politica

Mare sempre mosso per i Diesse. Il correntone si assenta né si mette bene per la candidatura orvietana

domenica 12 febbraio 2006
Dopo il “lancio” entusiasta dell’Unione Comunale di Orvieto, la candidatura di Loriana Stella, in un primo momento ipotizzata per il Senato e ora sempre più da orientare – semmai – verso la Camera, si fa per vari motivi sofferta. Venerdì sera, innanzi tutto, dopo varie consultazioni passate attraverso i fili del telefono, le conversazioni per piccoli gruppi e i contatti a rete, gli esponenti della sinistra DS, ad eccezione dei due portavoce Valentino Rocchigiani e Carlo Carpinelli – non si sono presentati al Coordinamento intercomprensoriale che avrebbe dovuto ratificare la proposta della candidatura. La motivazione, secondo quanto riferisce a Orvietonews il portavoce Rocchigiani, non tanto quelle ripicche di ordine personale che sarebbe facile mettere sul piatto e che banalizzerebbero il problema, quanto il fatto che l’eventuale, forte candidatura dell’Orvietano che un precedente coordinamento intercomprensoriale del 26 gennaio aveva chiesto in modo unanime, avrebbe dovuto essere – secondo quanto lo stesso coordinamento aveva quella sera stabilito – ampiamente discussa e condivisa. Così non è stato, e per questo il correntone – e non solo, perché gli assenti erano molti anche nell’altra compagine – ha voluto dare una dimostrazione palese dell’inutilità e dello svuotamento di un organismo che viene chiamato a condividere il già deciso. La candidatura Stella espressa dall’Unione Comunale di Orvieto e, parrebbe, anche da quella di Monteleone, è infatti rapidamente passata – si afferma dalla componente della sinistra DS – alla discussione della federazione (in quest’area a carattere provinciale), che l’ha poi trasmessa alla direzione regionale, insieme agli altri nominativi fattisi avanti in quella sede (Angius, Di Gerolamo, Bucari, Carla Pernazza), senza alcuna consultazione dell’organismo intercomprensoriale che l’Orvietano si è dato. Nessun timore – almeno così Rocchigiani riferisce – per quella che, al momento del voto, sarà la fedeltà di partito: “Noi voteremo il partito – dichiara – da non importa quali candidati o candidate sarà rappresentato, ma si è deciso di dare palese e simbolica dimostrazione che nel valore della democrazia interna e della discussione continuiamo a crederci.” La decisione del “silenzio parlante” e dell’ “assenza” è maturata, alla fine unanimemente condivisa dal correntone, attraverso qualche perplessità e qualche dubbio: c’era pure chi era del parere che bisognasse andare e discutere in quella sede, ma in definitiva ha prevalso l’orientamento della sottrazione e della distanza. “Poteva essere un’occasione per dare un segnale di distensione, per stemperare i toni delle indubbie frizioni degli ultimi tempi – affermano alcuni – invece, ancora una volta, nel timore dei personalismi e di nuovo vittime di queste logiche poco trasparenti, si è persa un’occasione per ricreare un clima di condivisione”. Intanto, mentre i candidati orvietani pullulano in tutte le forze politiche (Si aggiungono alla rosa del probabili Gialletti per la Rosa nel pugno e Bordino per la componente Udeur), per la rappresentanza DS di Orvieto le cose si complicano. Premesso che tutto si deciderà a Roma a fine mese, la rosa di nomi "federali" prima evidenziata, a cui va aggiunta anche la perugina Serena Innamorati (di cui riportavamo il “tallonamento” in un precedente articolo), sempre più fa scivolare verso un quarto posto in lista per il Senato o nella lista della Camera l’ipotesi Stella; il che equivale a dire: improbabile, se non impossibile elezione di fatto.

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