politica

Il portavoce della sinistra DS Giuseppe Ricci: su questo bilancio si è consumato uno strappo; azzeriamo tutto approfittando della proroga e ripartiamo su basi nuove

sabato 24 marzo 2007
A conclusione del Congresso dell’Unione Comunale DS di Orvieto e a poche ore dalla diffusione del comunicato della Margherita sul bilancio 2007, che pur sostenendo la manovra rivendica il diritto dei consiglieri di presentare emendamenti, non si placano invece le polemiche della sinistra DS rispetto all’atteggiamento tenuto dai gruppi consiliari DS e DL per l’Ulivo rispetto nal bilancio 2007. Un duro comunicato del portavoce della sinistra DS, Giuseppe Ricci, stigmatizza infatti l’operato dei consiglieri dell’Ulivo, al di là delle dichiarazioni già rilasciate in questi giorni, mettendo nero su bianco alcune considerazioni. “Le vicende di questi giorni riguardanti il bilancio comunale – afferma Ricci in una nota stampa che riportiamo di seguito per intero - presentano, se non fosse che riguardano le tasche e la carne dei cittadini, larghi tratti di originalità”. “Stando ai fatti. Il Sindaco, che ha avocato a sé l'onere della proposta del bilancio di previsione, il 6 marzo scorso lo presenta alla Giunta Municipale, che approva misure impegnative per la collettività sia per i tagli proposti che per l'aumento della imposizione fiscale. In assenza del Sindaco dalla città i capigruppo dei DS e della Margherita svolgono una conferenza stampa in cui invocano discontinuità e rinnovamento nelle politiche di bilancio e nel funzionamento della macchina amministrativa, preannunciando la presentazione di un emendamento e seminando dubbi su dove fossero stati sinora e, soprattutto, su dove fosse stato il sindaco nei 10 anni precedenti (i 7 da vicesindaco e i 3 da primo cittadino)! Ieri viene presentato un emendamento al bilancio ed oggi apprendiamo da un documento della Margherita che il Sindaco condivide l'iniziativa intrapresa dai due gruppi in quanto prosegue l'azione di discontinuità e di rinnovamento da lui avviata. Ognuno è libero di cantarsela e suonarsela come vuole soprattutto quando ci si sforza di ricercare una nuova immagine e una presunta nuova verginità. Ma da amministratori, in momenti cruciali come questo, si ha il dovere di indicare con chiarezza ai cittadini gli obbiettivi da raggiungere e gli strumenti da utilizzare. Ecco. Credo che su questo punto si sia consumato uno strappo, in questi giorni, in varie direzioni. Non è un caso che il Sindacato gridi di non essere stato consultato e comunque annunci un proprio dissenso sulle misure proposte. Non è un caso che gli operatori turistici si ribellino al ticket per i pullman o che gli artigiani protestino per l'aumento delle imposizioni sugli immobili destinati alle attività produttive. Non è un caso che le altre forze politiche della maggioranza abbiano manifestato, in diverse forme, un comprensibile malessere se non una seria irritazione. Uno strappo che avviene non solo nella logica della difesa dei propri, legittimi, interessi o nella logica del gioco delle parti. C'è qualcosa di più profondo causato dai giochini e dalle incertezze che stanno accompagnando la definizione del bilancio: un disagio esteso in ampi strati della classe dirigente e della società orvietana ed un deficit diffuso di comprensione sulla direzione di marcia. Forse sarebbe meglio, in queste condizioni, azzerare tutto, utilizzare la proroga dei termini per l'approvazione del bilancio di previsione e ripartire, su basi nuove, con il coinvolgimento delle forze politiche e sociali. Viceversa se ci si ostinasse a proseguire sulla strada intrapresa si potrebbero aprire scenari imprevedibili per l'Amministrazione ma soprattutto per la collettività.

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