politica

I debiti fuori bilancio del Comune di Orvieto e la quadratura miracolosa del Sindaco Concina

domenica 19 luglio 2009
di laura
I debiti fuori bilancio del Comune di Orvieto e la quadratura miracolosa del Sindaco Concina

Come è noto urge, per il Comune di Orvieto, affrontare quanto prima l'argomento Bilancio, con particolare riferimento sia all'appurazione dettagliata del debito che, swap a parte - e non è una "parte" da poco -  presenta tra l'altro una cifra non isccritta a bilancio di quasi 5 milioni di euro; sia rispetto alla gestione ordinaria che, per la mancanza e la contrazione di fondi nei vari capitoli della spesa 2009, rischia di mandare in tilt il consueto livello delle attività e dei servizi dell'ente.

Lo ha detto più volte il Sindaco Concina, in campagna elettorale e nel primo consiglio comunale facendone la priorità delle priorità, probabilmente neanche immaginando che l'entità del "disastro" fosse fino a questo punto; lo ha detto da sempre Maurizio Conticelli, ex capogruppo consiliare di Altra Città, che non ha mai creduto, carte e dati alla mano, alla stabilizzazione e al risanamento incessantemente propagandati dall'ex Sindaco Mocio e dalla sua Giunta, denunciando più volte come la vendita di beni comunali per milioni e milioni di euro non sia bastata all'azzeramento della voragine; e lo diceva, per la verità, in campagna elettorale anche la sconfitta candidata a Sindaco Loriana Stella, facendone uno dei distinguo dall'ala mociana del partito e dai Comunisti Italiani, mentre sulla stabilizzazione continuava a insistere l'altro candidato, l'ex assessore del PdCI Carlo Tonelli, ora clamorosamente smentito.

Presumibile che sul problema si sia glissato, nonostante le polemiche allora create dall'opposizione e in particolare dalla documentata informazione di Conticelli, pensando, in verità senza troppo successo, che date le elezioni alle porte fosse meglio non fare troppo rumore. Inutile fatica e ingenuo bypass, anche perché le criticità e le cifre che ora tornano di dominio pubblico a seguito di una segnalazione a scopo cautelativo, erano da tempo note, compreso l'ultimo milione di debito comparso pochi giorni prima delle elezioni; e più volte, incluso questo giornale, l'informazione ne aveva parlato.

A ricordare che ci sono provvedimenti urgenti da compiere è ora la consigliera Donatella Belcapo che proseguirà, anche dal sito internet dell'associazione Altra Città, l'opera di trasparenza e informazione che, in tutti questi anni, ha svolto Maurizio Conticelli. La Belcapo, infatti, ha depositato lo scorso sabato in Comune una richiesta (al Sindaco Antonio Concina, al Presidente del Consiglio Comunale Marco Frizza, al Direttore Generale Claudio Pollini e al Dirigente del Settore Finanza, Cassa e Bilancio Alvaro Rosati) perché si prendano subito quei provvedimenti urgenti che, dopo due segnalazioni del Dirigente Rosati a maggio (una il 7 e una il 25), si sarebbero dovuti adottare entro 30 giorni: ossia, vista la scadenza del mandato, a maggio stesso. Invece, tutto è passato come se nulla fosse, il Bilancio preventivo è stato approvato nei termini stabiliti il 25 maggio ma, dei provvedimenti urgenti per tutti i milioni fuori, nessuna traccia. Senza sua connivenza, tiene a precisare la Belcapo, che non ha partecipato a quella seduta riguardante l'approvazione del rendiconto 2008 e del preventivo 2009.

Ora la patata bollente, o meglio l'incredibile e irregolare pastrocchio a cui Rosati aveva regolarmente richiamato gli amministratori suggerendo anche un piano di ammortamento (estinzione del debito attraverso un piano triennale o mediante altre alienazioni, escludendo il ricorso a mutui), passa a Concina, compreso l'onere di tutelare i neo eletti dai ritardi nell'adozione dei provvedimenti di riconoscimento dei debiti fuori bilancio e di riequilibrio, così che non rischino di "divenire corresponsabili - afferma la Belcapo - della pessima situazione del bilancio 2009 provocata dalla precedente amministrazione". E la mancanza delle cifre regolarmente iscritte - sottolinea ancora la consigliera - "oltre a provocare una violazione delle norme regolamentari e dei principi giuscontabili vigenti, determinerà l' effettuazione di spese prive della necessaria copertura finanziaria e il rischio di creare ulteriori fenomeni di instabilità e irregolarità del bilancio comunale".

Nel dettaglio, i quasi 5 milioni di euro di debiti fuori bilancio provengono dagli antichi e plurimenzionati 3 milioni 842.101 euro dovuti al canone di affitto dell'ex Ospedale per anni mai pagato e, nel bilancio 2009, attualmente coperto per una sola mensilità (€ 30.700 mensili, mancano in vista del riequilibrio di settembre € 337.700 x 11 mesi), e dai 734.717,58 euro dovuti dal Comune di Orvieto per la vertenza della ex Artesia, oggi Cofathec, relativa alla gestione del Pozzo di San Patrizio, recentemente conclusa con definitiva condanna dell'Ente da parte della Corte di Cassazione, cifra che per il maturare degli interessi giornalieri (€ 104,95 calcolati a partire dal 2003) oltrepasserebbe ormai 1 milione di euro.

Questo lo "straordinario". Ma lo stato dell'ordinario è tutt'altro che lieto, con capitoli che, rispetto alla passata gestione, sono in sofferenza per 1milione 835.000 euro nel settore Tecnico-manutentivo e in quello Territorio e Ambiente (ecco spiegato, come del resto si è sempre detto, il mancato decollo della sempre proclamata e rinviata raccolta differenziata porta a porta: mancanza di soldi, e non lungaggini di gara), 831.000 euro per Scuola e Cultura, 130.000 euro per Amministrazione, 100.000 euro per Viabilità, 70.000 euro per Finanza. E piccola cifra a piccola cifra, numerosi altri capitoli sono carenti di migliaia di euro né sono stati mai rimpinguati; nonostante l'ex Sindaco Mocio avesse dichiarato, presentando il bilancio all'informazione nei primi mesi dell'anno, che le cifre necessarie sarebbero state via via aggiunte, con opportune variazioni, in relazione all'entrata di partite di giro o di altri fondi. Meglio sarebbe stato, e non da quest'anno ma già da tempo, fare con i cittadini un'operazione trasparenza e magari, sulla base della stessa, chiedere collaborazione e qualche provvisorio sacrificio.

Insomma, Toni Concina si trova ora a dover far quadrare non tanto i conti, quanto ad operare un vero e proprio "miracolo", a rischio di non poter rispondere, almeno nell'immediato, alle molte aspettative che si sono create negli operatori economici e nei cittadini nel suo nuovo corso e nelle sue indubbie capacità di manager. E anche se dovrebbe essere ormai in dirittura d'arrivo il super esperto della Finanza, che alcuni sussurrano sia Cesare Romiti, l'impresa si profila comunque tutt'altro che facile. A meno che non venga in soccorso del boccheggiante stato delle casse comunali anche qualche aiuto a vario titolo dalle numerose relazioni che il nuovo Sindaco può vantare; o che si concluda in tempi relativamente brevi, portando l'attesa e non più rinviabile sorsata di ossigeno, l'operazione sull'ex caserma Piave e sull'ex Ospedale. E in questo stato di totale collasso delle finanze, ogni passata, avvincente quanto romanzesca disputa su cessione temporanea del bene o vendita non ha davvero più ragione di esistere.

Documenti di interesse di questa e altre questioni sul sito internet di Altra Città.

La segnalazione della Consigliera Belcapo relativamente ai 5 milioni di debiti non iscritti a Bilancio

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