politica

Varchi elettronici e costi a carico degli orvietani. Un'interrogazione alla Giunta Regionale del consigliere Melasecche

domenica 22 aprile 2007
Continua la polemica sui varchi elettronici decisi ad Orvieto. Il consigliere regionale dell'UDC Enrico Melasecche, che ricopre anche la carica di vice presidente del Consiglio regionale, ha presentato in data 21 aprile al presidente del Consiglio regionale stesso un'interrogazione urgente alla Giunta Regionale sull'argomento, in quanto la Regione Umbria compartecipa al Centro Multimediale di Terni con il 4% del capitale societario. Di seguito l'interrogazione di Melasecche, che riprende tutte le contrarietà e tutti i temi dibattuti sui varchi elettronici in questi giorni.
INTERROGAZIONE URGENTE Oggetto: varchi elettronici. Modalità di gestione. Costi a carico dei cittadini orvietani. Il sottoscritto Consigliere Regionale CONSIDERATO che il Comune di Orvieto con deliberazione consiliare dell’11 aprile 2007 ha approvato la partecipazione alle quote societarie del Centro Multimediale S.p.A. di Terni anche ai fini della cogestione del progetto per l’installazione dei varchi elettronici nella Zona a Traffico Limitato ed il controllo delle violazioni; che non risultano a tutt’oggi notizie di gara ad evidenza pubblica per l’esternalizzazione del servizio in oggetto, né di possibile gestione in proprio; che la Regione dell’Umbria possiede una partecipazione del Centro Multimediale, pari al 4% del capitale; che, secondo le stime degli uffici comunali, tale intervento presenta un costo per la collettività attorno ai € 600.000; che la Corte di Giustizia Europea, il Consiglio di Stato ed i Tribunali Amministrativi Regionali hanno recentemente riaffermato il principio secondo il quale gli acquisti di beni e servizi delle pubbliche amministrazioni devono avvenire, di regola, attraverso gare ad evidenza pubblica, rappresentando ipotesi eccezionali gli affidamenti diretti a società interamente pubbliche, venendosi altrimenti a configurare una violazione delle norme nazionali ed internazionali sulla trasparenza e la concorrenza; che l’articolo 113 del decreto legislativo 236, 30 settembre 2003, in tema di servizi pubblici locali, consente l’affidamento in house a condizione che l’ente “eserciti sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi”, ovvero abbia un potere assoluto di direzione, coordinamento e supervisione dell’attività della società; che tale controllo, cui è subordinato l'affidamento in house, è da escludersi quando il soggetto cui si vorrebbe affidare il servizio è costituito in forma di s.p.a., regolata dal diritto societario, e, quindi, in termini che escludono che l’ente affidante possa esercitare su di essa un controllo analogo a quello che esercita sui propri uffici (sentenza Corte Giustizia europea, 13 ottobre 2005); PRESO ATTO che il sistema cui oggi ricorre il Comune di Orvieto è, di fatto, il medesimo che il CMM ha predisposto per la città di Terni, producendo nel capoluogo -in appena 18 mesi- oltre 100.000 multe, per un introito stimabile attorno agli 8 milioni di euro, ovvero quasi 16 miliardi delle vecchie lire; SI INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE per conoscere 1.se possa categoricamente escludere che tale partecipazione societaria sia volta ad affidare in house il servizio in oggetto; 2.l’ammontare, a fine 2006, dell’indebitamento del CMM di Terni; 3.se si senta di assicurare per iscritto che l’indebitamento del CMM possa esser fatto ricadere a qualsiasi titolo sul Comune di Orvieto, come è già accaduto per il servizio idrico e rifiuti; 4.se abbia avuto contezza dell’esistenza di altri progetti per la gestione dei varchi elettronici, presentati da ditte private al Comune di Orvieto, come pure apparso sulla stampa; 5.le ragioni per le quali la predisposizione della gara ad evidenza pubblica, annunciata dalla Giunta di Orvieto, non potesse essere effettuata a prescindere dalla partecipazione al capitale del CMM; 6.se non ritenga che l’artigianato e il commercio locali possano essere danneggiati da tale scelta, come già parzialmente accaduto altrove e, in modo particolare, a Terni; 7.i presumibili ulteriori costi a carico dei cittadini, sanzioni escluse, una volta installati i varchi elettronici. Enrico Melasecche -UDC

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