politica

Approvato l'aumento di capitale del Sii e il versamento della relativa quota di 737 mila euro

domenica 19 aprile 2009

Il Consiglio Comunale di Orvieto ha approvato nell'ultima seduta (9 favorevoli, 3 contrari: Conticelli, Cortoni, Imbastoni, 1 astenuto: Olimpieri) la sottoscrizione del capitale in aumento della Sii s.c.p.a. pari a 737.432,00 euro, che saranno versati nelle casse sociali previa contrazione di mutuo di pari importo con la Cassa Depositi e Prestiti, così come previsto nel Bilancio di esercizio 2009 approvato dal Consiglio Comunale il 22 dicembre 2008. La somma è dovuta per la ricapitalizzazione che la società consortile ha deliberato, con un'assemblea straordinaria, nel novembre 2004: un'operazione con cui il capitale sociale della Sii è passato da 2.640.000 euro a 19.536.000 , con l'emissione di azioni che i Comuni aderenti hanno dovuto sottoscrivere proporzionalmente alle quote detenute.
Nella delibera consiliare si da atto che il conferimento di capitale in favore della società Sii non è diretto a ripianare perdite (in quanto in tal caso non potrebbero essere accesi mutui) e che il Bilancio della stessa, riferito all'anno finanziario 2007 che è l'ultimo approvato, non presenta perdite di esercizio.

Il Vice Sindaco Marino Capoccia ha illustrato l'atto ricordando che la gestione del servizio idrico fa riferimento alla legge 36/94, e che sulla sua base l'Ato 2, di cui il Comune di Orvieto fa parte, ha affidato il servizio alla SII, società consortile a prevalente capitale pubblico. L'Assessore ha ripercorso le varie tappe dell'adesione del Comune di Orvieto al Sii, sin dalla decisione del 19 dicembre 2001 di entrarvi a far parte e la contestuale approvazione della trasformazione in società consortile con la sottoscrizione per un importo di 6.583,20 euro dell'aumento di capitale deliberato dalla stessa società nella misura complessiva di 120.000 euro. Ha ricordato che il 23 ottobre 2002 il Consiglio di Amministrazione del Sii, avvalendosi della delega conferitagli, con delibera dell'Assemblea straordinaria dei soci ha deliberato di procedere all'aumento di capitale a 2.640.000 euro; conseguentemente al Comune di Orvieto sono spettate in opzione 13.818 azioni, per un totale di 138.180 euro che l'Amministrazione comunale ha stabilito di acquistare con delibera di Giunta del 5 dicembre 2002 provvedendo all'iniziale versamento dei 3/10 del capitale in aumento e dei restanti 7/10 successivamente.

Nel novembre 2004 l'assemblea straordinaria dei soci ha deliberato un ulteriore aumento del capitale sociale da 2.640.000 euro a 19.536.000 euro con emissione di 1.689.600 nuove azioni del valore nominale di 10 euro ciascuna, riservando la sottoscrizione di tale capitale di aumento alla pari, ai soci in proporzione alle azioni già possedute dagli stessi; ne consegue che il Comune di Orvieto è stato chiamato a sottoscrivere una quota di capitale sociale in aumento, pari ad 737.432 euro interamente coperto dal canone di concessione che il Comune riprende e ad effettuare il versamento della relativa somma.
L'Assessore ha concluso precisando che la delibera dell'Assemblea dei Sindaci del 2 aprile 2009 contiene anche il ritiro da parte del SII della precedente delibera di richiesta dell'anticipazione ai Comuni, ovvero il Comune non deve sborsare i famosi 2 milioni di euro, mentre l'intero capitale che il Comune versa è interamente coperto dal canone di concessione.

Ma secondo il consigliere Maurizio Conticelli di Altra Città, il Sii non ha ritirato la delibera, ma ha solo rinviato l'esigibilità delle quote ripartite fra i Comuni da marzo a luglio. Per questo, oltre che per non aver avuto una serie di documenti sulla questione, ha posto una prima richiesta di sospensiva che è stata respinta a maggioranza; come a maggioranza è stata respinta una seconda richiesta di sospensione motivata dal rispetto del ruolo dei consiglieri, che hanno chiesto una audizione con Ato e SII che ad oggi non si è ancora svolta. Nel merito il Presidente del Consiglio Comunale, Evasio Gialletti, ha detto di poter documentare che da parte della commissione e del coordinatore non c'è stato alcun ostruzionismo, che più volte si è tentato di convocare la commissione per discutere quanto richiesto in presenza delle figure competenti, ma che non è stato possibile in assenza della loro disponibilità.

Dopo un ampio dibattito dei consiglieri, che ha toccato anche il cattivo funzionamento del Sii, l'assessore Capoccia ha puntualizzato nella replica che dal 1994 l'Italia ha una legge che l'Unione Europea ha riconosciuto tra le più avanzate e complete rispetto al ciclo di gestione ambientale dell'acqua: captazione, distribuzione, depurazione e rilascio, ma il vero problema è che lo Stato Italiano non è riuscito ad applicare nella sua interezza questa norma, seppure innovativa. Ha proseguito sostenendo che la diminuzione delle piogge e delle riserve di acqua ha fatto diminuire la quantità e peggiorare la qualità facendo emergere la vetustà delle reti. Il legislatore ha fatto la scelta lungimirante di garantire l'acqua a tutti e di rinnovare la rete e in questo contesto, pur con i limiti di applicazione della legge, nella realtà provinciale di Terni, la gestione del Servizio Idrico ha compiuto molti passi avanti, come dimostra il fatto che dal 2003 si sono spesi circa 55 milioni di euro per rinnovare reti e depuratori. L'assessore ha aggiunto che secondo la legge, investimenti e gestione devono essere sostenuti dalla tariffa e che l'Ato 2 ha articolato la tariffa secondo fasce sociali, introdotto il criterio di bollettazione per nuclei familiari, introdotto il meccanismo di equità e, proprio presso l'Ato che è garante degli utenti e controllore del gestore, trova sede la Consulta dei Consumatori.

L'assessore ha inoltre ricordato che, in nove anni, l'Assemblea dei Sindaci ha votato atti all'unanimità, segno che non è questione di scelte individuali o ideologiche di destra o sinistra; ha aggiunto che il Comune di Orvieto ha costituito, con gli altri Comuni, una società in cui ha il 5,82% e dove l'Assemblea dei Sindaci ha deliberato un capitale sociale tale da poter avviare il piano finanziario degli investimenti. Quanto alla ricapitalizzazione in tre tranche, 2006-2007-2008, ha detto che non ha fatto alcun danno né al SII né al bilancio comunale. Ha aggiunto che la società consortile è l'unica società a cui il Comune di Orvieto partecipa senza aver tirato fuori un euro dalle casse comunali, in quanto venne previsto il canone di concessione delle reti che poteva servire o per ricapitalizzare la società - ed è il caso in questione - oppure per mitigare il pagamento delle bollette da parte dei comuni. Ha concluso affermando che il rateo del mutuo che il Comune oggi accende è coperto dall'ingresso del canone di concessione, si tratta cioè di un'operazione in pareggio. Ha invocato maggiore senso di responsabilità piuttosto che ideologie e ha auspicato una campagna di educazione all'uso dell'acqua potabile in luogo dell'acqua minerale.

Nelle dichiarazioni di voto, Conticelli ha giudicato la replica interessante perché ha affrontato il tema della legge Galli e altri come la questione tariffaria rapportata agli investimenti. Nel dichiarare il voto contrario ha ribadito che, al di là delle battaglie ideologiche, la contestazione è sul funzionamento degli organismi di Ato e Sii che nel tempo hanno dato luogo ad una gestione con numerosi interrogativi e contraddizioni. Anche il consigliere Piccini ha definito esaustiva la replica dell'assessore e ha preannunciato il voto a favore pur ricordando che, per primi i partiti della sinistra, non si sono fatti carico di una modifica della legge Galli che, in luogo del concetto di privatizzazione relativamente al costo degli investimenti per l'acqua, prevedesse il principio della fiscalità generale. Gambetta ha sottolineato che la replica ha chiarito molti aspetti e le realizzazioni effettuate in questi anni hanno migliorato di gran lunga la gestione del servizio; ha dichiarato il voto favorevole ricordando che gli Enti aderenti al Sii hanno approvato decisioni all'unanimità proprio superando le spinte ideologiche. Olimpieri ha riconosciuto all'assessore competenza nella materia, ma ha dichiarato l'astensione perché il problema è: come il cittadino ha percepito in questi anni la gestione del Servizio idrico nel suo complesso, compresi gli affidamenti esterni e gli appalti, al punto che si può parlare di fallimento politico. Cortoni ha dichiarato il voto contrario riconoscendo spunti interessanti alla replica dell'assessore, quantunque sproporzionata e fuori luogo rispetto alla pratica in approvazione che è un atto di bilancio del Comune di cui avrebbe dovuto essere relatore il Sindaco. Ha ribadito che l'atto fa emergere inesattezze nella manovra contabile e ha anticipato che, rispetto alla legittimità dello stesso, la minoranza, sulla base delle informazioni che emergeranno dagli uffici comunali, valuterà se e quali iniziative assumere in altre sedi.

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