politica

L’accordo economico sulle tariffe “Carta Tuttotreno Umbria”non risolve il problema degli orari e della qualità del trasporto per i pendolari orvietani

martedì 13 gennaio 2009
di Giampaolo Antoniella, Assessore Provincia Terni
L’accordo economico con la Carta Tuttotreno Umbria è un fatto positivo perché permette di evitare lo scandalo del doppio abbonamento. Restano da verificare alcuni aspetti sull’applicazione dell’accordo che non sembrano, almeno per quanto riguarda Orvieto applicabili. Non possiamo tuttavia dirci soddisfatti, i problemi dei pendolari restano tutti drammaticamente sul tappeto. Orari, qualità dei treni, sicurezza, puntualità, sono peggiorati ulteriormente con l’entrata in vigore del nuovo orario ferroviario dello scorso dicembre. La rassicurazioni che l’A.D. Mauro Moretti aveva più volte dato alla Presidente della Giunta Regionale, alle varie Istituzioni ed ai Pendolari sono sciolte come neve al sole. Siamo addirittura al paradosso che l’interregionale 2305 da Orvieto delle 9,05 arriva o Roma Tiburtina alle ore 11, con una percorrenza simile alle vecchie diligenze. E che, a parte le battute, tutti i treni per e da Roma ormai viaggiano con ritardi strutturali quotidiani. Nulla è stato risolto per i pendolari per Firenze e la qualità del materiale rotabile ormai meriterebbe una verifica quotidiana da parte delle ASL e degli enti preposti alla sicurezza. Tutto questo avviene in un territorio, a differenza di quello perugino, ove la infrastruttura ferroviaria, la cosiddetta direttissima permetterebbe di viaggiare con tempi molto più brevi e con materiale più nuovo. Le strategie di Trenitalia impediscono questo percorso perché orientato su una alta velocità ad “alta esclusività sociale”. Le scelte di Trenitalia e del suo A.D. sembrano avvenire in totale autonomia, come se F.S. fosse un’ azienda privata che rischia capitali propri, sappiamo tutti che non è così, è il Ministero del Tesoro l’azionista unico di F.S., cioè tutti i cittadini che pagano le tasse, che fanno i biglietti e gli abbonamenti ferroviari. Allora perché Moretti può fare e disfare, mettendo in discussione quello che è un principio basilare del nostro Stato il diritto universale alla mobilità. L ‘A.D. delle Ferrovie va oltre, batte cassa come un gabelliere nei confronti dello Stato esclusivamente per il progetto della “metropolitana d’Italia” Freccia Rossa, Freccia d’Argento, sfarzose presentazioni, presenza nei Talk Show come una vera star. A chi gli domanda qualcosa sulle proteste dei pendolari, del peggioramento del servizio risponde che la colpa è delle Regioni e dello Stato che non danno sufficienti risorse per treni. Ma la politica quanto può accora accettare questo atteggiamento? O forse è complice anch’essa di questo strisciante ed inesorabile progetto di dismissione del trasporto pubblico? Si perché di questo si tratta. Può ogni giorno un lavoratore o una lavoratrice pendolare “regalare” il proprio tempo di vita ad F.S. in un anno si calcola che i ritardi accumulati sono pari a circa 15 giornate, 15 giornate sottratte ai propri affetti, ai propri interessi. Molti di quelli che negli anni 80 si trasferirono da Roma ad Orvieto per la celerità e i buoni collegamenti ferroviari stanno pensando al percorso inverso. Sempre più si creano le condizioni perché anche il Trasporto Pubblico venga “privatizzato” sono aumentati in questi anni i collegamenti su gomma, gli autobus sempre più sostituiscono in alcune zone i treni soppressi o cancellati, con tutto quello che ne consegue da un punto di vista della sicurezza e dell’ambiente. Allora se il problema è POLITICO , la politica deve rialzare la testa, la Provincia di Terni in questi anni è sempre stata al fianco dei pendolari e continuerà ad esserlo, nell’assemblea convocata per venerdì prossimo dal Comitato Pendolari Roma Firenze io ci sarò e proporrò che ad Orvieto si faccia una grande iniziativa di coordinamento con tutti i Comitati Pendolari del centro-nord, invitando Province Regioni Parlamentari a parteciparvi. Bisogna riscrivere il Piano Nazionale dei Trasporti, un piano che sappia coniugare alta velocità e pendolarismo, che riponga al centro la questione del trasporto su ferro. Obiettivo ambizioso? Ma questo è il compito di una classe dirigente che pensa alla politica come reale servizio al cittadino e non come compromesso sistematico. La gente non ne può più di sentirsi dire cose di “maniera” “vuoti discorsi”, vuole risposte e se non sarà la politica a darle,per il nostro Paese si aprirà un ancora più triste periodo.

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