politica

Ancora inespugnabili le roccaforte rosse. Fallita la strategia di An. Adesso sarà enorme il peso dei Ds.

lunedì 14 giugno 2004

Nessuna roccaforte rossa è stata espugnata. Anzi, il centrodestra ha perso anche Montecchio, l'unico comune amministrato. La sconfitta del centrodestra sembra assumere dimensioni neanche immaginate tanto per limitare l'analisi al comprensorio e non parlare del Comune di Orvieto dove, nel momento in cui scriviamo, il candidato del centrosinistra è attestato su una percentuale superiore al 65 % con poco più della metà delle sezioni scrutinate. Un risultato stratosferico che deve essere ancora confermato e che probabilmente subirà delle erosioni alla fine degli scrutini, ma che testimonia comunque le dimensioni di un successo sul quale non tutti avrebbero scomesso anche all'interno del centrosinistra alla vigilia delle elezioni.

Certo bisognerà vedere con attenzione i voti di lista e capire chi ha veramente "portato l'acqua" e quale è stato il consenso della Margherita.  Tornando al comprensorio, non si può non registrare il fallimento della strategia adottata dalla Casa della Libertà e, soprattutto ispirata da Alleanza Nazionale che ha deciso di mandare alcuni tra i suoi uomini più rappresentativi come Pier Luigi Leoni e Stanislao Fella a combattere in "terre straniere" come Castelgiorgio e Porano privando Orvieto della loro presenza. Il risultato è già conosciuto a chi abbia seguito gli aggiornamenti su orvietonews ed anche i risultati finali. Discorso a parte la candidatura di Sacripanti ad Allerona che è andato incontro ad un massacro annunciato e che ha sostanzialmente vanificato il lavoro svolto nel precedente quinquennio da Daniele Di Loreto.

Per An si è trattato di una candidatura solo di bandiera, portata avanti con l'unico scopo di non lasciare completamente campo aperto al centrosinistra. La coalizione di centrosinistra ha dimostrato di saper mettere in campo personaggi giudicati credibili dall'elettorato dimostrando, ancora una volta, di avere un vantaggio innegabile nei criteri di selezione delle classi dirigenti locali. L'impressione generale è quella che i Ds abbiano serrato i ranghi, mettendo in campo una capacità di mobilitazione e persuasione stimolata dalla necessità di passare la mano per quanto riguarda il sindaco di Orvieto. Una volontà di rivalsa che verosimilmente si concretizzerà adesso in un ulteriore rafforzamento del partito ad ogni livello del potere locale in piena sintonia con il voto espresso dagli elettori. Gli scenari che si aprono sono dunque quelli relativi ai rapporti di forza interni al centrosinistra tra la Margherita ed i Ds mentre per il centrodestra si dovrà avviare un'(ulteriore) fase di riflessione. Discorso completamente diverso quello relativo al quadro politico che sarebbe emerso ad Orvieto con la presenza della lista di Giancarlo Parretti.

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