politica

Operazione Piave: né vincitori né vinti. Ma per favore, con il nuovo corso si faccia presto...

lunedì 24 aprile 2006
di laura
Con il suo recente comunicato in merito al nuovo corso di RPO e con le sue successive precisazioni, il sindaco di Orvieto Stefano Mocio, ovviamente suffragato dalla sua maggioranza di Governo, piaccia o non piaccia ha dato la sterzata che da tempo si aspettava sullo stallo della vicenda della ex Piave. “Né vincitori né vinti”, afferma il Sindaco, in questa tormentata vicenda che si trascina da anni e che, come organo d’informazione, non vogliamo troppo commentare perché, tanto per citare le parole del primo cittadino di Orvieto, non ci interessa “decifrare in ogni scelta i segni di continuità o discontinuità” – pensiamo che i processi vadano governati per come si presentano e per quello che sono – ma che ci interessa annotare per chiedere che si faccia presto ad avviare quel nuovo iter che viene preannunciato e che è quanto mai necessario, per il futuro di questo pezzo di città e per lo sviluppo complessivo di Orvieto, a quella “comunità che chiede di essere ben amministrata”. Crediamo nel potere e persino nella bellezza della parola; ma le parole, se non suffragate dalla concretezza, si consumano e si rovesciano nell’inutile impotenza della comunicazione. Sulla Piave, in questi anni, si è detto di tutto; finché tra diverse, opposte, simili, dissimili opinioni si è venuto precisando, a livello istituzionale, quelle che sono state le linee di intervento affidate a suo tempo a RPO spa dal Consiglio Comunale. E per la verità si è anche “fatto” se, come il Sindaco sostiene e come il business plan ha mostrato, RPO ha svolto, con il suo Presidente e il suo Consiglio di amministrazione, un valido e imprescindibile lavoro. Ora il quadro cambia e sembrano chiare, anche se tutt’altro che facili, le mutate linee: - Non ci sono i fondi pubblici sovracomunali sui quali, almeno per un certo periodo, si era sperato. - RPO si trasforma da spa in srl e diventa un braccio operativo a stretto contatto con il Comune (si parla di un apposito ufficio che farà capo sia al Settore Tecnico/Urbanistico del Comune di Orvieto sia al Gabinetto del Sindaco e che lavorerà in stretta connessione con esperti di settore, con il supporto tecnico e professionale di RPO e con la partecipazione della Città. Il Consiglio Comunale – si dice - verrà chiamato a discutere le questioni nodali in ogni fase dell’intervento). - Trasformandosi, è ovvio, implicherà, a seconda di quanto stabilito dalle modifiche statutarie, un nuovo Cda e una nuova presidenza: come nel Gattopardo tutto potrebbe mutare perché nulla - almeno nei nomi - muti, ma finché il processo non sarà compiuto non ci sono, è ovvio, assolute certezze. - Il bene, che era stato affidato a RPO, torna di proprietà comunale e verrà inserito in una programmazione integrata con l’insieme del tessuto socioeconomico del territorio “assicurando nello stesso tempo – precisa ancora il Sindaco - benefici per il bilancio comunale, per il centro storico in termini di ridensificazione demografica e per la città intera”. Dopo tante parole, sull’argomento si ricomincia a parlare, a discutere, a dividersi, a fare – sembra – strumentalizzazione politica. “Ogni speculazione politica – conclude il Sindaco – da qualunque parte proverrà sarà assolutamente rigettata e l’Amministrazione Comunale proseguirà determinata a raggiungere gli obiettivi prestabiliti per realizzare il bene comune”. Speriamo. E speriamo, soprattutto, che si faccia presto. Non per indurre alle pratiche sbrigative e alla superficialità, ma perché solo una qualche concretezza potrà restituire credibilità - agli occhi di cittadini e imprenditori che hanno vissuto e stanno vivendo lo stallo, ma anche agli occhi di eventuali investitori – a un’operazione che non è certo semplice, ma che si sta trascinando da troppo tempo. Speriamo di poter scrivere presto non di dichiarazioni e opinioni, ma dell'avvenuto nuovo assetto di RPO, di quale risultato dà la partecipazione cittadina, di come questo piano integrato con la città si forma con determinazione, si precisa e comincia a diventare reale, di come si sta realizzando quel Palazzo delle Istituzioni che permetterà introiti e risparmi, di come si sta attuando il pre marketing.

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