politica

Approvate in Consiglio l'acquisizione dell'ex Ospedale e la relazione del Sindaco sulla valorizzazione del patrimonio pubblico a Orvieto

giovedì 21 febbraio 2008
Approvate ieri in Consiglio Comunale, dopo un ampio dibattito (14 favorevoli, 5 astenuti: Conticelli, Cortoni, Zazzaretta, Olimpieri, Imbastoni), la relazione del Sindaco relativa alle “Strategie di Valorizzazione dei Patrimoni Pubblici presenti ad Orvieto” e la decisione di acquisire al patrimonio comunale il complesso dell'ex Ospedale di Piazza del Duomo avvalendosi della facoltà prevista dall’Art. 15/Bis comma 3 L.R. n. 14/97; in tal senso il Bilancio Pluriennale 2008-2010 sarà coerente con tale previsione. Contestualmente è stata approvata all’unanimità la risoluzione presentata dal Consigliere Conticelli, con la quale “Il Consiglio Comunale ritiene opportuno promuovere un’audizione della Conferenza dei Capigruppo Consiliari con ASL, Regione e Associazioni interessate sulla vicenda del lascito De Solis”. Su richiesta dei gruppi consiliari di minoranza iscritta all’ordine del giorno, la discussione (di cui si darà conto nel successivo comunicato) ha riguardato anche l’accordo tra Regione, Asl e Comune di Orvieto sulla definizione delle strategie di valorizzazione del complesso ospedaliero e di altri patrimoni pubblici presenti ad Orvieto. Per maggiori dettagli sull'acquisto dell'ex Ospedale rimandiamo a una nostra precedente notizia. Di seguito riportiamo invece, dal sito del Comune di Orvieto, la relazione del Sindaco, Stefano Mocio, che costituisce la premessa alla delibera consiliare che autorizza l'acquisto e definisce il progetto complessivo del centro storico: “Richiamate le linee di indirizzo dell’Amministrazione Comunale approvate e aggiornate nell’ultimo quadriennio, ed oggi in fase di avanzata attuazione. Con riferimento ai beni pubblici presenti sul nostro territorio, questa Amministrazione ha provveduto a ricercare un’ampia intesa con le altre istituzioni per arrivare ad una valorizzazione dei siti informata a principi di coordinamento, di efficienza e di efficacia. Armonizzare la proposta dell’amministrazione comunale di governo dei beni pubblici con quelle di Regione e Provincia non significa disconoscere la nostra identità territoriale che ne è alla base, ma, al contrario, valorizzare l’innovatività del nostro contributo, facendo emergere le potenzialità endogene locali. In concreto, l’obiettivo a cui abbiamo lavorato è stato quello di definire intese operative con l’Amministrazione Regionale e con quella Provinciale su alcune questioni che si ritengono assolutamente prioritarie. Con riferimento al documento presentato dalla minoranza, particolare rilievo assume l’accordo di programma a tre con la Asl 4 e con la Regione Umbria, per rispondere alle esigenze, fortemente sentite dalla cittadinanza, di modernizzare l’offerta sanitaria e di realizzare appositi spazi per gli anziani nel centro storico. L’accordo siglato il 27 luglio u.s. prevede che la Asl 4 realizzerà nella mensa della ex Caserma Piave un palazzo della salute, in grado di fornire servizi in spazi adeguati, senza barriere architettoniche e con un parcheggio sufficiente. Un risultato questo, estremamente importante ed atteso da anni dai concittadini del Centro Storico. Questo accordo, inoltre, segna alcuni risultati fondamentali per la nostra comunità: - i proventi netti dei ricavi derivanti dalle operazioni di riconversione e valorizzazione dei cespiti immobiliari non più necessari alla Asl per la erogazione di servizi di competenza saranno assegnati prioritariamente allo sviluppo ed alla riqualificazione dei servizi sanitari del territorio orvietano e per l’attuazione del riordino del nuovo Ospedale, in fase di avanzata attuazione ed i cui risultati quantitativi e qualitativi sono di facile lettura; - la possibilità di inquadrare la programmazione dei servizi socio – sanitari nell’ambito della riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico del centro storico di Orvieto, conferendo all’accordo stesso la valenza di strumento di programmazione sanitaria ai sensi dell’art. 3 comma 2 della L.R. 3/98. Scelta questa che rafforza enormemente l’impegno della Regione dell’Umbria per garantire l’esito positivo dell’operazione. Tale accordo, quindi, oltre a garantire moderne strutture sanitarie, correttamente collocate secondo gli attuali canoni di intervento (strutture facilmente trasformabili ed adeguabili agli attuali standard sanitari ubicate al di fuori dei centri storici e delle zone a traffico limitato) riverserà sul nostro territorio ingenti risorse finanziarie per intervenire nel potenziamento dell’offerta sanitaria. Tale offerta, inoltre, per quanto riguarda la realizzazione di strutture per anziani, dovrà essere rafforzata con i proventi relativi alla valorizzazione del lascito De Solis. Inoltre, sulla base di quanto previsto nell’accordo di programma, l’Amministrazione Comunale ha esercitato il proprio diritto di prelazione per l’acquisto della ex pediatria (delibera di CC n.133 del 28.09.2007), che sarà destinata a residenza sanitaria per anziani autosufficienti. I fondi necessari all’acquisto saranno individuati già nel bilancio 2008. Ritengo, adesso, necessari alcuni chiarimenti per respingere le critiche circa la mancanza di un progetto complessivo sul Centro Storico. Il Centro storico è stato il principale beneficiario degli interventi infrastrutturali legati alle leggi speciali per Orvieto e, a tutt’oggi, è l’epicentro di buona parte delle iniziative dell’Amministrazione Comunale in campo economico, sociale e culturale; nonostante ciò, fatica ad uscire da una fase complessa, caratterizzata dalla difficoltà di attrarre i giovani e di porre in essere proposte e progetti che superino la frammentazione ed il particolarismo. Negli ultimi anni non sono però mancati segnali positivi. Si pensi, ad esempio, alla capacità dimostrata da alcuni operatori commerciali di riconvertire le proprie attività all’indomani della chiusura della Caserma Piave. In mancanza, però, di un’identità veramente condivisa si corre il rischio di “livellare verso il basso” le capacità di un quartiere fondamentale, deputato a giocare, per la tipologia della nostra città e per una complessità di fattori e di valori (estetici, economici e culturali), il ruolo di motore di sviluppo di un intero territorio. Per questo motivo è stato pensato e approvato un piano per il Centro Storico, che affronta tre questioni fondamentali: 1) tutelare, promuovere ed “aggiornare” l’identità locale; 2) concorrere ad una gestione coordinata ed omogenea delle risorse culturali; 3) elevare la qualità di vita dei residenti e dei visitatori. Per raggiungere questi obiettivi sono state proposte alcune azioni: · attuazione organica del progetto di qualificazione urbana. Arredo pubblico (imminente riqualificazione, già finanziata, di Piazza Montemarte e di Piazza Fracassini), arredo privato (sono in fase di partecipazione con le associazioni di categoria i primi provvedimenti nell’area di Corso Cavour); · potenziamento delle infrastrutture per l’accoglienza turistica e per i servizi (IAT di Piazza Cahen, realizzato e funzionante); · valorizzazione delle funzioni produttive compatibili con l’immagine del centro storico e rafforzamento del ruolo del centro commerciale naturale (oggetto del nuovo piano del commercio che sarà approvato prima dell’estate); · sistema museale integrato e diffuso che sarà realizzato attraverso il rafforzamento delle sinergie istituzionali (è in fase di avanzata definizione un Accordo di Programma tra i soggetti interessati); · miglioramento dell’offerta di mobilità alternativa e di parcheggi (realizzata ed in fase attuativa); · incremento della funzione abitativa, anche di tipo convenzionato, agevolato e popolare, al fine di calmierare i prezzi degli immobili e di promuovere politiche residenziali di sostegno per giovani coppie, anziani e ceti deboli (provvedimento in parte realizzato con la consegna di 12 alloggi in loc. “le Conce” e con la sistemazione di alcuni alloggi nel centro storico; ed in parte in fase preliminare con la riconversione del Distretto, dell’Istituto Professionale, dell’edificio delle Zitelle Sperse e, tramite l’Ater, dell’Inapli); · definizione della “mission” del CSCO, in fase di ridiscussione all’indomani dell’approvazione dei c.d. Decreti Delegati, che hanno profondamente modificato i parametri per poter sviluppare Fondazioni fuori da “sedi universitarie storiche”. Nel breve periodo è necessario verificare se tale impostazione verrà confermata dal nuovo Governo, puntando, comunque, all’alta specializzazione ed alle convenzioni con università private e con quelle straniere. · difesa delle funzioni pubbliche, con particolare riferimento a quelle militari e giudiziarie, su cui l’Amministrazione si sta continuamente impegnando, e grazie alle quali diversi uffici pubblici e privati possono mantenere l’attuale rango ed organico; (Tribunale di Orvieto, Centro di Specializzazione della Guardia di Finanza, Casema ex Aeronautica). Realtà che vanno difese e potenziate perché rappresentano funzioni altamente qualificate ed economicamente rilevanti, anche in termini occupazionali; · realizzazione di lavori pubblici, tra i quali: - la rifunzionalizzazione ed il miglioramento di Viale Carducci (la Confaloniera) in fase di avanzata realizzazione ed il cui completamento è previsto nel 2008; - il completamento del restauro del Palazzo Simoncelli, per la realizzazione del Museo della Ceramica. I lavori sono in fase molto avanzata, così come l’acquisizione delle collezioni; - gli interventi sul complesso San Francesco, per la realizzazione della nuova Biblioteca Comunale. I lavori sono in fase molto avanzata ed il trasferimento della vecchia biblioteca avverrà entro l’estate; - la manutenzione straordinaria del Palazzo dei Congressi. Ogni anno sono stati garantiti interventi strutturali fondamentali per renderlo più competitivo. Si è intervenuti sui sistemi di refrigerazione su quelli illuminanti ed anche per il 2008 sono previsti altri interventi; - il completamento ed il restauro dell’ ex Chiesa della Madonna del Velo, destinata a diventare il centro di documentazione dei lavori sulla Rupe. L’intervento strutturale è terminato e si sta procedendo all’arredo interno; - la rifunzionalizzazione della chiesa di San Rocco e del Palazzo dei Sette, per qualificare ulteriormente tali spazi e per realizzare il collegamento tra le due strutture. Il progetto è stato approvato e finanziato e si è in fase di gara; - la ristrutturazione della ex infermeria della Caserma Piave, per realizzare il Palazzo Comunale delle Istituzioni. Questa operazione permetterà risparmi sugli affitti oggi pagati, per l’utilizzo di alcuni palazzi privati come sede di uffici comunali. I lavori sono in fase molto avanzata e nel bilancio 2008 saranno previsti ulteriori fondi per la copertura delle due terrazze scoperte. Tale intervento ci permetterà di azzerare le locazioni passive. - i costanti lavori di manutenzione straordinaria della Rupe, delle alberature dei viali, delle aree verdi e dei plessi scolastici; - gli interventi di cablaggio della città che sono in fase di completamento; - i programmati interventi di pavimentazione che ogni anno riguardano alcuni tratti stradali (via Alberici, via Postierla, via Ghibellina, ecc..); - la realizzazione del parcheggio di via Roma, in fase di avanzata realizzazione; - la rifunzionalizzazione della ex Caserma Piave attraverso una fase di marketing, fortemente partecipata, tendente ad avere gli elementi necessari per definire il capitolato d’appalto e, quindi, bandire la gara entro l’autunno del 2008. Tale procedure procedono secondo i tempi prestabiliti. L’Amministrazione Comunale, inoltre, entro agosto 2008 presenterà alla Regione un Piano Urbano Complesso per il Centro Storico. Esso conterrà interventi nell’area dell’ex Caserma Piave, su Piazza Cahen, a cui va data un’identità definitiva di piazza, sulla Fortezza dell’Albornoz, per la quale è previsto un intervento di riqualificazione, oltre ad interventi sul commercio da definire d’intesa con gli operatori commerciali presenti lungo Corso Cavour. Nella digressione sono stati riportati alcuni aspetti delle nostre linee di indirizzo, che per loro natura (sempre dichiarata) sono fortemente dinamiche e che, in nessun caso, vogliono assumere i limiti di un documento burocratico, né tanto meno, di un piano quinquennale. Discutibili, quindi, le critiche avanzate dalla minoranza di aver modificato nel tempo i contenuti del documento. In particolare, l’aver scelto di non legare le sorti dell’ex Ospedale con quelle della ex Caserma Piave risponde anche all’esigenza di evitare che operazioni contabili possano sminuire la portata degli interventi che vengono posti in essere per riqualificare complessivamente il patrimonio. E’ ora possibile affrontare la questione del riuso dell’ex ospedale, non più di proprietà del Comune dal 2001 ed al quale il Consiglio Comunale, nel 2000, ha assegnato due amplissime destinazioni d’uso: la prima, funzioni terziarie, servizi culturali e/o sociali (Du.B); la seconda, funzioni ricettive, alberghiere e di servizio (Du.E). Il bene, in applicazione della normativa vigente, è tornato nella disponibilità della Regione, al pari degli altri ex ospedali localizzati in realtà territoriali in cui è stato realizzato un nuovo presidio (Perugia, Foligno, ecc). Si ritiene che l’Amministrazione Comunale non possa non valutare l’acquisizione di questo bene al proprio patrimonio. E questo, soprattutto, per evitare che la ridefinizione delle destinazioni d’uso nel Centro Storico (a partire da quelle che saranno ospitate nelle ex caserme) possa solo in parte essere governata dall’Amministrazione Comunale. Sarebbe, infatti, inefficiente valutare le proposte potenzialmente riferite all’ex Caserma Piave senza poter aver un quadro d’insieme che si riferisca ai più rilevanti plessi pubblici del Centro Storico. Un’acquisizione questa che servirebbe a rafforzare il patrimonio utile pubblico, smentendo nella sostanza la presunta volontà dell’Amministrazione Comunale di svendere il proprio patrimonio. Con questa operazione il patrimonio pubblico comunale, da un punto di vista qualitativo, ne risulterebbe fortemente incrementato. Una volta definite le funzioni per la ex Caserma Piave sarà possibile assegnare destinazioni d’uso definitive a tutti gli immobili pubblici comunali, garantendo nel contempo la più efficiente destinazione in base alle caratteristiche del bene, la piena utilizzazione in modo da garantire la sostenibilità della gestione; e la individuzione di un giusto mix di funzioni che soddisfi, al tempo stesso, le esigenze pubbliche e quelle di mercato”.

Riqualificazione urbana da Piazza Cahen alle aree commerciali di Corso Cavour nel PUC 2008 del Comune di Orvieto

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