politica

Marasma nella Casa delle Libertà

mercoledì 24 marzo 2004

Se il centrosinistra strepita, litiga e batte i pugni sul tavolo nell'ipotesi che entro poco possa anche prendere il via il processo politico interno al capo Ds Giuseppe Ricci per aver "bruciato" Carpinelli, i leader e i leaderini della Casa delle Libertà non stanno affatto meglio. Prima hanno cercato di calare nella realtà orvietana la "strategia Guazzaloca" e poi, quando hanno constatato che di uomini in grado di incarnare l'equivalente orvietano dell'energico macellaio non ce n'era nemmeno l'ombra, si sono accorti che ad uno dei pochi personaggi di bandiera che poteva risultare vincente avevano già fatto prendere il volo per Porano: Stanislao Fella. Una situazione paradossale e difficilissima che assume anche i toni di una supplizio dantesco in un momento come questo in cui quella che una volta era l'imbattibile macchina da guerra del Pci - Pds- Ds rassomiglia tanto ad un gigante confuso. Un gigante vulnerabile, ma in realtà destinato a non subire troppi danni dagli avversari che hanno sbagliato clamorosamente strategie e tempi per ritrovarsi alla fine con le armi spuntate in mano. Si è trattato di una serie di errori a cui si è aggiunta anche un pò di inesperienza e sfortuna che potrebbero far gravare sui capi del centrodestra orvietano la pesante responsabilità di non aver saputo cogliere l'occasione storica che si è presentata di fronte a loro.

A dire il vero un ruolo non trascurabile nel determinare l'impasse della Cdl e soprattutto di Forza Italia l'ha giocato, anche se indirettamente, Maurizio Conticelli i cui contatti con i forzisti avevano lasciato questi ultimi ben sperare che potesse essere lui il Giuazzaloca rupestre.

Errore clamoroso.

Le trattative tra Conticelli e Forza Italia si sono prolungate per diverso tempo mentre alcuni tra gli uomini migliori del centrodestra (non solo Fella, ma anche Leoni) cominciavano a cercare di accreditare le proprie candidature nei comuni vicini. Quando si è visto che Conticelli non avrebbe mai accettato la sfida per cercare di diventare il Ciaurro d'Orvieto, era ormai troppo tardi.

Adesso si sta lavorando per far candidare un professionista vicino ad An, ma forse troppo lontano dalla politica attiva. Ancora lontana, anzi lontanissima l'elaborazione di un programma politico - elettorale. Cosa peraltro comune anche al centrosinistra che potrebbe comunque rivendicare una linea di continuità con la giunta comunale uscente. L'unico che sembra avere le idee chiare è Giancarlo Parretti.

Il personaggio può piacere o non piacere, ma ha elaborato un programma, ha iniziato la campagna elettorale con largo anticipo lavorando full - time alla sua iniziativa, ha preso contatto con molti ambienti che contano, si appresta a battere il territorio comunale casa per casa, sta lavorando alla definizione delle candidature ed ha già organizzato la convention del 17 aprile per illustrare a tutta la città i suoi progetti. Per avere una lezione di professionismo politico, i "politici" ovietani dovevano aspettare Parretti.

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