politica

Come cambiano le Comunità Montane: il Consiglio regionale approva la riforma

giovedì 12 luglio 2007
di L.R.
E' stato approvato nei giorni scorsi, dal Consiglio regionale, il riordino delle Comunità Montane. La discussa e attesa riforma, che si situa all'interno della più vasta riforma degli enti endoregionali, riduce il numero delle Comunità Montane umbre da nove a cinque, operando degli accorpamenti. Alla luce del riordino, la Comunità Montana Monte Peglia Selva di Meana, che è già la più vasta, verrà accorpata con quella dell'Amerino – Croce di Serra e passerà a comprendere, dagli attuali quindici, venticinque comuni, mantenendo la più vasta dimensione regionale. I comuni di frontiera potranno scegliere di quale Comunità Montana far parte. Novità anche per i comuni che potranno essere inseriti all'interno di questo tipo di ente: non dovranno superare i 25 mila abitanti, e c'è un aumento dell'indice di territorio montano per far parte della specifica tipologia. All'ente Comunità Montana vengono annessi anche gli enti Parco: così, alla Monte Peglia, che già costituiva un'eccezione perché amministrava già il Parco dello STINA, verrà annesso anche il Parco del Tevere. Le Comunità Montane hanno, a partire dalla decisa riforma, sei mesi di tempo per chiudere i loro bilanci. Effettuata questa operazione si procederà alla definizione dei nuovi territori, allo scioglimento degli attuali consigli e all'elezione, da parte dei Consigli Comunali dei comuni compresi, dei nuovi membri dei Consigli delle C. M.. Non ci sarà più differenza tra comuni minori e maggiori nell'espressione del numero dei consiglieri, ma ogni Comune ne designerà tre, due di maggioranza e uno di minoranza. Diminuirà anche il numero degli assessori, che dovrebbero essere pari a 4+ il presidente: saranno eletti, insieme al presidente, dal Consiglio delle Comunità Montane. Per quanto riguarda il personale, sarà garantito, nonostante il riordino, quello in forza, al quale sarà data facoltà di transitare, secondo determinati criteri, da una C.M. all'altra. Cambieranno, invece, alcuni dei compiti e delle funzioni che una parte dello stesso svolge, perché le Comunità Montane non potranno più svolgere, come ora accade, alcune funzioni lavorative a pagamento in competizione con quelle tradizionalmente affidate all'impresa, ad esempio nella forestazione o nell'agricoltura. L'attuale presidente della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana, Giorgio Posti, viste le garanzie per il personale degli enti dà un giudizio complessivamente positivo sulla riforma, che tuttavia rappresenta solo un primo, piccolo passo nella razionalizzazione della spesa regionale, visto che incide nella spesa della Regione solo per lo 0,8 %. Qualche problema, informa, potrebbero verificarsi proprio dal punto di vista amministrativo. La nostra comunità montana, ad esempio, si troverebbe ad avere, con 25 comuni, un Consiglio composto da 75 consiglieri: un organismo che potrebbe rivelarsi non facile da riunire e da gestire.

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