politica

La Presidente Lorenzetti traccia il bilancio di fine anno: Umbria, una piccola regione che ha il suo carisma e fa la sua parte

sabato 13 gennaio 2007
Un territorio piccolo che tuttavia ha il suo carisma, fa il suo dovere e la sua parte: è questo in gran sintesi quanto è emerso dalla relazione di Maria Rita Lorenzetti, Presidente della Giunta dell'Umbria, nella conferenza stampa di fine anno, posticipata a questi primi giorni del 2007 per esprimere solidarietà alle recenti agitazioni dei giornalisti. "L'obiettivo che ci siamo posti anche in questa seconda legislatura - ha sottolineato la Presidente - è stato creare le condizioni perché l'Umbria possa affrontare i cambiamenti epocali che si stanno prospettando. Ciò va misurato con gli ultimi 4-5 anni, che costituiscono per l'economia nazionale uno dei peggiori periodi dal dopoguerra (crescita zero, minor competitività, deterioramento dei conti pubblici, aumento disuguaglianze sociali) ma anche con la ripresa della crescita generale prospettata da questo governo e con la volontà di essere a pieno titolo nel percorso del federalismo e del federalismo fiscale". Pur mantenendo le sue fragilità l'Umbria sostanzialmente ha retto e, per provarlo, la relazione della Presidente si è soffermata sull'aumento medio del 2,4% negli ultimi 5 anni degli investimenti fissi lordi rispetto al 2% italiano, sul massimo storico annuale del numero degli occupati (pur con criticità legate alla disoccupazione intellettuale e femminile), sul tasso di disoccupazione che risulta il più basso della media nazionale e delle regioni del centro, sullo studio della Banca d'Italia che riconosce l'Umbria come una regione dove, rispetto ad altre, minore è la disuguaglianza del reddito, e la inserisce tra quelle di punta per la dotazione di capitale sociale, sia per la qualità delle reti e delle relazioni sociali, sia per la dotazione della comunità e del territorio. La sostanziale buona forma della regione è testimoniata, secondo la Presidente Lorenzetti, dai conti in ordine, dalla capacità di formare capitale umano qualificato e dalla presenza di un settore pubblico dinamico ed orientato verso interventi innovativi. "L'Umbria ha acquisito una sua autorevolezza - ha affermato la Lorenzetti - è presente quasi sempre nei gruppi ristretti che negoziano a livello nazionale e, rispetto agli anni precedenti, in Finanziaria le sono state concesse maggiori risorse, ad esempio per completare la ricostruzione e per affrontare le emergenze legate all'incendio dell'oleificio di Campello sul Clitunno. La consapevolezza dei progressi compiuti, è stato detto, deve stimolare per nuove sfide, concretizzabili con la seconda fase del Patto per lo Sviluppo, le cui direttrici possono essere ricondotte al mantenimento e all'ulteriore qualificazione del sistema di welfare, alla razionalizzazione, peraltro già avviata, della pubblica amministrazione, al posizionamento del sistema economico regionale su produzioni a più alto contenuto tecnologico. Strumento essenziale per conseguire questi obiettivi sarà la nuova programmazione comunitaria, con una disponibilità complessiva per il 2007-2013 di circa 1,5 miliardi di euro di risorse. "Le imprese - ha concluso la Presidente Lorenzetti - devono rafforzarsi, irrobustirsi, avere rapporti con i centri di ricerca e disponibilità di pacchetti di credito, con un sistema di credito che, dal canto suo, deve fare la sua parte. Dobbiamo accompagnare le imprese, - ha affermato la Presidente - ognuno secondo le proprie competenze, senza dirigismi, verso un ulteriore irrobustimento nei settori tradizionali come il tessile ed il meccanico, ma anche sviluppando la ricerca attraverso le riforme per l'innovazione. Si tratta di un ulteriore salto di qualità, perché questa è la parola di quanti, trovandosi a governare o a fare impresa, sanno che per essere al passo con i cambiamenti non ci si può accontentare".

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