politica

Oltre la polemica: ecco il nuovo Sistema Commerciale Integrato di Orvieto

venerdì 23 giugno 2006

Centralità del cittadino-consumatore e integrazione tra i diversi sistemi con l’obiettivo di creare un polo di attrazione commerciale che interessi, oltre che l’Orvietano e le zone provinciali continue, anche l’Alto Lazio e la Bassa Toscana. Questo, in sintesi, il progetto a cui sta lavorando l’assessore al Commercio Massimo Frellicca, in questi giorni impegnato sull’iter partecipativo in vista della presentazione, discussione ed approvazione finale del nuovo Sistema Commerciale Integrato di Orvieto.

Martedì prossimo l’assessore parteciperà alle organizzazione di categoria e ai sindacati confederali le linee guida e la presentazione dello studio sulla rete distributiva del sistema integrato commerciale dell’orvietano. Rispetto alla recenti polemiche in merito futuro Centro Commerciale nell’area ex-Despina, Frellicca commenta: “Quello della grande distribuzione di cui si è tanto parlato in questi giorni è solo un aspetto del sistema commerciale più in generale, un sistema che deve nascere dal basso e che da tempo è oggetto di analisi scientifiche i cui risultati andranno a supportare le scelte finali”.

Dalle carte di Frellicca si delinea un Sistema Commerciale Integrato i cui punti cardini sono:

  1. il Centro Commerciale Naturale del Centro Storico come punto di eccellenza del sistema che è fatto dall’integrazione commerciale e artigianale con percorsi, gallerie, valorizzazioni dei quartieri storici. I suoi sottosistemi (Piazza Cahen, area ex Caserma, Fortezza dell’Albornoz, parcheggio pluripiano di Via Roma, Piazza Duomo, Palazzo dei Sette, Palazzo della Cultura, Palazzo Simoncelli, Palazzo del Popolo/Centro Congressi);
  2. l’integrazione tra le medie strutture commerciali di Ciconia, Orvieto Scalo, Sferracavallo con operazioni strutturali e di marketing (Ex Molajoni, ex Garbini, Piazza del Commercio, il Borgo, Piazza Olona);
  3. la porta della Città (Centro Commerciale di 5000 mq. Coop - Punto informativo-turistico per far conoscere la città sul piano culturale, ricettivo, enogastronomico, commerciale, artigianale di Orvieto e dell’Orvietano - Esposizione di prodotti tipici);
  4. i mercati ambulanti (Piazza del Popolo rivisto e modernizzato, il Mercato Coperto, altre nuove ipotesi che possono nascere per il mercato ambulante nei grandi quartieri, lo spostamento del mercato di Orvieto Scalo, Ciconia);
  5. i borghi delle frazioni valorizzando le botteghe tematiche di esposizione e venduita dele tipicità di quelle frazionki Sugano, Benano, Prodo, Torre San Severo, e così via);
  6. il commercio equo e solidale;
  7. e-commerce (lo scaffale on-line)

La progettualità che vogliamo attivare – precisa Frellicca - "ha come obiettivo prioritario quello di fare di Orvieto un polo di attrazione commerciale di un’area vasta che non è solo comprensoriale. Ma ciò avviene solo se la rete distributiva si modernizza. Lo scopo è il riequilibrio delle varie forme di commercio che concorrono a costituire la rete distributiva di Orvieto e dell’Orvietano”.

Riflettendo nuovamente sul nuovo centro commerciale, Frellicca sostiene che “in certe tipologie commerciali vi è stata una emigrazione verso altre città anche del 36%” e “se vogliamo evitare l’emigrazione commerciale dovremo prevedere anche la grande distribuzione”. La partecipazione attivata dal Comune – dice l’Assessore - in materia di commercio sta avvenendo con la massima trasparenza e condivisione e respinge al mittente le accuse rivoltegli in tal senso.
Anche i timori di catastrofi sembrano a Frellicca spropositate: “non condivido l’allarmismo sulle dimensioni del centro commerciale perché parliamo di 5.000 mq. e non degli oltre 15.000 mq. che ci sono in realtà come Perugia, Terni, Roma, Viterbo o Val di Chiana”.

Nei disegni della giunta il Nuovo Centro Commerciale, la “Porta della Città”, avrà anche una valenza turistica e informativa, nonché “punto di esposizione di prodotti dell’eccellenza del nostro territorio”.

Il Nuovo Sistema Commerciale Integrato di Orvieto svilupperà le normative vigenti di programmazione commerciale fondandosi “su uno studio che è stato effettuato riguardo all’aggiornamento della consistenza attuale delle rete commerciale e dell’evoluzione che questa ha subito, in relazione ai mutamenti del panorama”. Le risultanze dello studio, anticipa Frellicca “che parteciperemo nell’incontro del 27 giugno alle organizzazioni di categoria, ci dicono che il servizio distributivo di Orvieto è fortemente orientato verso il settore non alimentare, mentre per il settore alimentare vi è un notevole divario in negativo rispetto ai dati regionali e provinciali”. “

Sempre dal punto di vista metodologico – conclude l’assessore - saranno ora effettuate interviste su un campione di operatori commerciali che, sulla base della propria esperienza forniranno dati sull’andamento economico e sulle prospettive di sviluppo. In questo senso il sopralluogo presso le attività commerciali permetterà di stimare con attendibilità i fenomeni come l’emigrazione commerciale verso altre aree dell’hinterland orvietano o l’immigrazione dall’esterno verso Orvieto dei consumi, aspetto quest’ultimo difficile da monitorare essendo Orvieto un centro turistico che richiama consumi e acquisti. Sempre a livello metodologico – continua Frellicca – sta per partire sottoforma di 700 questionari, rivolti alle famiglie selezionate per le varie zone del Comune, uno studio sulla rete distributiva al fine di conoscere l’articolazione delle scelte in materia di consumi (luogo, tipo di struttura commerciale, motivi, spesa media) distinti in alimentari e non alimentari, ma anche gli eventuali mutamenti di abitudine di consumo, per cogliere le tendenze ed operare le proiezioni”.

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