politica

"Orvieto capace di futuro" fa il pieno a Palazzo dei Sette

domenica 14 dicembre 2008
di laura
Ha convogliato a Palazzo dei Sette un numeroso assembramento misto di cittadini e di quadri politici di Orvieto e del comprensorio il Forum civico “Orvieto capace di futuro”, lanciato da Loriana Stella e dai suoi sostenitori per cominciare a raccogliere idee e sottoscrizioni per i gruppi di lavoro che stileranno il programma che la candidata intende proporre in vista delle primarie del PD, il cui iter si aprirà ufficialmente domani con la convocazione del Comitato organizzatore. Presenti rappresentanti dell'associazionismo sportivo e culturale, professionisti, insegnanti, medici, 5 segretari di circolo del PD di Orvieto, i Giovani Democratici, Altra città, Cittadinanza Attiva, dirigenti nazionali e provinciali del PD e dell'IDV, sindaci e amministratori dei comuni del Comprensorio. A condurre l'incontro il giornalista Simone Zazzera. Pur non avendo troppo gradito che il coordinatore del PD Orvieto, Carlo Emanuele Trappolino, abbia di fatto proceduto, presentandosi al suo fianco, a un'investitura ufficiale del sindaco uscente quale candidato di serie A, Loriana Stella ha tenuto tuttavia a rassicurare che anche il suo percorso sarà all'interno del PD, tanto che il Forum Civico ha assunto quale base di partenza il documento della Conferenza programmatica dello scorso 14 novembre; e che nel PD continuerà a lavorare e a spendersi con lealtà quale che sia il risultato della competizione interna “che – ha affermato – siamo riusciti faticosamente e ostinatamente ad attivare”. Molti gli interventi (diciotto) che, insieme agli spunti iniziali e conclusivi della candidata, hanno lanciato flash per individuare sia i problemi della città che il profilo dell' “Orvieto che vogliamo”: una città da tutti riconosciuta piena di talenti e di risorse, di punte di eccellenza e, nonostante la crisi generale, di una nuova vivacità imprenditoriale, il cui problema sembrerebbe dunque essere quello di non riuscire ancora a mettere davvero a sistema il suo tessuto materiale, immateriale e umano. Per questo, non a caso, si è parlato a più riprese di un nuovo metodo, sia organizzativo che partecipativo, individuando nella questione etica, nelle relazioni con altre istituzioni e enti, nella necessità di mediazione tra opposti schieramenti oltre che di tempi più rapidi e certi, quel quadro di rapporti che, insieme alle risorse umane e materiali, può concorrere a rilanciare benessere, coesione sociale e sviluppo nella città. E proprio in questa ottica è stato rammentato e ricordato, in particolare dall'intervento di Giuseppe Germani, il bisogno di fare sistema integrato per non diventare terra di conquista; e quello di trovare soluzioni al continuo scontro tra cavatori e ambientalisti, o tra chi non vuole i rifiuti e chi vi imposta il proprio business: strada che si tenterà organizzando un tavolo per lo sviluppo sostenibile a gennaio. Anche la giovanile del PD ha portato, tramite Jacopo Teodori, la propria voce: “Andremo ovunque per far ascoltare le nostre ragioni. Bello lo slogan, Orvieto capace di futuro, ma la città per ora non sa esprimere occasioni di futuro per noi, e questo è quello che chiediamo”. Problema che è stato ricordato anche dagli interventi di altri giovani (Bufalini, Marianna Formica), insieme all'auspicio che sulle questioni non ci si schieri più per ideologie, ma si divenga capaci di confrontarsi e di cooperare sulla base dei bisogni reali e delle buone proposte. Spiazzante, invece, l'intervento di Gianni Stella, il coordinatore del gruppo di lavoro sulla rifunzionalizzazione della ex Piave. Oltre a sottolineare come non vi sia, in realtà, un rinnovamento della classe dirigente orvietana e come chi ora invita a sognare e mette in luce alcuni problemi (svuotamento del centro storico, discarica) sia lo stesso che, a suo tempo, i problemi li ha creati, il manager ha espresso dubbi sulle procedure scelte per la ex Piave. Pur occupandosene secondo le indicazioni ricevute, Stella ritiene che, in questa fase estremamente difficile di mercato, non sia stata una buona idea aver optato per la concessione del bene piuttosto che per la vendita. Hanno poi manifestato apprezzamento per la scesa in campo di Loriana Stella Maurizio Conticelli di Altra Città e Pier Paolo Mattioni, pesidente del Circolo orvietano di Italia dei Valori, che hanno entrambi plaudito al rinnovamento metodologico segnato dal Forum. Comunque, Orvieto città accogliente, congressuale e turistica, capace di emozionare, città dello sviluppo sostenibile – questa “L'Orvieto che vogliamo” - in grado di riacquistare un ruolo centrale in Italia, nell'Umbria, nella provincia e nel circondario, con una nuova classe dirigente fervida, manageriale e capace, attenta al centro storico ma anche alla vita delle frazioni, più capace di progettualità per attingere maggiormente alle risorse comunitarie, in grado di pensare davvero e concretamente ai suoi giovani, città laboratorio e partecipata. In fondo un'Orvieto non troppo diversa da quella che tratteggia anche Mocio, tanto da aver spinto Pino Greco a sollecitare un confronto diretto Mocio-Stella per poter comprendere meglio i punti di differenza o di disaccordo tra i due candidati in pectore. E di fronte alla ricorrente puntualizzazione del gruppo filomociano – le primarie si fanno sul programma – Loriana Stella invece avanza che, in fondo, i punti programmatici più o meno sono gli stessi, quelli del PD, e che la differenza, semmai, è nel metodo. In ogni caso, il dado ormai è tratto: avanti tutta per le primarie, agli elettori la scelta del candidato sindaco/a del Partito Democratico.

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