politica

Forza Italia paladina dei commercianti

martedì 25 maggio 2004

Ospitiamo un intervento del candidato di Forza Italia Massimo Morcella sui temi del commercio:

Corro volentieri il rischio di passare per colui il quale, a fini elettorali, strumentalizza le ragioni di una categoria economica. Ma non posso tacere:

L'altra sera ho partecipato (ovviamente da spettatore) all'incontro pubblico promosso da Confcommercio, al quale erano stati invitati i sei candidati alla carica di Sindaco del Comune di Orvieto. Ebbene, in circa tre ore di sterili chiacchiere, sviscerate in un politichese difficilmente sopportabile, a me e' sembrato (e non solo a me) che non sia emersa una sola proposta che possa ritenersi utile o quantomeno di conforto alle ragioni dei commercianti orvietani. Abbiamo assistito (con poche eccezioni) ad una stucchevole passerella di annoiate "prime donne", le quali (ancora con qualche rara eccezione) poco o nulla dimostrano di sapere dei problemi del settore. Un settore oppresso da una economia comprensoriale stagnante e per lunghi tratti fortemente recessiva; oppresso dalla minaccia sempre incombente dell'apertura di mega centri commerciali; da un turismo di basso livello che non garantisce flussi costanti di cassa.

Idee poche, dunque, ma in compenso piuttosto confuse.

 

Tanto confuse che nel corso dell'incontro si e' perfino arrivati ad ipotizzare che i mali del commercio cittadino, deriverebbero dal fenomeno del "caro-prezzi".

Commercianti troppo esosi!! Ritoccate in basso i vostri listini e il gioco sara' fatto!!

Non pensavo che la soluzione fosse cosi' ovvia. Io credevo che oltre ai prezzi, fosse necessario modificare anche la politica economica della Citta'; che si dovessero riqualificare e rendere maggiormente fruibili le aree commerciali periferiche (vedi il Borgo); che si dovesse attrarre turismo qualificato per mezzo di una politica culturale di livello internazionale; che si dovessero creare strumenti finanziari agevolati per dare impulso alla imprenditoria giovanile e per riconvertire le molte attivita' in crisi; che fosse necessario, insomma, un agire politico ispirato alla concretezza e alla lungimiranza.

Evidentemente mi sbagliavo.

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