si reggerà solo se la parte pubblica definirà in modo chiaro e puntuale la parte che intende svolgere e se e come intende far fronte agli impegni economici e gestionali che ne derivano.
Sono stati analizzati a fondo i problemi di gestione derivanti sia dalla convenzione che dallo statuto, oltre che da decisioni spettanti all'A.C. Come si è già detto, uno specifico documento in 8 punti è stato approvato dal CdA il 19 gennaio ed inviato il giorno successivo al Sindaco e alla GM. Su di esso si attende risposta e si ritiene che dalla natura di essa possa dipendere l'efficacia dell'attività di RPO e la stessa riuscita dell'operazione che le è affidata.
Nei mesi di gennaio e febbraio sono stati effettuati incontri sia con l'A.C. che con gli altri soggetti interessati alla definizione dei progetti da presentare alla Regione dell'Umbria per partecipare ai bandi del DOCUP. Risulta che il Comune poi abbia presentato entro i termini previsti il progetto relativo al polo della memoria, da realizzare in una parte degli edifici affidati ad RPO (la possibile insorgenza di problemi gestionali al momento non è stata analizzata).
Il 3 febbraio sono state presentate al CdA la bozza di format del Business Plan e l'impostazione dello studio del PAM.
L'architetto incaricato ha potuto iniziare in modo pieno il lavoro per l'elaborazione dello stesso PAM solo alla fine di febbraio quando i rilievi degli edifici, trasmessi dal Comune sotto forma di raster, sono stati trasformati in prodotti vettorializzati con l'incarico ad un service specializzato.
La presentazione degli esiti del lavoro al CdA, inizialmente prevista per il 7 aprile, è stata poi spostata, per cause di forza maggiore, al 13 aprile.
Il 16 marzo è stata affidata, a seguito di formale indagine esplorativa di mercato, la redazione del computo metrico estimativo da coordinare con il PAM, a sua volta base per la redazione del Business Plan.
Nei primi 3 mesi del 2005 si sono inoltre affrontati diversi problemi di gestione ordinaria, dalla manutenzione delle alberature e degli edifici alle questioni attinenti le assicurazioni, alle iniziative di pubblicità e promozione. Come s'è detto anche per questo aspetto, è stata affrontata la delicata questione dell'ICI.
Sono infine continuate le attività di acquisizione di pareri sulle prospettive di riuso e sono state acquisite diverse richieste formali sia di soggetti pubblici che di privati.
Da quanto detto sopra emerge che il CdA si è mosso nei primi mesi del 2005 non solo in continuità e coerenza con tutta l'impostazione precedente, ma ha posto tutte le premesse di sua spettanza perché i suoi compiti abbiano nei tempi stabiliti un esito positivo: da una parte il chiarimento ulteriore della natura e dei compiti della Società nei suoi rapporti con le politiche dell'A.C. alla luce dell'esperienza del primo anno di attività, e dall'altra le scelte per giungere nel modo migliore e nel rispetto sostanziale dei tempi ad approvare il B.P.

6. La previsione di attività dei prossimi mesi

Le attività sopra descritte indicano anche le azioni che ci si attende di poter sviluppare lungo l'arco del 2005 e che per le linee essenziali vengono di seguito indicate:
conclusa la sessione di bilancio, saranno esaminati i risultati del PAM e del CME;
entro il termine del 20 maggio si ritiene di poter approvare il Business Plan per presentarlo subito dopo all'A.C.;
qualora il BP fosse approvato con celerità, si potrebbe procedere già prima dell'estate alla definizione delle linee strategiche sia per la scelta del o degli operatori e degli utilizzatori sia per le soluzioni finanziarie più consone e, su tali basi, alle necessarie operazioni di marketing; così come si potrebbe procedere al bando per l'alienazione di quote di capitale sociale e l'ingresso di nuovi soci;
nel contempo possono essere organizzate alcune efficaci iniziative di pubblicizzazione della società, di approfondimento circa le scelte maturate e di informazione sui risultati delle attività svolte con particolare riferimento al BP;
se tutto questo potrà essere fatto con il rispetto da parte di tutti i soggetti dei tempi e dei compiti connessi con le responsabilità di ciascuno, non è impossibile pensare che nella seconda parte dell'anno si possa giungere al risultato dell'affidamento in sub concessione dei primi lotti di riuso.

7. Considerazioni sul budget previsionale 2005 e pluriennale

Allo stato attuale delle cose si ritiene più corretto soprassedere ad una previsione, anche solo di larga massima, degli impegni di spesa per il 2005 e pluriennali, che sarà invece possibile definire in una fase successiva con riferimento all'evoluzione dei fatti reali e in particolare agli esiti del BP.
Si possono invece indicare fin d'ora le esigenze e le responsabilità che pone una linea di necessario dinamismo della Società.
Per ciò che concerne lo stato patrimoniale, si può prevedere che nel 2005 e nel 2006 cresceranno in modo significativo le immobilizzazioni immateriali, articolate nelle voci che di seguito si possono indicare:
A. Costi di ricerca, sviluppo e pubblicità
ideazione del materiale pubblicitario
costi di pubblicità ad utilità pluriennale
promozioni di start-up delle diverse attività
B Altri costi pluriennali
spese di consulenza finanziaria per definizione del PEF (Piano Economico-Finanziario), della redditività dell'iniziativa e successiva negoziazione con il/I Promotore/i
spese legali per definizione della/e concessione/i e negoziazioni contrattuali
spese tecniche per eventuali studi progettuali, acquisizione di analisi digitalizzate degli immobili e degli impianti dell'area
redazione del Regolamento interno di gestione dei conduttori dell'area;
spese notarili
Per ciò che concerne il conto economico, nello stesso periodo potranno parimenti crescere i costi per servizi articolati ad es. nelle seguenti voci:
spese promozionali
spese per seminari di approfondimento e convegni
spese per un eventuale concorso di progettazione architettonica di uno o più elementi che fossero ritenuti di particolare rilevanza sia ai fini dell'assetto complessivo dell'area sia della funzionalità delle soluzioni sia della pubblicizzazione dell'iniziativa stessa.
Seppure in questa fase non si ritenga opportuno indicare precise cifre di previsione, allo stato delle cose si può tuttavia sostenere fondatamente che mentre per il 2005 i livelli di spesa ipotizzabili saranno ancora compatibili con le disponibilità, eccetto il caso in cui si dovesse procedere al pagamento dell'ICI 2004 e 2005, invece per il 2006 essi si scontreranno certamente con le effettive disponibilità anche nel caso in cui non si dovesse versare tale imposta, qualora nel frattempo non vi siano state le condizioni per generare entrate sufficienti a ripianare almeno in parte le spese.
Per quanto detto ora, e in aggiunta a quanto già detto in precedenza, si ritiene perciò indispensabile che si attivino da subito le procedure per l'allargamento del CdA ai soggetti che ne hanno fatto richiesta, nella convinzione che ciò può determinare una compartecipazione alle spese nelle forme e nella quantità che con tali soggetti sarà possibile e utile concordare.
In ogni caso, qualora nella gestione del bilancio della Società si determinassero le condizioni critiche ipotizzate in relazione all'assolvimento dei propri compiti istitutivi, spetterà al socio o ai soci scegliere le soluzioni ritenute più idonee per garantire ad essa la piena operatività.

Bilancio di RPO Spa al 31 dicembre 2005

Estratto dalla Relazione

1. Introduzione

La relazione al bilancio al 31.12.2004 partiva dall'evidenziazione di ciò che scaturiva dagli atti iniziali compiuti dall'Amministrazione Comunale per dare avvio alle attività di RPO Spa (delibera di CC e relative linee di indirizzo, atto costitutivo, statuto, convenzione e linee business): la mission di RPO va inquadrata in una mission più ampia, che è quella stessa della città e del territorio; il riuso dell'ex Piave persegue l'obiettivo fondamentale di imprimere una forte spinta ai processi di crescita e di sviluppo secondo una visione integrata delle risorse; conseguentemente il progetto complessivo non potrà non seguire una logica di coerenza sia interna che di contesto. A tale impostazione ci si è rigorosamente attenuti sia nel 2004 che nel 2005 nella preparazione, nella stesura e nell'approvazione del business plan ed in tutte le attività in seguito svolte nella convinzione di poter giungere ad un risultato coerente e positivo.
Se a questo non si è ancora giunti è perché le vicende ed i condizionamenti esterni non lo hanno permesso, come potrà meglio evincersi da quando descritto in seguito.
Nella stessa relazione si mettevano in luce i problemi essenziali da risolvere da parte del Comune per mettere in condizione RPO di perseguire gli obiettivi statutari ed attuare la convenzione. Di fatto, nel corso del 2005, a parte la modifica dello statuto e della stessa convenzione, i problemi principali e determinanti non solo non sono stati risolti, ché anzi sono stati aggravati. Anche questo emergerà dal prosieguo della relazione.

2. Le attività svolte

Di seguito vengono sinteticamente indicati in modo distinto i fatti più rilevanti dei primi e dei secondi sei mesi del 2005.

A. I primi sei mesi
Innanzitutto, a seguito di un approfondito confronto con l'A.C., l'11 gennaio è stata formalizzata da parte del CdA la definizione dello scenario iniziale su cui far lavorare Banca OPI SpA per la stesura del primo piano economico-finanziario. Il relativo prospetto sinottico e la relazione sono stati inviati il 12 gennaio sia al Comune che a Banca OPI SpA.
Nello stesso periodo sono stati analizzati a fondo i problemi di gestione derivanti sia dalla convenzione che dallo statuto, oltre che da decisioni spettanti all'A.C. A seguito di ciò, uno specifico documento in 8 punti è stato approvato dal CdA il 19 gennaio ed inviato il giorno successivo al Sindaco e alla GM. Su di esso è stato possibile effettuare un confronto tra CdA e GM solo il 26 aprile. La conseguenza positiva più rilevante è stata la modifica della convenzione approvata dal Consiglio Comunale l'11 maggio, mentre su altri aspetti di gestione non si è ancora addivenuti ad una soluzione. Ci si riferisce in particolare a 3 questioni: la definizione dello stato di consistenza dei luoghi, la regolamentazione dell'uso degli spazi esterni ed interni da parte di soggetti terzi e, soprattutto, il problema dell'ICI di cui si dirà in seguito. A tali questioni si aggiunge la necessità di formalizzare da una parte la decadenza di fatto del contratto di comodato per l'uso di alcuni locali della palazzina comando per la sede della società e dall'altra l'attivazione di un analogo contratto per l'uso di alcuni locali della stessa palazzina quale sede provvisoria del corteo storico.
Nei mesi di gennaio e febbraio sono stati poi effettuati incontri sia con l'A.C. che con gli altri soggetti interessati alla definizione dei progetti da presentare alla Regione dell'Umbria per partecipare ai bandi del DOCUP. Risulta che il Comune abbia poi presentato entro i termini previsti un progetto relativo al polo della memoria, da realizzare in una parte degli edifici affidati ad RPO. A quanto è dato sapere l'esito non è stato positivo.
Nello stesso periodo è stato definito il quadro sinottico delle destinazioni con riferimento sia alle linee business fornite dall'A.C. che alle verifiche nel frattempo effettuate da RPO. Tale quadro è stato approvato dal CdA in data 11 gennaio 2005 e ufficialmente trasmesso al Sindaco in data 12 gennaio 2005.
Dopo che il 22 dicembre 2004 era stato conferito l'incarico per la stesura del PAM, l'impostazione di tale Piano è stata presentata il 3 febbraio al C.d.A.. Contestualmente Banca OPI SpA ha presentato la bozza di format del Business Plan.
Alla fine di febbraio è iniziata la discussione sul bilancio 2004, che si è sviluppata secondo una precisa sequenza di atti compiuti secondo le procedure di legge. Il CdA ha approvato il bilancio il 25 marzo e l'Assemblea dei soci il 28 aprile. Per quanto concerne i problemi di bilancio si rinvia agli atti già trasmessi ed approvati ed a quanto si dirà in seguito.
All'inizio di marzo, contestualmente alla discussione sul bilancio ed al fine di una sua corretta impostazione, è iniziata anche quella sul problema dell'ICI, emerso peraltro a seguito di una nota trasmessa dal Ragioniere capo del Comune di Orvieto, circa l'imposta dovuta per gli anni 2004 e 2005. Essa si è conclusa, anche in ragione della sua pesante incidenza sulla situazione di bilancio della Società, con la richiesta di un parere legale sulla legittimità di chiedere ed eventualmente ottenere dal Comune la rinuncia alla riscossione di tale imposta almeno per i primi due anni in analogia a quanto previsto dalla convenzione per il canone di concessione e fondamentalmente per le stesse ragioni. Tale parere una volta acquisito ed esaminato dal CdA è stato trasmesso al Comune all'inizio di maggio a corredo della richiesta formulata come specificato sopra. La richiesta ad oggi non risulta aver avuto riscontro.
Nello stesso periodo è stata formalmente approvata dal CdA la proposta di realizzare in parte dei locali sede della Società la mostra fotografica "Luoghi contemporanei", fotografie di Gianni Galassi, che è stata inaugurata con successo il 22 maggio 2005 e si è protratta fino al mese di settembre.
Il 16 marzo è stata affidata la redazione della stima di massima dei costi di trasformazione da formulare sulla base delle destinazioni previste nel PAM, e a sua volta base per la redazione del Piano Economico Finanziario.
Il 13 aprile è stato presentato al CdA il PAM. Tale documento è stato poi ulteriormente discusso nella successiva riunione del 20 aprile ed approvato nella sua stesura definitiva il 6 maggio.
All'inizio di maggio il CdA ha poi esaminato formalmente, anche a seguito dell'incontro già citato con il Sindaco e la GM, le proposte di modifica dello statuto della Società al fine di un suo adeguamento alle nuove norme del diritto societario e quelle di modifica della convenzione al fine precipuo di una gestione unitaria dell'area da parte di RPO. Tali modifiche sono state successivamente approvate dal Consiglio Comunale l'11 maggio per quanto riguarda la convenzione e dall'assemblea dei soci lo scorso 7 luglio per quanto riguarda lo statuto.
L'intiero mese di maggio è stato anche dedicato al percorso finale per l'approvazione del business plan: il 12 maggio è stata formalmente consegnata la stima dei costi, che è stata esaminata dal CdA nella riunione del 17 maggio; nella stessa riunione è stata esaminata anche la bozza del PEF, che è stata poi approvata nella sua stesura finale il 31 maggio.
Il 15 giugno il PEF è stato presentato alla GM ed il 22 giugno è stato prima discusso dal CC in seduta pubblica aperta e poi discusso ed approvato con presa d'atto da parte dello stesso Consiglio riunito in seduta ordinaria.
Il 16 giugno il CdA ha preso atto del decreto sindacale con cui sono stati nominati due nuovi membri, ciò che è stato poi formalmente approvato dall'assemblea straordinaria dei soci il successivo 7 luglio. Così il CdA è diventato di 7 membri sui 9 previsti come numero massimo dallo statuto.
Il 30 giugno il CdA ha iniziato la discussione sul programma di attività da sviluppare dopo l'esito positivo della discussione del business plan in CC.
Nei primi sei mesi del 2005 si sono inoltre affrontati i diversi problemi di gestione ordinaria, dalla manutenzione delle alberature e degli edifici alle questioni attinenti le assicurazioni, alle iniziative di pubblicità e promozione.
Sono infine continuate le attività di acquisizione di pareri e proposte sulle prospettive di riuso e sono state assunte agli atti diverse richieste formali sia di soggetti pubblici che di privati.
Gli aspetti principali delle attività svolte nei primi sei mesi del 2005 possono dunque essere così riassunti: approvazione del Bilancio 2004; approvazione del Business Plan; modifica della Convenzione e dello Statuto; ingresso di nuovi membri nel CdA; impostazione del lavoro della seconda fase.

B. I secondi sei mesi
Il 7 luglio con l'assemblea straordinaria dei soci è terminata la fase di modifica formale dello statuto.
Il Consiglio, poi, constatato che dalla semestrale al 30 giugno emergeva che il capitale si era ridotto di oltre un terzo per effetto delle perdite rilevate, ha convocato, ai sensi dell'art. 2446 del Codice Civile, l'Assemblea degli azionisti che si è tenuta, in data concordata con il socio unico, il 21 settembre 2005. In sede assembleare il socio unico ha chiesto il rinvio dell'esame dell'argomento ad una successiva assemblea che si è poi tenuta in data 13 ottobre.
In tale occasione il socio unico, nel prendere atto della riduzione intervenuta nel capitale sociale, ha autorizzato la Società a proseguire nella sua attività, in linea con la possibilità concessa dal suddetto articolo del c.c., e, nel contempo, ritenendo necessario coinvolgere nel progetto l'intera amministrazione comunale, ha annunciato che per fornire "indirizzi di programmazione e politici aggiornati" riteneva necessario avvalersi "di tecnici di alta qualità, competenti nei vari settori di interesse".
La volontà manifestata dal socio unico ha logicamente influenzato la gestione della Società nella restante parte dell'esercizio in quanto si è ritenuto che la definizione delle azioni da intraprendere avrebbe dovuto attenersi ai nuovi, e pertanto diversi, indirizzi che sarebbero stati, secondo quanto detto dal socio unico, successivamente formalizzati.
In attesa di questi, ci si è attivati per assicurare la gestione ordinaria attraverso incontri informali al fine di limitare allo stretto necessario le riunioni consiliari in un'ottica di contenimento dei costi, aspetto questo sul quale si è sempre prestata massima attenzione visto il permanere della impossibilità di poter conseguire ricavi. Tale impossibilità deriva non solo dal fatto che in tal modo è stata impostata la convenzione e che si è ancora in fase progettuale, ma anche perché, allo stato, non è chiaro se il complesso immobiliare sia agibile seppure parzialmente.
Il problema dell'agibilità è peraltro strettamente collegato alla determinazione dell'Imposta Comunale sugli Immobili. Nel corso dell'esercizio, dopo un articolato scambio epistolare con l'Amministrazione Comunale, la Società ha effettuato il versamento per il 50% dell'ICI relativa all'anno 2004, con sanzioni ed interessi, e dell'ICI relativa all'anno 2005. Per correttezza di redazione del bilancio ed in attesa che venga definito l'aspetto dell'agibilità dei locali si è però continuato ad imputare al c/to economico l'intera imposta, con pesanti effetti sul risultato d'esercizio. L'ICI 2005, il cui importo è pari ad € 145.017, rappresenta il 38,8% dei costi complessivi dell'esercizio.

3. I problemi

Nel corso del 2005 a più riprese ed in diverse occasioni sono stati fatti presenti al socio azionista unico i problemi di gestione che spetta al Comune di Orvieto chiarire e risolvere: dalla questione della sicurezza dell'area alla relazione sullo stato di consistenza dei luoghi consegnati ad RPO a termini di convenzione, dall'agibilità o meno di edifici o di parti di essi, anche come già detto in relazione all'applicazione dell'ICI, fino alla regolamentazione della concessione temporanea a terzi per diverse tipologie di attività. Soprattutto, è stata fatta presente, sia con la citata relazione semestrale sia in occasione di vari incontri, la situazione economica della società in relazione ai compiti istituzionali affidati ad essa dallo stesso socio.

4. I risultati

I risultati della Società, rispetto alle sue finalità ed ai suoi compiti, anche nel 2005 sono stati senz'altro positivi se si considerano le condizioni in cui ha dovuto operare. E questo giudizio fa riferimento non solo al fatto di aver onorato il primo appuntamento operativo fondamentale, la presentazione e l'approvazione del business plan, ma anche al dato che comunque la Società non si è fermata, pur avendo dovuto per le ragioni dette sopra limitare all'essenziale le sue attività.
In proposito si ricordano i molteplici incontri organizzati subito dopo il 22 giugno 2005 con soggetti istituzionali, con associazioni e con privati, per spiegare il business plan, ricevendo un consenso diffuso e convinto, e la convenzione con il consorzio CrescEndo per l'installazione di impianti di telecomunicazione finalizzati a fornire le zone industriali di Fontanelle di Bardano e di Baschi del collegamento internet a banda larga.
Inoltre nel corso dell'anno la società ha continuato a ricevere proposte formali ed informali di interesse per l'uso degli immobili gestiti.
In definitiva, il CdA ritiene di poter affermare che la Società anche nel 2005, come nel 2004, ha rispettato rigorosamente, oltre che la sua mission, la convenzione con il Comune sia rispetto ai contenuti che ai termini in essa stabiliti.

5. Gli avvenimenti più rilevanti dei primi mesi del 2006

Per gli avvenimenti più rilevanti del 2006, da gennaio ad oggi, si può evidenziare quanto segue: mentre la richiesta di incontro con la terza commissione non ha mai avuto riscontro nonostante diversi solleciti, con la Giunta Municipale vi sono stati due incontri informali, uno il 10 gennaio 2006 ed uno il successivo 7 febbraio, e solo in questo secondo incontro li Sindaco e la GM hanno anticipato per linee generali ciò che il Sindaco nella sua veste di socio unico avrebbe poi ufficialmente comunicato al CdA nell'assemblea dei soci che si sarebbe tenuta, come poi è effettivamente avvenuto, il 23 febbraio 2006.

6. La previsione di attività

Per quanto detto, essendo ancora in attesa di conoscere i nuovi indirizzi del Socio Unico, non è possibile al momento ipotizzare delle linee strategiche in funzione delle quali programmare le attività future.
Certo è che le manifestazioni di interesse ricevute inducono a ritenere che, una volta che fosse superata la fase di incertezza attuale, sarebbe possibile riprendere con vigore le azioni tese a consentire il riutilizzo del complesso immobiliare della ex caserma Piave ed a svolgere quindi i compiti assegnati per il perseguimento dell'oggetto sociale.

 

Corrispondenza con il socio unico Comune di Orvieto

Contenuto sommario di alcune lettere

Lettera del 13 maggio 2005
Al Sindaco del Comune di Orvieto e all'Assessore al Bilancio
Con questa nota si trasmette in copia il parere legale sull'obbligo o meno di corrispondere l'ICI e si chiede formalmente al Comune di soprassedere almeno fin tanto che l'operazione di riconversione non avrà consentito di rendere di nuovo produttivi gli edifici e l'intera area.
Nel parere legale, oltre ad un'approfondita disamina della complessità e dell'incertezza della materia, era indicata la possibilità per il Comune di decidere legittimamente di soprassedere alla riscossione e tra l'altro si sosteneva che restituire a tale ente gran parte delle somme ricevute onde effettuare il pagamento dell'ICI significherebbe ‘svuotare' di fatto RPO di un'ingente quantità di risorse finanziarie (conferite dallo stesso Comune di Orvieto), che ne penalizzerebbe fortemente lo svolgimento delle relative attività e il raggiungimento dei fini prefissati dalla stessa P.A., con l'intera operazione di riconversione funzionale e riqualificazione del complesso immobiliare.

Lettera del 31 agosto 2005
Al Sindaco del Comune di Orvieto e all'Assessore al Bilancio
Non avendo avuto risposta alla lettera 13 maggio si chiede una risposta sollecita e comunque non oltre il 30 settembre 2005 onde permettere alla Società di adempiere ai propri obblighi.
La risposa arriva poi negativa con il calcolo dell'ICI e quindi scatta l'obbligo di pagare.

Lettera del 26 ottobre 2005
Al Sindaco del Comune di Orvieto
Con riferimento all'atto deliberativo del Consiglio Comunale del 22 giugno 2005 (approvazione del Business Plan) e alle comunicazioni del Sindaco in qualità di socio unico rese nell'assemblea ordinaria dei soci del successivo 13 ottobre si chiede di sapere se le destinazioni pubbliche previste dal business plan siano da mantenere così come previste sia in termini di funzioni che di spazi, oppure siano da modificare in tutto o in parte. Nel caso esse siano da mantenere si afferma che è necessario conoscere l'impegno formale per la loro realizzazione essendo evidente per questa parte la necessità dell'intervento finanziario pubblico. Tutto ciò per dar corso alle azioni finali per la rifunzionalizzazione. La risposta, evidentemente essenziale per capire se il socio unico voleva o no che si andasse avanti, non arriverà

Lettera del 17 novembre 2005
Al Sindaco del Comune di Orvieto
Si chiede un incontro urgente con il Sindaco e la Giunta per far presenti le conseguenze dello stato di incertezza determinato dal Comune per la piena operatività di RPO, stato che si protraeva ormai da mesi con riferimento a diverse questioni ed in particolare alla carenza delle risorse finanziarie che rischiava di bloccare le attività e di vanificare le ragioni stesse dell'istituzione di questa Società. L'incontro non sarebbe avvenuto con l'urgenza richiesta e il Comune si sarebbe poi orientato nei mesi successivi in altro modo.

Lettere del 16 settembre 2006, 6 novembre 2006 e 20 novembre 2006
Al Sindaco di Orvieto, Socio unico di RPO
p. c. Ai membri della Giunta Municipale
p. c. Al Presidente del Consiglio Comunale
Sono le tre lettere con le quali il CdA prima chiede che se il socio unico vuole che la Società, dopo la sua trasformazione da Spa a Srl, continui ad operare deve fornire gli indirizzi di lavoro compiendo anche tutti gli atti formali che ne consentano l'effettiva attuazione, e poi, vista la prolungata assenza di risposta, decide all'unanimità di procedere alle dimissioni. Da queste lettere si comprende il comportamento del socio unico rispetto alla sua Società.


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