politica

Sarà acquistato dal Comune l’ex Ospedale in Piazza Duomo

domenica 17 febbraio 2008
di laura
Sarà acquistato dal Comune di Orvieto l’immobile dell’ex Ospedale in Piazza Duomo: l’inattesa novità, che non dovrebbe mancare di far piacere agli orvietani e di calmare le loro più che legittime palpitazioni in proposito, è stata annunciata in conferenza stampa dal sindaco Stefano Mocio. L’intenzione della Giunta sarà messa al vaglio del Consiglio comunale già il prossimo mercoledì, nell’ambito della più generale discussione relativa alla destinazione d’uso degli immobili di proprietà pubblica nel centro storico: è in questo contesto che al Consiglio verrà richiesta l’autorizzazione all’acquisto. L’immobile, valutato 6 milioni e 100 mila euro, sarà acquistato con un mutuo, “operazione possibile – ha affermato il sindaco – per il migliore stato di salute del bilancio, e perché le rate di ammortamento saranno in parte coperte dalla quota al momento versata per l’affitto del bene”. L’ex Ospedale, come è noto, è al momento di proprietà della Regione, in quanto conferito al fondo regionale a seguito dell’accordo dello scorso anno tra Comune, Regione e Asl. Secondo l’accordo, al Comune spetta anche il diritto di prelazione per l’acquisto del vicino stabile dell’ex pediatria, valutata quasi un milione di euro. “In questo modo – ha sottolineato il sindaco Mocio – alla fine di questa consiliatura, nonostante la vendita di alcuni immobili a cui l’amministrazione è stata costretta nel 2006 per risanare il bilancio, il patrimonio pubblico più caro all’immaginario degli orvietani non solo non sarà stato svenduto ma tornerà in mano comunale”. Questa la ragione politica della scelta esplicitata dal sindaco, avvalorata dal fatto che alcuni beni pubblici hanno un valore più forte nell’immaginario collettivo della città, e uno di questi è indubbiamente l’ex Ospedale del Santa Maria della Stella. Accanto alle ragioni politiche, quelle strategiche, ha spiegato il primo cittadino. Dopo il 15 marzo infatti, nel momento in cui, a seguito di quanto emergerà dai progetti di massima che verranno presentati da chi ha interesse alla rifunzionalizzazione della ex Piave, si dovranno fare scelte precise rispetto alle destinazioni d’uso dei beni nel centro storico, il fatto di avere in mano tutto il patrimonio storico di Orvieto permetterà di ragionare in modo più libero e integrato, senza andare in conflitto con destinazioni che potrebbero decidere altri enti. A metà marzo, dunque, l’amministrazione potrà rivedere globalmente e con maggiore agio tutta la problematica relativa all’uso dei contenitori pubblici nel centro storico. La destinazione dell’ex Ospedale, che attualmente ospita il Centro studi Città di Orvieto, il Circondario della Provincia e alcuni uffici della Croce Rossa, è legata a filo doppio al progetto complessivo delle Caserme. E’ chiaro che l’ex Ospedale potrebbe continuare ad ospitare il Centro Studi, e con eventuali e più adeguate migliorie una volta che sarà di proprietà comunale, se si risolverà alla Piave il problema di quell’albergo a cinque stelle che si rende da tempo necessario per un organico rilancio del Palazzo dei Congressi. Più volte la Presidente del CSCO, Pirkko Peltonen, ha sottolineato che il magnifico immobile di Piazza Duomo ha tutte le caratteristiche per poter diventare un perfetto campus universitario. Per il resto del patrimonio pubblico, Piave esclusa - su cui le ipotesi, a parte il Palazzo delle Istituzioni al quale si sta lavorando, e quello della Salute che realizzerà la Asl, sono ancora tutte aperte - atteso che, per perseguire la ridensificazione del centro storico, verranno destinati ad abitazioni gli immobili dell’ex Inam di Via Postierla (attualmente sede degli uffici Asl che passeranno nel costituendo Palazzo della Salute alla Piave) e dell’ex Inapli di Via delle Pertiche (e non solo, ha detto il sindaco), Mocio ha confermato che prima dell’estate la Biblioteca comunale passerà nella nuova sistemazione del San Francesco, lasciando libera l’attuale sede che potrà essere utilizzata per altro scopo. Da tempo è in attesa di una sede l’Uni 3, altrettanto le molte associazioni di volontariato del territorio orvietano. Secondo il Sindaco, il progetto di sistemare le associazioni nell’ex scuola elementare di Via I Maggio che era stato studiato dall’ex assessora Stopponi, è condivisibile solo in parte. Mentre potrebbe diventare il luogo di tutte le associazioni che fanno capo al terzo settore, per altre è meglio pensare, secondo il sindaco, a una localizzazione diffusa.
Pubblicato da Paolo Scattoni il 17 febbraio 2008 alle ore 12:25
Non sono orvietano ma negli ultimi anni ho avuto modo di collaborare con il Centro Studi e quindi di utilizzare quegli spazi.
La decisione di acquistare dalla Regione il complesso di Santa Maria della Stella , a mio modesto avviso, di grande valore. Si tratta di un "ritorno" perch l'ospedale stato costruito nei secoli con il contributo degli orvietani.
Sette milioni di euro sono un grande sacrificio per la comunit locale, ma sono convinto che negli anni il ritorno ripagher con gli interessi in termini di sviluppo culturale ed economico.
L'uso che negli ultimi anni ne stato fatto (Centro Studi e uffici provinciali) ha gi mostrato l'utilit dell'uso, compreso il non piccolo merito di aver evitato il degrado che l'edificio avrebbe sicuramente subito se fosse rimasto inutilizzato per tutti questi anni.
Pubblicato da ALTRA CITTA' il 17 febbraio 2008 alle ore 22:30
Pensare all'ex complesso ospedaliero di Piazza Duomo come sede per un Centro Studi sicuramente nobile, mentre la sua attuale destinazione in parte per uffici pubblici (provinciali nella ex cardiologia e comunali negli ex ambulatori) non condivisibile.
In realt tale complesso, secondo le ipotesi prevalenti nella sinistra orvietana degli anni '90, avrebbe dovuto assolvere a funzioni socio-sanitarie rivolte agli anziani (residenze protette ed assistite, diurno, centro geriatrico e fisioterapico, ecc.), come pure avrebbe potuto ospitare gli uffici del distretto di Via Postierla e costituire un presidio di soccorso per il Centro Storico (senza spendere milioni di per la realizzazione del fantomatico "palazzo della salute").
Avrebbe infine garantito il rispetto dei vincoli testamentali, di cui al lascito "De Solis".
Ci avrebbe consentito di mantenere vivo il tessuto cittadino, di creare significative opportunit occupazionali e, soprattutto, di evitare la prossima cartolarizzazione dell'immobile da parte della Regione.
La decisione di insediarvi il Centro Studi, in quel momento alloggiato al San Paolo, stata affrettata e decisa senza adeguati elementi di pianificazione. Lo stesso PRG approvato nel 2000 ha imperdonabilmente evitato di immaginare il futuro del Centro Storico.
A nostro parere era la ex Caserma Piave a possedere i requisiti per ospitare un eventuale campus universitario.
Guardando al futuro, i fatti ci dicono che l'Amministrazione Comunale profondamente indebitata e che dovr ricorrere alla vendita della ex Caserma Piave per sanare le crepe del bilancio. Se poi con una parte dei proventi ci si comprer l'ex ospedale, si potr cos distogliere buona parte dell'opinione pubblica.
Per tali motivi, gentile Prof. Scattoni, mi permetterei di affermare che il suo commento maliziosamente benevolo.
Maurizio Conticelli
Pubblicato da gianni mencarelli il 18 febbraio 2008 alle ore 09:35
Il dibattito sul problema anziani attualizzato nel 2000 quando si stava per trasferire l'ospedale alla nuova sede di Ciconia, aveva coinvolto fra gli altri anche l'Istituto piccolomini Febei, che grazie alla gestione in cui era presidente il Dott.Tommaso Verrucci aveva programmato il proprio trasferimento proprio nel contenitore di piazza duomo che come afferma Conticelli, avrebbe consentito di collocavi tutta una serie di attivit utili ai cittadini, ma soprattutto economicamente vataggiosa per la citt, con possibilit di creare nuovi posti di lavoro.
Non smetter mai di portare per esempio le strutture per anziani presenti sul nostro territorio, che hanno ampiamente dimostrato che anche il privato riconosca il settore come un "affare".
Purtroppo la politica non lungimirante ha occupato lex Presidio Ospedaliero che era pronto per una struttura ricettiva con tutti i servizi nercessari, senza dover fare interventi strutturali particolari, con una sede universitaria che sebbene importante per la citt, poteva tranquillamente trovare posto in altri i contenitori. Il lascito de solis finalizzato agli anziani che non trovano collocazione in strutture diverse, ipotizzava gi una R.S.A.
per lungodegenti e o cronici, quindi in coerenza al legato testamentario possibile ora ragionare su una iniziativa a cavallo del sociale e sanitario. Purtroppo quando i pasticci sono fatti diventa complicato e costoso il recupero per decisioni sbagliate, prendo atto comunque della volontt di riaprire una discussione alla quale le associazioni di tutela dei diritti dei "consumatori" chiedono di partecipare, Possibilmente in un consiglio comunale aperto.
Pubblicato da Paolo Scattoni il 18 febbraio 2008 alle ore 15:31
Giudizio benevolo, forse; sicuramente non malizioso. D'altra parte spetta agli orvietani alimentare il dibattito e per questo formulo i miei auguri pi sinceri.

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