politica

L'Associazione Piccolomini torna a sollecitare un serio progetto per l'assistenza agli anziani.

lunedì 12 dicembre 2005
Torna ad esprimersi l’Associazione ”Maria Cristina Piccolomini”, stimolata dal dibattito politico che, nei giorni scorsi, è tornato a confrontarsi su temi come sanità e sociale, malati e anziani. Questi ultimi, soprattutto, categoria che in costante aumento percentuale risentirà di uno scenario futuro non certo roseo.
L’associazione Piccolomini lamenta, di fronte a un dibattito che teme possa trascinarsi in modo sterile ed aleatorio, l’assenza, a tutt’oggi, di fatti concreti e fa il punto sulla situazione locale rispetto all’assistenza agli anziani.

Nel nostro Comprensorio esistono alcune strutture private autorizzate e convenzionate: La Casa della Divina Provvidenza di Ficulle, con 45 posti di R P( Residenza Protetta ), una Struttura per malati di Alzheimer di 20 posti a Castelgiorgio, una Struttura per anziani autosufficienti di circa 20 posti a Baschi, una Struttura per anziani autosufficienti ( 23 posti) e una per non autosufficienti (27 posti di R.P. ) a Morrano; esiste poi una struttura a Monterubiaglio, il San Giovanni Bosco, autorizzato per 40 posti di Residenza Protetta ma oggi non convenzionato.
L’unica struttura pubblica di assistenza agli anziani, l’“Istituto Piccolomini Febei” di Orvieto, ha dovuto abbandonare la sede storica della Villa San Giorgio e trasferire, a gennaio 2005, gli ultimi 9 assistiti presso la residenza privata di Faiolo.
A fronte di questa nostra situazione locale, di certo non incoraggiante e che non fa onore al settore pubblico, l’Associazione Piccolomini cita l’esempio del comprensorio folignate, che vede la presenza di ben 5 strutture pubbliche gestite o dal Comune o dalla ASL e una sola struttura privata.

A preoccupare l’Associazione Piccolomini, nata per occuparsi della situazione degli anziani in generale e, in particolare, del lascito Piccolomini Febei a questo fine, è il fatto che il cda dell’Istituto Piccolomini Febei sta lavorando da mesi su un progetto di ristrutturazione della Villa che sembra indirizzato alla creazione di soli 20 posti di Residenza Protetta, ritenuti del tutto aleatori rispetto alle dimensioni e alle possibilità che la Villa di San Giorgio offrirebbe, e che sono comunque dipendenti dalla preventiva autorizzazione regionale.
L’Associazione vedrebbe bene, invece, una residenza mista, protetta ma anche per autosufficienti, sia per offrire maggiori possibilità all’ospitalità della popolazione anziana, sia per creare un circuito più virtuoso che possa consentire all’Istituto di meglio gestirsi e autofinanziarsi, cosa impossibile con soli venti posti.
A preoccupare l’Associazione è anche il fatto che la situazione finanziaria pregressa e corrente del Piccolomini non sia stata resa pubblica e che alla sua richiesta dei Bilanci dell’Ente non sia stato ancora dato seguito.

Per quanto riguarda la questione dell’assistenza agli anziani in termini più generali, l’Associazione Piccolomini non nasconde una certa preoccupazione e sfiducia.

“L’Amministrazione Comunale non perde occasione di dichiarare come l’assistenza agli anziani rappresenti una delle maggiori priorità programmatiche – ha dichiarato la Presidente Giuseppina Barloscio in una conferenza stampa - non sono mancate importanti prese di posizione, come quella del Sindaco Mocio in Consiglio Comunale, che dichiarava che “all’assistenza agli anziani deve provvedere il pubblico”, e il “Progetto Anziani” presentato alcuni mesi fa dal Partito della Rifondazione Comunista, che prevedeva nell’area di Ciconia la realizzazione di una Residenza Protetta di ben 60 posti per anziani non autosufficienti e alcuni malati di Alzheimer, più 20 posti di diurno riabilitativo, esprimeva l‘ approvazione per la creazione di una RSA in Ospedale e affermava che “è fondamentale che tali strutture mantengano la loro fisionomia interamente pubblica”. Ad oggi siamo però ancora in attesa della presentazione del PROGETTO ANZIANI  elaborato dal Comune e della convocazione di un apposito Consiglio Comunale aperto.”

L’Associazione ribadisce la necessità e l’urgenza di un confronto pubblico per capire quali siano gli indirizzi dell’Amministrazione Comunale e per fare chiarezza cu cosa si intende per “Residenze Speciali per Anziani”, previste già dal 1998 nella Zona del Poggente e non presenti, con questa dizione, in nessun Piano Sociale o Sanitario Regionale.

“Un confronto che diviene tanto più urgente – continua Giuseppina Barloscio - dopo l’approvazione, da parte della Conferenza dei Sindaci, del piano di riorganizzazione del Presidio Ospedaliero che prevede il taglio di posti letto per lo più utilizzati da anziani cronici; i 10 posti della Geriatria si trasformano in posti di Medicina d’Urgenza e i 4 posti di RSA si sottraggono ai posti letto destinati alla Medicina. Ricordiamo che soprattutto nel periodo invernale la degenza in Medicina è rappresentata da ultrasettantacinquenni, e che spesso i 30 posti disponibili vengono rapidamente coperti e si è costretti a “parcheggiare” altri malati in altri reparti. Una situazione che ci fa molto pensare a quello che potrà accadere una volta attuato il previsto taglio di ulteriori posti letto."

"Pur condividendo il giudizio negativo sulla Finanziaria – conclude la portavoce e presidente dell’Associazione Piccolomini - riteniamo che ciò non impedisca la stesura di un progetto che restituisca valore al settore pubblico, vista l’importante presenza di una risorsa come l’Istituto Piccolomini e del probabile lascito de Solis Faina. Difendere il patrimonio dei due lasciti è un obbligo per tutti, impegnarsi su un progetto sicuramente molto costoso, dato lo stato della Villa, per realizzare solo 20 posti di Residenza Protetta, ci sembra quanto mai limitativo e altrettanto poco sostenibile. La struttura dovrebbe differenziare e aumentare l’offerta di posti per garantirsi nel tempo bilanci in pareggio e il rispetto delle volontà testamentarie della Contessa Maria Cristina, che pensava prioritariamente agli anziani soli, vecchi e vecchie cronici in difficoltà nelle quotidiane incombenze e non anche ai totalmente inabili, tanto che la Contessa de Solis Faina completò l’opera lasciando all’Ospedale Civile di Orvieto il Palazzo di Roma con lo scopo “ di fare una corsia per vecchi cronici malati non accolti all’ospizio locale di San Giorgio, né assistiti dalle loro famiglie”.

Per discutere questa e altre problematiche legate all’assistenza agli anziani, l’Associazione "Maria Cristina Piccolomini" sarà ospite, giovedì 15 dicembre alle ore 21, dell’emittente televisiva locale Orvieto 39.

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