politica

Già aspra la polemica a Ficulle tra centro sinistra e destra. Il Sindaco Terrezza non accetta "la presa di distanza" dall'espulsione di alcuni membri del PD che hanno appoggiato la destra

domenica 19 luglio 2009

Non cessa il clima acceso a Ficulle dove, durante la campagna elettorale, le due liste di centro sinistra e centro destra, "Futuro Possibile" e "Futuro Nuovo per Ficulle", si sono fronteggiate in modo a dir poco arroventato, con alterchi e defezioni trasversali, tanto che subito dopo le elezioni il Partito Democratico di Ficulle ha disposto, con una nota diramata in data 7 giugno, di avviare le procedure di espulsione dal partito per una piccola parte di iscritti scesa in campo con la lista di destra che sosteneva la candidatura di Stefano Muzi. "Per queste persone - recita la nota del 7 giugno - che hanno piegato l'interesse del Comune e del Partito Democratico alle proprie esigenze e ambizioni personali, indebolendo il fronte del centrosinistra a favore di una destra arrogante e populista, sono state avviate le procedure previste dallo statuto per la loro espulsione dal Partito Democratico".

Quel che non sta bene alla destra, è l'espressione "arrogante e populista", che offende, dicono, circa la metà degli abitanti di Ficulle che l'hanno votata: stretta, infatti, la forbice del distacco, che ha visto vincere Gino Terrezza, sindaco del centro sinistra, con il 51,36% dei voti contro il 48,63% di Stefano Muzi.

Così i quattro consiglieri di minoranza qualificatisi per il Consiglio Comunale - Stefano Muzi, Luca Amoni, Augusto Casaccia e Luciano Miscetti - hanno presentato una mozione, con richiesta di convocazione del Consiglio, perché lo stesso, "nell'ottica di poter riportare l'acceso clima presente a Ficulle in una prospettiva quantomeno vivibile" prenda le distanze dalla nota diramata dal circolo del Partito Democratico e, in particolare, dalla qualifica di "arrogante e populista" riferita alla destra.

Ma il Sindaco Terrezza non ha accettato la mozione, scatenando la reazione della minoranza che, in una nota stampa, lo accusa di non essere autonomo e di dipendere dal PD e dai voleri della passata amministrazione.
"Il Principe di Salina diceva - afferma tra l'altro la nota - Bisogna che tutto cambi perché tutto rimanga come prima. Infatti l'importante è che il potere rimanga nelle mani dei soliti, poi non conta chi sia a metterci la faccia. Dopo una campagna elettorale accesa, aspra e dura ci saremmo aspettati a risultato acquisito un cambio di rotta. D'altronde però non ci si poteva aspettare nulla da chi in un programma faraonico e vasto non si è degnato di inserire nemmeno un breve accenno alla situazione in cui si trova Ficulle a causa delle guerre personali di chi ancora oggi scrive le linee guida della nuova maggioranza. Ci sarebbe piaciuto poter creare un clima sereno e collaborativo, ma c'è chi di fronte alla reale possibilità di poter cambiare la rotta ha dovuto rispondere 'Obbedisco' a chi invece vuole continuare sulla linea fin qui intrapresa. Di fronte a questo atto totalmente ingiustificato e fuori luogo ci saremmo aspettati una presa di distanze da chi a parole vuole cambiare questo clima pesante e che invece ha solo dimostrato di predicare bene ma razzolare male. Si rassegni chi pensava che dopo le elezioni si potesse tornare indietro, non c'è stata la volontà da parte di chi questo paese lo dovrà amministrare. Invece di fare una scelta coraggiosa, il Sindaco ha deciso di fare una scelta di comodo. Si prenda le sue responsabilità e vada avanti per la sua strada, ma senza il nostro appoggio e senza la nostra condivisione".

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