politica

Riforme istituzionali e riequilibrio territoriale in Provincia. Valorizzare gli enti elettivi, ridurre gli enti di secondo grado

martedì 12 luglio 2005
di Laura Ricci
Consiglio provinciale ieri a Terni, con all’ordine del giorno un argomento di carattere squisitamente politico quale la discussione su “Riforme istituzionali e riequilibrio territoriale”.
Dopo lunga e accurata, per certi versi non “indolore” discussione, il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno sulla riforma endoregionale, sul riequilibrio territoriale e sull’innovazione della Pubblica Amministrazione in Umbria. Al termine del dibattito, scaturito dalle mozioni presentate dal Capogruppo dei DS, Roberto Montagnoli, e da quello dello SDI, Alberto Sganappa, il Consiglio ha dato mandato al Presidente dell’Assemblea Giuseppe Ricci, a quello della Provincia Andrea Cavicchioli e alla Giunta di rappresentare il risultato della discussione in tutte le sedi istituzionali competenti. Il Consiglio ha dato inoltre mandato di presentare il contenuto dell’odg all’Assemblea generale dell’Unione delle Province d’Italia (Upi) in programma a Terni il 25 luglio prossimo, e di chiedere la convocazione di un Consiglio provinciale specifico aperto a tutti gli attori socio-economici e politici del territorio, con la partecipazione della Presidente della Regione, entro il mese di novembre.
Gli indirizzi dell’odg sono finalizzati al “mantenimento di un adeguato ed efficiente livello dei servizi al cittadino, a liberare risorse per lo sviluppo e a semplificare il rapporto di imprese, utenti e realtà sociali” nell’ottica della sussidiarietà con la Pubblica Amministrazione.
“Le riforme – si legge nel documento approvato dall’Assemblea di Palazzo Bazzani – devono poggiare su principi improntati al decentramento delle funzioni trasferite agli Enti locali, alla rimessa in capo agli Enti elettivi delle funzioni amministrative, alla riduzione del numero delle Comunità montane e alla riforma delle loro funzioni, alla razionalizzazione e riduzione degli Enti subregionali e provinciali, all’incentivazione della gestione associata di funzioni amministrative soprattutto per i piccoli Comuni, alla verifica delle volontà delle comunità eventualmente interessate al riequilibrio territoriale fra le due province e alla modifica della legge elettorale regionale sul modello del sistema vigente per la Camera dei Deputati, ovvero su quello dell’elezione del Consiglio provinciale, così da riequilibrare le rappresentanze dei territori periferici”.

In un momento in cui si va ridefinendo - anche per la spinta di molte associazioni o comitati cittadini, e comunque per un generale movimento d’opinione, una coscienza politica diffusa che - anche a fronte di minori risorse, di aumenti tariffari già avvenuti o ipotizzabili (vedi acqua con gli 8 milioni e mezzo di euro di passivo del SII, o rifiuti con la tariffa unica incombente per Orvieto e il Comprensorio), di minacce ambientali – sta criticando da più fronti anche i costi e l’effettiva necessità ed efficienza dei vari enti di secondo livello, questa presa di posizione del Consiglio Provinciale appare un gesto politico di grande significato, certamente un primo passo per alcuni “ripensamenti”, o quantomeno per una positiva, generale riorganizzazione che vada nell’interesse e nella semplificazione della vita del cittadino.
Significativa anche la conclusione del Presidente della Provincia Cavicchioli che, sottolineando l’importanza dell’orientamento unanime del Consiglio provinciale, ha sostenuto l’opportunità di procedere con “coerenza e razionalità” rispetto all’impianto di decentramento su cui in Umbria si è lavorato sino ad oggi, “con le doverose verifiche – ha affermato – e con la volontà concreta ed oggettiva di apportare una semplificazione spinta dei riferimenti amministrativi in un contesto che individui nella Regione il soggetto legiferante e programmatore e nelle Province e nei Comuni i punti di riferimento per le funzioni amministrative e di gestione sulle base delle caratteristiche dei due Enti e con un ruolo ben identificato delle Comunità montane”.

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