politica

L'anatra zoppa non c'è più. Centro destra e centro sinistra lavoreranno insieme al programma per Orvieto e al bilancio comunale

lunedì 21 settembre 2009
di laura
L'anatra zoppa non c'è più. Centro destra e centro sinistra lavoreranno insieme al programma per Orvieto e al bilancio comunale

L'anatra zoppa, almeno al momento, in pratica non c'è più. Finisce infatti con una larga e unanime intesa su un ordine del giorno redatto concordemente dai capigruppo del Consiglio comunale di Orvieto l'avventura della mozione del PD e di Sinistra e Libertà, da alcuni giudicata nei giorni scorsi pressoché assurda, che si riprometteva di impegnare il Sindaco Concina e la sua Giunta a seguire, in assenza di un programma del Sindaco ancora da definire, le linee programmatiche che il centro sinistra aveva presentato per le elezioni amministrative: linee, era stato sottolineato, che avendo il centro sinistra riportato in Consiglio il 64% dei consensi, sono state di fatto approvate dalla maggioranza degli orvietani.

Di fronte al difficile frangente - che con tutto il Consiglio schierato vedeva, almeno nominalmente, il centro destra in minoranza - a farsi mediatore di una via d'uscita è stato lo stesso Sindaco Toni Concina, che ha chiesto ai capigruppo di riunirsi insieme a lui per trovare una soluzione condivisa. Anche se Leoni aveva posto una pregiudiziale, affermando che nello spirito della legge è il Sindaco che deve presentare il programma entro 90 giorni dalla sua nomina e che il caso proposto dal centro sinistra non è previsto, di fronte alle evidenti difficoltà di questa consiliatura molto particolare è prevalso il buon senso, dopo che il Sindaco Concina ha lasciato intendere che, senza l'accordo di una soluzione condivisa, la strada non avrebbe potuto essere che quella del commissariamento.

Il Consiglio è stato così sospeso e, dopo una lunga consultazione, si è proceduto concordemente al ritiro della mozione e alla sua sostituzione con un ordine del giorno firmato da tutti i capigruppo che demanda alla conferenza dei capigruppo stessa l'individuazione di alcuni punti programmatici considerati fondamentali per la città di Orvieto, sui quali sia il centro destra che il centro sinistra si impegnano a lavorare concordemente. Alla conferenza dei capigruppo si impegna a partecipare, a questo fine, anche il Sindaco, che dovrà concretizzare in azione di governo, con la sua Giunta, quanto verrà deciso e stabilito. L'ordine del giorno sostitutivo è stato votato all'unanimità e, considerando che tutti i consiglieri erano presenti, l'accaduto non è puramente numerico ma ha un forte valore simbolico.

La mozione Germani-Gialletti, come è stato più volte sottolineato nel breve dibattito che ha seguito l'interruzione del Consiglio, è stata praticamente "messa in frigorifero", pronta a riemergere se l'accordo dovesse saltare, ma disposta a restarci perennemente se si lavorerà in modo convinto e condiviso per il bene della città. Un'intesa piuttosto inedita anche nel panorama nazionale, che deve la sorprendente convergenza da un lato alla volontà propositiva della maggioranza consiliare di centro sinistra, che non ha inteso sottrarsi alle responsabilità sulla pesante situazione di bilancio che ha trasmesso al governo Concina, dall'altro alle difficoltà di governo del centro destra, determinate sia dall'isolamento politico in una regione a prevalenza di centro sinistra, sia da una certa verginità amministrativa, ma anche e soprattutto dall'enorme debito ereditato. Un perverso cul de sac, dal quale si esce o con il commissariamento o con una comune volontà di riemergere. La mediazione è stata dunque accettata da tutti i gruppi, forse più costrittivamente da Orvieto Libera, che si è limitata a votare a favore senza dichiarazioni di sorta e senza plaudere, come gli altri, al risultato.

"E' una bella giornata per Orvieto - ha affermato il Sindaco Concina - ringrazio destra e sinistra di aver accolto il mio appello. Abbiamo dato una dimostrazione di come si può abbattere e combattere l'anatra zoppa, alla luce del sole, senza prove di forza e senza inciuci. Vorrei che nel programma che andremo a stendere si difendesse l'importanza di Orvieto e l'interesse di questa città. Se lavoriamo insieme, questa città non solo ha tutte le carte per rinascere, ma rinascerà presto".

Molto soddisfatti del risultato Evasio Gialletti di Sinistra e Libertà e il capogruppo del PD Giuseppe Germani. "Nonostante i dileggi e le polemiche dei giorni precedenti sulla nostra azione, abbiamo dimostrato - ha detto Gialletti - che la nostra non era e non è una provocazione, ma un metterci a disposizione per la città. Non dobbiamo sottovalutare che il Sindaco si è fatto garante di questa proposta, dobbiamo lavorare su punti condivisi, sia per il riequilibrio che per il bilancio".

"Abbiamo prodotto un buon lavoro - ha dichiarato Germani - siamo arrivati a quel che ci eravamo prefissi: l'individuazione di 4/5 temi assolutamente necessari per far progredire Orvieto. Possiamo trovare punti di convergenza senza inciuci e alla luce del sole, dai tavoli del Comune piuttosto che da altri tavoli che si potrebbero creare. Speriamo di trovare insieme una sintesi da approvare all'unanimità".
I punti irrinunciabili su cui trovare la convergenza sono, secondo il capogruppo del PD, quelli fondamentali su cui era impostata la sua relazione per la mozione che è stata ritirata, gli stessi che sono stati rapidamente enunciati ai capigruppo durante la sospensione e sui quali si dovrà tornare in modo più dettagliato: bilancio, sociale, infrastrutture, ambiente, sviluppo connesso alla rifunzionalizzazione della ex Piave.

Non tutti sono lieti di questo epilogo e, nelle file del centro destra, c'è già chi afferma che si è trattato di un errore politico perché, se si fosse andati alla votazione, forse il PD non sarebbe stato così compatto come lo schieramento faceva presagire e, lo stesso Tonelli, che come candidato Sindaco aveva sottoscritto un altro programma, non si sarebbe schierato. Ma, stando le cose come stanno, sono processi alle intenzioni e forse Concina, meno ingenuo di quanto lo reputano alcuni suoi sostenitori, ha voluto, con questo escamotage, togliere di mezzo, una volta per tutte, ogni ombra di inciuci o di franchi tiratori e andare a una mediazione di certo atipica ma, nel tempo, più solida e controllabile.

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