politica

‘Si può fare’: e ora è il centro destra in campo per il governo della città

domenica 20 aprile 2008
di laura
Non è più una chimera il governo della città: adesso è il centro destra, a Orvieto, forte della ritrovata unità, a dire che, per le prossime amministrative, “si può fare”. Lo hanno dichiarato a più riprese, in una conferenza stampa per commentare il risultato elettorale, gli esponenti del cartello del Popolo della Libertà: Antonio Barberani e Guido Turreni per FI, Andea Sacripanti e Stefano Olimpieri per AN e, con un ritorno a sorpresa, Angelo Lombardozzi, che dopo l’attività politica prima nella DC e poi nei Popolari negli anni ’90, è ora tornato in campo con il PdL, a capo del Circolo del Buon Governo dopo un periodo di vicinanza ideale all’UDC, per un progetto alternativo di centro destra in vista delle prossime amministrative, “che scalzi – è stato detto – i guasti dei 50 anni di sinistra e, in particolare, degli ultimi cinque”. E’ il risultato conseguito dal nuovo blocco formatosi dall’ultima intuizione politica di Silvio Berlusconi a dare entusiasmo e speranza al centro destra orvietano, che nell’evidente bipolarismo disegnatosi anche ad Orvieto ha raccolto il 42,50% dei consensi: 4857 elettori che legittimano e incoraggiano il cammino unitario del Popolo della Libertà. Superate le piccole incomprensioni del passato, AN e Forza Italia insieme, con qualche migrazione in aggiunta dall’UDC, non hanno remore ad affermare che la vittoria alle amministrative è a portata di mano e che bisogna elaborare un progetto “non per perdere bene, ma per vincere”. In questa ottica di ritrovata unità, sarà formalizzata in Consiglio Comunale, dopo l’insediamento del nuovo Parlamento, la costituzione del gruppo unitario del Popolo della Libertà, in cui confluiranno i consiglieri Olimpieri e Zazzaretta. L’opera del comitato elettorale continuerà: si trasformerà in comitato politico per rispondere subito al molto entusiasmo riscontrato durante la campagna per le politiche e per mettere a punto un’alternativa credibile e stringente per le amministrative della prossima primavera, con la consapevolezza che l’unione di AN e FI va ormai oltre un’alleanza puramente elettorale e si basa su una solida convergenza di valori e di programmi. Proseguirà la propria opera di cerniera tra partiti e cittadini anche il Circolo della Libertà Karl Popper che, come ha messo in evidenza la Presidente Angela Maria Sartini, è stato un elemento di grande importanza per il successo elettorale: un incremento infatti, quello di Orvieto per la destra, che si è attestato come il più forte in Umbria nei comuni con oltre 15 mila abitanti. Certamente più alto, come ha sottolineato Olimpieri, nel centro storico (con 8 punti percentuali di differenza), cosa che a suo avviso deve spingere l’azione del PdL verso le periferie e le frazioni; lusinghiero anche il dato nel comprensorio, intorno al 43%, con le più alte punte in comuni in cui la destra, almeno alle politiche, vince, come Castel Giorgio, Castel Viscardo e Porano. Durissimo, da parte di tutti gli oratori, il giudizio sull’attuale governo della città. Secondo Barberani i punti più negativi sono la fortissima pressione fiscale, la “navigazione a vista” per “rattoppare” il bilancio, l’ex Ospedale sottoutilizzato, la ex Piave che si è trascinata per anni verso una soluzione che tarda a venire ed è insoddisfacente, una politica fallimentare per quanto riguarda ambiente, cultura e turismo, quest’ultimo consegnato a una domanda scadente; l’ipercoop sull’Amerina, poi, unita alla zona industriale che stenta a decollare, segnerà, secondo Barberani, il definitivo tracollo dell’economia orvietana. E Sacripanti rincara la dose, unendo a queste dolenti note “la beffa” del casello nord, che non si farà per mancanza di fondi, e la diffusa microcriminalità. Ma la questione delle questioni, la più drammatica e importante è, per tutti, il lavoro, che manca perché manca un adeguato sviluppo, e costringe frotte di giovani, quando va bene, ad emigrare o alla pendolarizzazione. La risposta, dicono da centro destra, è costruire un progetto di città nuovo, fatto capillarmente con il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i cittadini. Un progetto per Orvieto, ma che guardi anche al vicino Lazio, con le possibilità fornite dal costituendo aeroporto, e alla bassa Toscana. Intanto, sottolineano, il fatto di avere di fronte una classe dirigente alternativa e fortemente unita non può che far bene allo stesso centro sinistra, pungolato e spinto a confrontarsi. E molto giocherà, per i progetti sul territorio, il contatto con il nuovo Parlamento di centro destra, in cui siedono 7 parlamentari umbri. Nell'augurare buon lavoro agli eletti, il centro destra - in particolare Lombardozzi - ha stigmatizzato l'atteggiamento di assistenzialismo subito manifestato dall'amministrazione, nel porgere al deputato orvietano, Carlo Emanuele Trappolino, "nient'altro di meglio che la sconsolante richiesta di una legge speciale". Nella consapevolezza che alle amministrative il quadro è diverso e le difficoltà maggiori, il centro destra orvietano si fa tuttavia forte sul fatto che intanto è stato infranto il ragionamento che a Orvieto le cose non potevano cambiare. Di fatto, creando i due grossi blocchi del PD e del Popolo della Libertà, sono cambiate, accendendo queste aspettative di vittoria; e a rendere ancor più speranzoso il Popolo del centro destra - che ha già praticamente iniziato, sul fronte amministrativo, la campagna elettorale - concorre il dato del “disastro” della sinistra storica. Secondo quanto ha evidenziato Lombardozzi, infatti, le divisioni a sinistra, dopo il “gioco al massacro” di Veltroni, difficilmente saranno ricomponibili; e questo non fa che agevolare un centro destra che "sì - si comincia sempre più a credere - se lavora bene può vincere".

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