politica

Barbabella Franco Raimondo, candidato nella lista "Sinistra e Libertà" per il Consiglio Comunale di Orvieto e per il Consiglio Provinciale di Terni

lunedì 25 maggio 2009
Barbabella Franco Raimondo, candidato nella lista "Sinistra e Libertà" per il Consiglio Comunale di Orvieto e per il Consiglio Provinciale di Terni

Competenza Esperienza
Passione civica Amore per Orvieto

Franco Raimondo Barbabella nasce ad Allerona il 28 agosto 1945. Frequenta la scuola media e il liceo ad Orvieto, dove si trasferisce con la famiglia nel 1963. L'anno successivo consegue il diploma di maturità presso il liceo "Gualterio" e si iscrive alla facoltà di filosofia presso l'Università degli studi di Roma "La Sapienza". Qui si laurea a pieni voti nel 1969 con una tesi su Benedetto Croce.

Nello stesso anno comincia a lavorare come docente di materie letterarie nella scuola media per passare l'anno successivo all'insegnamento di filosofia e storia nel liceo classico. Fra il 1971 e il 1973 assolve agli obblighi di leva. Finito il servizio militare, riprende l'insegnamento presso il liceo scientifico "Majorana", dove nel frattempo si è trasferito.

Consegue diverse abilitazioni all'insegnamento e vince diversi concorsi a cattedra.
Nel 1982 vince il concorso a preside e nel settembre 1983 assume servizio nello stesso liceo, dove resta fino ad oggi con l'incarico di dirigente scolastico assunto a partire dal 1° settembre 2000.

Dalla seconda metà degli anni ‘90, e segnatamente negli ultimi dieci anni, si dedica alla promozione di molte iniziative e assume incarichi di direzione in enti e associazioni culturali e professionali: Presidente dell'ANP (Associazione Nazionale Presidi) per l'Umbria nel 2003; Vice Presidente dell'Associazione di scuole europee NEOS (Network of Europe-Oriented Schools) con sede in Colonia (Germania) dal 2001 ad oggi; Presidente dell'Associazione Docenti Italiani (ADI) per l'Umbria dal maggio 2007 ad oggi; membro del Consiglio di Amministrazione dell'ISUC (Istituto per la Storia dell'Umbria Contemporanea) dal 2003 e Vice Presidente dello stesso Istituto dal 2006 ad oggi.

Dagli anni '70 in poi sviluppa un'intensa attività pubblica e assume molti incarichi politici e istituzionali:
consigliere comunale e assessore dal 1975 al 1980, poi Sindaco di Orvieto dal 1980 al 1989; consigliere provinciale di Terni dal 1990 al 1995; di nuovo consigliere comunale di Orvieto dal 1999 ad oggi con funzione di capogruppo; Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto (CSCO) dalla fondazione fino al 2004; Presidente di RPO Spa dal 2004 al 2007. Sul piano strettamente politico gli incarichi più rilevanti rivestiti negli ultimi anni sono i seguenti: prima membro dell'Assemblea Nazionale, della Direzione provinciale di Terni, della Direzione regionale dell'Umbria e della Segreteria della sezione di Orvieto dello SDI; attualmente membro dell'Esecutivo provinciale di Terni e della Direzione regionale dell'Umbria del PS e Presidente della Sezione di Orvieto dello stesso PS.

"Perché mi candido al Comune e alla Provincia"
Intervista a Franco Raimondo Barbabella

Candidato nella lista di Sinistra e Libertà
per il Consiglio Comunale di Orvieto e per il Consiglio Provinciale di Terni nel Collegio Orvieto 2 (Ciconia, Bagni, Morrano, Osarella, Fossatello, Colonnetta, Prodo, Corbara, Canale)

L'intervista è stata rilasciata lo scorso 14 maggio per il Foglio dei Riformisti.

Parto con una domanda personale. Lei è preside di una scuola grande e molto impegnativa per le attività che svolge e per le vaste relazioni che intrattiene. Inoltre è dirigente di istituzioni e associazioni culturali e professionali italiane ed europee. Come riesce a conciliare questi suoi impegni con l'attività politica e amministrativa?

Li ho sempre conciliati, anche quando sono stato sindaco. Certo, con grande sacrificio dei miei interessi strettamente personali. Ma questo non è un atto eroico, lo fanno tutti coloro che nutrono un'autentica passione per l'impegno pubblico, pensando, a torto o a ragione, di avere qualcosa di interessante da dire e qualche contributo serio da dare. Ho anche la fortuna di avere collaboratori molto validi.

Lei ha fatto il sindaco e poi dieci anni fa è tornato in Comune come semplice consigliere. Come mai?

Principalmente per quello che ho detto prima, ma anche perché sentivo giudizi superficiali e talvolta vere e proprie falsità, magari solo per ignoranza, sul periodo in cui ero stato sindaco. Allora mi è scattato l'orgoglio di chi vuole che sia presente nel dibattito il punto di vista autentico del protagonista e non dei suoi più o meno inautentici interpreti. Comunque poi mi ha certamente interessato di più lo spazio delle proposte progettuali e innovative di cui mi sentivo portatore. E voglio sottolineare che l'ho fatto da consigliere, in spirito di puro servizio, non chiedendo e ovviamente non ottenendo nulla. Ho svolto un ruolo politico, e questo mi è bastato. Spero utile, ma il giudizio spetta ad altri.

Però all'inizio del quinquennio in scadenza lei aveva un incarico prestigioso, quello di presidente di RPO Spa per la rifunzionalizzazione dell'ex Piave, incarico che poi ha lasciato due anni fa. Che cosa è successo?

Si, mi era stato dato questo incarico, complesso fin dalla partenza e da diversi punti di vista. Gli sviluppi successivi sono stati ancor più complessi e perciò è difficile dire in poche parole che cosa è successo. Forse sono stato ingenuo a pensare di potercela fare, ma all'inizio alcune condizioni favorevoli c'erano. Poi nel giro di qualche mese tutto è cambiato, finché è diventato impossibile proseguire e sono stato costretto alle dimissioni, insieme a tutti i membri del CdA, ai quali, oltre che ai componenti il Collegio sindacale, voglio ancora una volta dare atto di serietà, competenza e lealtà. Non va però dimenticato che RPO Spa era comunque arrivata ad un passo dalla soluzione del problema con un bel progetto, funzionale allo sviluppo moderno della città e del territorio, in linea con le indicazioni che il Comune stesso aveva dato. Ci è stato impedito di proseguire, e questo ha prodotto un ritardo grave, del quale sono dunque evidenti le responsabilità.

Ma per questo non è stato tentato di lasciare il Consiglio e la politica?


Sono stato tentato eccome! Ma, a differenza di quando lasciai la carica di sindaco per le violente scorrettezze che dovetti anche allora subire, questa volta ho lasciato prevalere la ragione: ho ritenuto più importante della protesta il dovere di lavorare per raddrizzare comunque la situazione. E oggi dico con orgoglio che, nonostante i ritardi, quel bene è lì, certo ancora non utilizzato, ma nemmeno svenduto all'immobiliare regionale o a privati, e dunque disponibile per una soluzione che mi auguro non solo sia rapida ma anche e soprattutto valida in quanto produttiva e strategica. Noi questa soluzione l'avevamo indicata e il Consiglio Comunale e molti soggetti pubblici e privati l'avevano condivisa.

E oggi perché ha accettato di nuovo di stare in lista per il Comune? Tutti parlano di cambiamento e di rinnovamento. Lei non si sente superato?

In che cosa dovrei sentirmi superato? Con un po' di orgoglio potrei dire che spesso le mie analisi e le mie proposte hanno anticipato i tempi. E poi che vuol dire cambiamento e rinnovamento? Cambiare senza migliorare non ha senso e dunque chi vuol cambiare mi auguro che lo faccia avendo ponderato bene la realtà e il senso del cambiamento. E' vero, i più ripetono che bisogna rinnovare. Ma il rinnovamento puramente anagrafico non ha meriti: è solo una questione di tempo. Quello del modo di pensare e di agire con buone idee in quanto sintoniche col mondo che cambia mi sembra di possederlo al pari di altri. Quindi ... Ma in realtà ho accettato per una ragione principale che molti, ne sono sicuro, possono condividere sentendola vera: quando lo spettacolo di una politica priva di contenuti mi deprime, salgo i tornanti di Buonviaggio, mi fermo e osservo Orvieto dall'alto. Allora mi dico che chiunque può ha il dovere di dare una mano perché questo gioiello dell'umanità che abbiamo avuto in custodia merita ogni sacrificio. E poi, se hanno deciso di occuparsene da una parte Nuccio Fava e dall'altra Toni Concina per i ricordi di gioventù diventati ad un certo punto impellente bisogno di impegno, perché non dovrei continuare a farlo io che ad Orvieto ho dedicato tutta la mia vita? Io però posso solo candidarmi. Chi decide l'esito sono gli elettori.

E la Sua candidatura in Provincia, nel Collegio Orvieto 2, allora che senso ha?


E' in perfetta continuità con quello che ho detto ora, perché se non si supera la frattura tra il nostro territorio e la Provincia e la Regione non si va da nessuna parte. Nell'epoca del federalismo bisogna fare sistema. Io mi batto da sempre perché Orvieto sia protagonista in Umbria con una politica progettuale che sappia guardare ad uno sviluppo sinergico con i territori dell'Alto Lazio e della Bassa Toscana. Io ed alcuni miei amici dei "cantoni" dell'Umbria lo chiamiamo "policentrismo federalista". In questa direzione nel passato erano stati fatti alcuni passi avanti, poi negli ultimi anni tutto si è di nuovo spento, con il risultato che non abbiamo più nemmeno una rappresentanza purchessia in Consiglio regionale. Bisogna da subito invertire questa tendenza. Cominciamo con la Provincia allora!

Tra gli altri candidati nel Collegio Orvieto 2 si troverà di fronte Stefano Mocio. Come si regolerà?


Non vedo problemi particolari. Sono sicuro che sarà una competizione leale con lui come con gli altri. Naturalmente so che Mocio è avvantaggiato dall'essere il candidato del partito più forte, ma io ho dalla mia la consapevolezza di aver dato molto alla mia città e anche di essere oggi impegnato a far avanzare le idee di allineamento all'Europa anche nella nostra zona contribuendo a portare al successo la lista di Sinistra e Libertà, che è la vera novità di questa tornata elettorale.

Appunto la lista di Sinistra e Libertà per Orvieto. Qual'è il suo significato politico? Non molti lo sanno.

E' vero, e questo è un handicap che dobbiamo cercare di rimuovere con il massimo impegno in questi giorni di campagna elettorale. Il significato però è presto detto: abbiamo voluto anche ad Orvieto proporre agli elettori l'idea di una sinistra rinnovata, capace di introdurre nel governo locale la logica di una modernità giusta sull'esempio delle più avanzate esperienze della sinistra socialista, democratica e ambientalista dell'Europa. Che cosa vuol dire in concreto è contenuto sia nel programma della nostra lista sia in quello della coalizione al quale abbiamo dato il nostro contributo, programmi che invito a leggere.

Per concludere, perché gli elettori dovrebbero scegliere per il Comune e per la Provincia, oltre che per l'Europa, le liste di Sinistra e Libertà? E perché in queste liste dovrebbero scegliere in particolare i candidati socialisti?

Perché queste liste fanno riferimento a basi programmatiche serie, fortemente innovative e dense di quel rapporto razionale con le esigenze vere del popolo che non si ferma mai all'oggi e al già visto ma che non butta mai via il bambino con l'acqua eventualmente sporca. E perché sono liste fatte di persone ovviamente diverse per età, sesso e provenienza politica, ma tutte accomunate da idee di fondo fortemente condivise e tutte insieme capaci di rappresentare la vasta articolazione della nostra società. I candidati socialisti poi sono portatori di quel sano riformismo che costituisce da sempre il metodo della loro azione politica, con risultati che ritengo positivi e che possono essere di sicuro migliorati se otterremo il successo che ci auguriamo. Dall'altra parte mi sembra di notare una certa ostentata assenza di idee realmente innovative e comunque capaci di fare sistema, come invece è necessario in questa fase storica, nel mentre però si ripete ossessivamente di dover cambiare e rinnovare. Può darsi che, a forza di sentirlo gridare anche da sinistra, ci sia chi si sia convinto o si convinca che il rinnovamento vero sta a destra. Ma io mi auguro che la maggioranza degli orvietani voglia rinnovare la sua fiducia nella coalizione di centrosinistra, che mi pare seriamente impegnata ad adeguare metodi e contenuti alle necessità del tempo che viviamo, con una visione insieme ambiziosa e realistica che altri non hanno. Noi socialisti in questo rappresentiamo un punto fermo che dà sicurezza ai cittadini e che spero riuscirà a orientarli nelle scelte.


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