politica

Dieci domande a Fabrizio Pacioni

sabato 26 marzo 2005
di Laura Ricci


In occasione delle prossime elezioni regionali Orvietonews continua le sue conversazioni con i candidati locali.

Intervistiamo Fabrizio Pacioni, candidato per la lista di Rifondazione Comunista.

Una prima domanda, anche per capire la tua storia politica personale. Abituati a pensarti nei DS, sia pure in posizione critica, come mai ti troviamo nella lista di Rifondazione? Sei un iscritto? 

Si, sono iscritto, ma la mia candidatura nasce dalla proposta e dal progetto politico dell’ARS che è l’Associazione del Rinnovamento della Sinistra, alla quale ho aderito nel 2003 insieme ad altri compagni di viaggio che fanno parte di altri schieramenti politici, ma anche della società civile.
E’ un progetto politico che ha come obiettivo la riunificazione della sinistra, dai partiti ai movimenti, ma non come insieme di sigle – altrimenti funzionerebbe solo una stagione e sarebbe un’operazione già rivista - piuttosto come esigenza di ri-discussione e ri-unione che nasca dai bisogni e dalle opinioni della base. Quindi non sono semplicemente il candidato di Rifondazione, ma espressione dell’ARS che ha trovato asilo e disponibilità presso Rifondazione, che crede in questo progetto di riunificazione e rinnovamento. ARS che in poco tempo ha messo insieme più di mille iscritti in tutta l’Umbria. L’associazione ha nel suo statuto scopi di approfondimento politico e non può partecipare direttamente alle competizioni elettorali, ma è libera ed è chiaro che i suoi aderenti possono farlo in accordo con i suoi scopi.

Dunque l’associazione unisce iscritti a forze politiche e non iscritti che condividono lo stesso progetto. Ma tu, da quando non sei più iscritto ai DS?

Ho partecipato all’ultimo congresso, condividendo la mozione Salvi; dopo di che ho deciso di non riscrivermi.

In Umbria L’ARS ha espresso altri candidati?

Rifondazione aveva messo a disposizione dell’ARS due candidature, una a Terni e una a Perugia; ma a Perugia è venuta meno per sopravvenuti, improvvisi problemi personali della signora che, per la possibile candidatura, era stata individuata.

L’immancabile e doverosa domanda. Su cosa vorresti intervenire qualora fossi eletto consigliere regionale?

E’ facile dire che mi impegnerò su università, sanità e tutte le questioni che stanno a cuore al territorio. E’ chiaro che mi impegnerò al massimo su tutto quello che lo richiederà, dando tuttavia la priorità al rapporto diretto con i territori. Territori che a mio avviso sono sempre più isolati, contattati esclusivamente per le competizioni elettorali, ma che poi vengono lasciati soli e con la voce flebile, così che, soprattutto i piccoli comuni intorno a noi, poco riescono ad ottenere risultati consistenti. Insomma, veglierei perché le scelte politiche e i finanziamenti non fossero concentrati a vantaggio del Perugino. Direi che da sempre, ma soprattutto ultimamente, l’area di Perugia ha fatto la parte del leone

Dunque tu pensi che una marginalizzazione dei nostri territori effettivamente esista?

Sì secondo me. Ed è la sensazione che ho raccolto anche dall’opinione pubblica in questi giorni di incontri, quella che gli altri territori, Perugia in primis ma anche il Ternano, portino a casa di più. Per questo occorre far pesare maggiormente la voce dell’Orvietano.

 Su questo dato, diciamo di marginalizzazione, dato che aderite entrambi all’ARS e probabilmente avete avuto modo di confrontarvi, è d’accordo anche il consigliere regionale uscente, l’altro Pacioni?

Ci confrontiamo spesso, ma su questa specifica questione non so esattamente cosa pensi. Mi sembra che stia nei fatti che si sia adoperato molto per questo territorio, per lui parlano le cose fatte e i finanziamenti ottenuti. Però, al di là della sua opinione, per me conta molto quello che pensano i cittadini, e i cittadini questa sensazione di un Orvietano sacrificato e abbandonato ce l’hanno.

Ora permettimi di fare l’avvocata del diavolo. Anche se di certo la parte pubblica dovrebbe fare maggiormente la sua parte, sia nell’informazione che nel coordinamento, non credi che posa essere in parte anche il contrario, ossia che possa essere una caratteristica dei soggetti e delle imprese di questo territorio non rischiare abbastanza, non mettersi in adeguata competizione, non puntare di più sul rinnovamento, sulle nuove tecnologie o i nuovi sistemi di marketing e dunque non raccogliere al meglio le opportunità e i finanziamenti?

Questa cosa la vivo in prima persona, dato che faccio parte di una cooperativa di gestione di un mattatoio. La nostra è una realtà per lo più a livello quasi familiare, di piccole e medie imprese più che di grandi aziende e, per chi lavora spesso e intensamente su vari piani, è difficile stare dietro e dentro le pieghe di tutte le opportunità che Regione e Comunità Europea mettono a disposizione. Di qui la necessità che il pubblico in senso lato - amministrazioni, sportelli o associazioni di categoria – sostenga chi lavora senza quella specifica organizzazione che può essere propria delle grandi holding. E di qui la necessità, per un consigliere regionale, di farsi carico di far conoscere e promuovere, nei vari settori imprenditoriali, tutto quello che passa a livello di opportunità. La gente deve sapere che su te può contare, dopo di che è chiaro che il pubblico non può sostituirsi al privato.

Come ti stai muovendo nella campagna elettorale?

Secondo me la campagna elettorale non c’è, sembra che stiamo facendo una passeggiata; non percepisco quel clima per così dire infuocato e appassionato che, come candidato o come responsabile di partito e anche in occasione delle regionali, ho vissuto in altri momenti. Per quanto mi riguarda la vivo serenamente, incontrando la gente e con l’obiettivo di far capire che, se ben canalizzato, se si lavora sulle preferenze, Orvieto e il suo territorio hanno la possibilità di esprimere non uno, ma due candidati. Sembra strano, sembra impossibile, ma non lo è. Mi sembra chiaro che il candidato Cimicchi, supportato dai maggiori partiti del centro-sinistra non debba avere problemi. Ma anche Rifondazione, che è in crescita e con le scelte di Bertinotti si sta preparando alla responsabilità di governare, ha una buona base numerica e, se non ci si lascia condizionare dal pessimismo rispetto alla possibile doppietta, o dalla suggestione che occorre concentrare su una persona sola molti voti, cosa che a mio avviso è già nei fatti, se insomma si lavora sul voto utile, dato che al nostro raggruppamento servono meno preferenze Orvieto e l’Orvietano potrebbero avere la grande opportunità di esprimere non uno, ma due rappresentanti che potrebbero fare cordata.

Quali sono per te i valori principali?

La mia famiglia, a partire da quella d’origine, da mio padre e mia madre a cui devo quello che sono, che mi hanno insegnato molte cose, primo fra tutti il valore dell’onestà e del rispetto degli altri. Dopo di che ci sono il lavoro, l’amicizia, il rapporto con la gente, che è una cosa in cui credo moltissimo e che mi emoziona sempre. Penso che proprio questo, la relazione e lo scambio di idee con le persone, sia la ragione principale per cui vale la pena fare politica.

Hai qualche particolare passione che coltivi nel tempo libero?

Una cosa specifica su cui mi concentro in particolare no, anche se me ne piacciono molte: la musica , la lettura, sciare, leggere, il tempo e le conversazioni con gli amici.

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