politica

Elezioni 2006, timori di brogli nel voto elettronico...?

venerdì 24 marzo 2006
di red.

Dal blog di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it)

Il “Diario” di Enrico Deaglio è uscito oggi con un numero dedicato a possibili brogli elettorali dovuti allo scrutinio elettronico che sarà utilizzato per la prima volta in Italia nelle elezioni politiche grazie al decreto legge del 3 gennaio 2006.

Le regioni interessate sono quattro: Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, per un totale di 12.680 sezioni e undici milioni di elettori. Lo scrutinio elettronico prevede che un operatore inserisca i dati su un computer in ogni sezione, i dati vengano copiati su una chiavetta usb, le chiavi siano inserite in un computer che le invia quindi al Ministero dell'Interno.

Questa operazione, non necessaria e non richiesta da nessuno, costa 34 milioni di euro, è stata assegnata a trattativa privata per motivi di urgenza, “stante il brevissimo lasso di tempo disponibile” secondo Stanca, è stata vinta, tra le altre aziende, da Accenture, EDS e Telecom Italia.

Deaglio fa notare che il figlio del ministro dell'Interno Pisanu è partner in Accenture e che EDS è la società coinvolta nei presunti brogli elettorali in Florida nell’elezione di Bush. Deaglio aggiunge che in caso di contestazioni ci vorrebbero mesi per confrontare il voto cartaceo con quello elettronico.

[ link alla pagina del sito beppegrillo.it ]

All'articolo di Deaglio faceva seguito un comunicato della "cabina di regia" dell'Ulivo:
"Voto elettronico, serve commissione di garanzia per sistema costoso e controverso

L'’Ulivo, per garantire la piena trasparenza del voto degli italiani, ha chiesto da tempo al ministro degli Interni di istituire una commissione di garanzia sulle operazioni di spoglio elettronico, volute dal Governo in forma sperimentale alle prossime elezioni.
In attesa che venga dato corso alla nostra richiesta ribadiamo la profonda contrarietà nei confronti di una iniziativa costosa, poco convincente e che presenta troppi aspetti controversi.Bisogna assicurare che le operazioni legate al voto dei cittadini si svolgano in maniera chiara e corretta. Per questo rinnoviamo l’'invito al ministro Pisanu di istituire un organismo di controllo.

Il 24 marzo il Ministero dell'Interno diramava il seguente comunicato:

In ordine ad una nota del coordinamento dell’ulivo concernente lo scrutinio elettronico, e non già il voto elettronico mai preso in considerazione, il ministero dell’interno precisa quanto segue:

1) la sperimentazione dello scrutinio informatizzato svoltasi in occasione delle elezioni europee del 2004 e delle elezioni regionali del 2005 è stata seguita da una commissione tecnica indipendente, integrata da due esperti della maggioranza e dell’opposizione, che ha espresso una positiva valutazione dei risultati conseguiti;

2) alle prossime elezioni la stessa tecnica di scrutinio verrà applicata su scala più vasta in Liguria, Lazio, Puglia e Sardegna, affiancandosi alle tradizionali operazioni cartacee che, ovviamente, manterranno tutta la loro preminente validità’ giuridica. la legge, infatti, prevede che in caso di discordanza tra i due scrutini si tenga conto esclusivamente dei risultati registrati con il metodo tradizionale;

3) nella sola regione Liguria, inoltre, verrà sperimentata per la prima volta la trasmissione informatizzata dei risultati provvisori ai competenti uffici parlamentari, come richiesto dai presidenti delle camere;

4) la proclamazione dei risultati ufficiali verra’ effettuata dai magistrati competenti soltanto sulla base della documentazione cartacea prodotta con il metodo tradizionale;

5) lo scrutinio elettronico e la trasmissione informatizzata dei dati provvisori della Liguria sono seguiti dal ministero per l’innovazione e le tecnologie, come nelle precedenti sperimentazioni;

6) sia gli atti preliminari che i risultati delle operazioni in questione verranno sottoposti, ancora una volta, al vaglio di una commissione tecnica della quale faranno parte funzionari del Ministero dell'Interno, del Ministero dell’Innovazione, del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, nonché esperti indicati dalla maggioranza e dall’opposizione;

7) appare, pertanto, evidente che tutte le operazioni di voto, di scrutinio e di trasmissione dei dati provvisori continueranno ad essere disciplinate esclusivamente dalle leggi in vigore, mentre le operazioni informatizzate, lungi dall’interferire sulle normali procedure, potranno costituire semmai un ulteriore elemento di garanzia per la trasparenza del voto nelle quattro regioni individuate;

8) si ricorda, infine, che lo stesso provvedimento di legge che ha disciplinato queste nuove modalità ha regolato anche l’ammissione nei seggi degli osservatori dell’organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), dando finalmente attuazione all’impegno assunto dall’Italia nel 1990 con la sottoscrizione del cosiddetto documento di Copenaghen.


La questione sembra pertanto chiarita: non c'è alcun pericolo di brogli poichè essendo sperimentali, i risultati non vengono considerati ai fini del computo dei voti e rimandono validi soltanto quelli disciplinati per legge, ossia quelli espressi sulle schede cartacee.

Come si dice: l'allarme è stato vano, il fatto non sussiste.

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