politica

E' realtà l'entrata di Orvieto nel polo universitario ternano. Una svolta politica tutta da giocare

giovedì 12 ottobre 2006
di laura
Approvata nella seduta del Consiglio Comunale di Orvieto tenutasi ieri, dopo ampio dibattito, l’adesione al “Consorzio per lo sviluppo del polo universitario di Terni Università di Perugia”. Approvato anche il relativo statuto, con riserva di deliberarne eventuali modifiche ritenute utili per il migliore funzionamento e per evitare duplicazioni operative con altri Enti, ad esempio il Centro Studi Città di Orvieto che, in virtù dell'esperienza accumulata in questi anni, continuerà ad avere determinati compiti nella gestione dell'economia della conoscenza. Il Comune presenterà al CdA del Consorzio la richiesta di ammissione in qualità di “socio promotore” e verrà rappresentato nell’Assemblea dei Soci e nello stesso Consiglio di Amministrazione dal Sindaco o da un suo delegato. L’atto deliberativo impegna inoltre il Comune di Orvieto al versamento della quota consortile prevista dallo statuto, che costituisce il patrimonio del Consorzio stesso, nella misura che sarà stabilita dal Consiglio di Amministrazione nel rispetto delle norme statutarie. L'adesione all'atto è avvenuta con 15 voti favorevoli e 2 contrari, quelli di Olimpieri (AN) e di Morcella (FI). L'ampio dibattito dei consiglieri, oltre a ripetere la cronaca delle vicende di questi ultimi due mesi e mezzo - che hanno visto la difficile trattativa con l'Università di Perugia per evitare che fosse soppresso, per volontà del rettore dell'Ateneo perugino Bistoni, il Corso di Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni - ha sottolineato, pur con diverse sfumature, come la scelta di rinunciare al corso di Architettura con l'Università di Roma fosse obbligata, per ragioni sia politiche – l'adesione su ogni versante alle politiche di area vasta su scala provinciale e regionale – sia economiche. Se anche si fosse voluto avviare, sormontando una rivalità tra atenei che si è comunque rivelata di fatto insormontabile, il corso di Architettura con l'Unoversità La Sapienza di Roma (la Finanziaria in discussione impedisce l'attivazione di Corsi con Università diverse da quelle regionali dal 2007, dunque il 2006 poteva essere ancora in deroga), si stabilisce comunque che i Corsi già avviati alla Finanziaria debbano essere garantiti e finanziati, sotto ogni aspetto (didattica, locali, strutture, personale e quant'altro) per venti anni. Rammarico espresso, da tutti, anche per gli studenti di Architettura rimasti senza canale didattico orvietano e ora in difficoltà. “La speranza è stata fino all'ultimo – ha affermato il Sindaco – quella di arrivare a un accordo interuniversitario, ma purtroppo non è stato possibile. Sono rammaricato, ma non siamo riusciti a far incontrare i due rettori e ad arrivare alla sperata mediazione”. Non escluso, da molti interventi, che a un qualche Corso di Architettura si possa nel tempo arrivare, ma tutto è ormai da giocare all'interno del Consorzio e con le regole fissate, per gli atenei, dal ministro Mussi, contrario, come è noto, a smembramenti e ramificazioni che non siano all'interno del panorama regionale e non possano garantire alti livelli e risorse di lungo respiro e certe. Qualche polemica si è incentrata sulle scelte del passato, in tono più pacato da parte di Altra Città, che ha poi votato, per il bene del futuro della città, l'adesione; con toni più accesi e negativi da parte di Alleanza nazionale e di Forza Italia, che hanno parlato di fallimento. Sottolineata anche, da queste minoranze, la prassi atipica di inviare al Centro Studi, a codifica della scelta di troncare con Roma, un documento sottoscritto dai segretari di partito delle forze politiche di maggioranza piuttosto che dai gruppi, o almeno dai capigruppo consiliari, tanto più che sull'argomento era stata richiesto un Consiglio Comunale e una discussione urgente in Consiglio mai effettuata. Sia Olimpieri che Morcella hanno parlato di un metodo che “umilia e calpesta il Consiglio” e hanno espressamente chiesto al Sindaco di rendere conto dell'accaduto. Ma il Sindaco Mocio, nella sua replica, ha smorzato la questione sostenendo che non c'è stata nessuna espressa volontà, ma data l'estrema complessità della vicenda e degli incontri sono di fatto “mancati i tempi”. Sottolineato dall'intervento del consigliere Frizza (DS), che è stato il primo a intervenire nel dibattito, e poi ripreso da molti interventi di maggioranza, come nel nuovo percorso all'interno del Consorzio universitario sia necessario, per Orvieto, giocare un ruolo forte, tale che porti ad ampliare e ad arricchire l'offerta formativa; e come sia necessario definire in qual modo il Centro Studi potrà continuare a gestire questo nuovo stato di fatto. Ampia cronaca di tutta l'attività del CSCO dalla sua costituzione è stata fatta dal Consigliere Piccini (PdCI) che, in quanto anche membro del Cda della Fondazione Centro Studi, ben conosce tutti gli aspetti della questione. Il consigliere Piccini è stato anche il più esplicito nello scusarsi, pubblicamente, con gli studenti del mancato canale di architettura, sia come consigliere comunale che come membro del Consiglio di amministrazione del CSCO. Il “Consorzio per lo sviluppo del Polo Universitario di Terni – Università di Perugia” a cui con l'atto di ieri il Comune di Orvieto ha formalmente aderito, è stato costituito fra la Regione dell’Umbria, la Provincia di Terni, il Comune di Terni, il Comune di Narni, la Camera di Commercio Industria Agricoltura Artigianato di Terni, l’Associazione Industriale della Provincia di Terni, la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni e l’Università degli Studi di Perugia. Il Consorzio non si è ancora mai riunito ai fini della propria programmazione, che dovrà essere articolata sulla base degli indirizzi del Comitato Tecnico Scientifico del Consorzio stesso. L’Amministrazione Comunale di Orvieto, rappresentata dal Sindaco, potrà dunqwue prendere parte attiva all'attività del Consorzio fin dall'inizio. Esserci - hanno sottolineato molti consiglieri - indica un cambiamento profondo e può essere considerato un risultato, ma il vero valore aggiunto sarà nella forza e nell'autorevolezza con cui se ne farà parte.

Lo Statuto del Consorzio universitario

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