politica

Si trasforma RPO: da partecipata a società di servizi ‘in house’

venerdì 21 aprile 2006
Si trasforma R.P.O., ovverosia Risorse per Orvieto spa, che - dopo una fase di riflessione politica dell’Amministrazione Comunale e delle forze di maggioranza che la esprimono sul più generale problema dello sviluppo futuro di Orvieto nel quale R.P.O. e la ex Caserma Piave si inseriscono - diventerà una società di servizi ‘in house’, che affiancherà l’attività del Comune non solo per quanto riguarda la rifunzionalizzazione delle Caserme, ma anche per altre eventuali questioni riguardanti lo sviluppo della Città. Lo annuncia il sindaco Stefano Mocio in un comunicato stampa diramato dal sito istituzionale del Comune di Orvieto, plaudendo all’opera finora svolta dalla partecipata ora ricondotta ‘in casa’, con formule e modalità che attendiamo di conoscere, attraverso le modifiche statutarie della struttura societaria e della convenzione che regola i rapporti tra il Comune e la stessa società: un iter che gli Uffici comunali stanno predisponendo in questi giorni. I tempi previsti per questo passaggio, che viene definito dal Sindaco Mocio “una nuova frontiera amministrativa dell’azione di governo”, si dicono molto brevi. Le conseguenze pratiche del passaggio saranno il ritorno della Caserma tra i beni patrimoniali del Comune di Orvieto e l’atteso avvio della fase di pre-marketing. “Dal momento che R.P.O. ha completato la prima fase funzionale – afferma il Sindaco di Orvieto - chiederemo a Risorse per Orvieto S.p.A. un impegno più ampio non solo riferito alla Caserma. Presenteremo al Consiglio Comunale gli atti attraverso i quali si andrà alla trasformazione di R.P.O. in società di servizi cosiddetti ‘in house’, funzionale cioè all’attività del Comune prevedendo, allo stesso tempo, il ritorno al Comune della disponibilità del bene. L’analisi di pre-marketing permetterà di dare una veste operativa alla rifunzionalizzazione delle caserme, in quanto è assolutamente necessario, così come finora ha garantito RPO nella sua azione, di mantenere la visione unitaria del progetto, ovverosia a livello paesaggistico, urbanistico, della mobilità”. Pienamente condivise, dagli orizzonti futuri che vengono disegnati, quelle che erano state le linee di proposta per la ex Piave nel documento presentato dai Democratici di Sinistra in occasione della loro conferenza programmatica per un’ipotesi di sviluppo del territorio orvietano. Una porzione della caserma, che corrisponde all’ex Mensa e all’Infermeria, sarà ristrutturata per accogliere il palazzo delle Istituzioni, ossia l'insieme di uffici pubblici e privati e di strutture direzionali di servizio che daranno modo al Comune di non pagare più affitti passivi per alcuni uffici attualmente decentrati dalla sede comunale, permettendo di realizzare da un lato risparmi apprezzabili sul Bilancio Comunale, e dall’altro nuove entrate provenienti dai soggetti pubblici e privati che il palazzo accoglierà. “Questa operazione – dichiara il Sindaco Mocio illustrando la questione - realizzata in accordo con altre Istituzioni, permette inoltre di liberare e rifunzionalizzare altre strutture pubbliche e private presenti nel centro storico da adibire ad alloggi. Il duplice obiettivo dell’operazione, infatti, è quello di favorire la ridensificazione demografica del centro storico, con interventi di edilizia che concorrano a calmierare i costi del mercato immobiliare, garantendo una maggiore accessibilità a quelle fasce sociali come le giovani coppie”. Per quanto riguarda l’elaborazione di una nuova proposta complessiva per lo sviluppo di Orvieto, della quale la rifunzionalizzazione della ex Piave fa parte senza tuttavia poter essere un miracolo esaustivo, il Sindaco informa che nei primi giorni di maggio sarà avviata una serie di incontri con le componenti organizzate della città, e che si intende aprire anche ai contributi dei singoli cittadini. “Sarà una partecipazione dal basso – dichiara il primo cittadino - per verificare nuovi contributi. La Giunta incontrerà i Consiglieri Comunali di maggioranza, la Conferenza dei Dirigenti ed i Direttori dei sistemi, ma pensiamo anche di avvicinare i singoli cittadini attivando sul nostro sito istituzionale spazi di manifestazione delle idee e di confronto diretto con l’Amministrazione Comunale. Un lavoro che giungerà a sintesi in un Consiglio Comunale aperto”.

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