politica

"Creiamo la Regione della Tuscia"

venerdì 21 novembre 2003

Giulio Marini, presidente della Provincia di Viterbo, è stato chairo: piuttosto che assistere all'ennesima richiesta di dar vita ad un piccola provincia (in questo caso  c'è da fronteggiare la richiesta di Civitavecchia che ambisce al ruolo di provincia sottraendo Tarquinia e Montalto di Castro alla giurisdizione viterbese ndr.) allora meglio creare dal nulla una nuova regione, quella Tuscia.

Che poi tanto dal nulla neanche sarebbe considerando che questa entità territoriale esisteva già nel passato e costituiva anche un aggregato sociale, culturale ed economico di grande omogeneità. Adesso l'idea torna a rifare capolino dopo essere stata il cavallo di battaglia dell'associazione Nuova Tuscia nella metà degli anni Novanta quando si arrivò ad un soffio dal proporre anche il referendum per portare Orvieto fuori dalla regione dell'Umbria.

E' proprio l'iniziativa di Giulio Marini che riaccende la miccia di una vecchia aspirazione condivisa da molti orvietani che non è tanto quella di unire il proprio destino con Viterbo, quanto quella di recuperare la vecchia grandezza di Orvieto che poi significa far riacquistare alla città il suo ruolo di punto di riferimento per un territorio molto piu' vasto rispetto al solo comune o al solo comprensorio ed esteso anche alle vicine province di Viterbo e Grosseto.

"Quando Roma avrà acquisito lo status di città metropolitana costituirà di fatto e giuridicamente un'entità a sè stante ancora piu' marcata di quanto non sia stato fino ad allora - spiega il presidente della Provincia di Viterbo - per questo motivo potrebbe avere un senso dar vita ad una nuova regione che inglobi i territori a nord del Lazio oltre al Reatino".  Il sasso lanciato nello stagno ha già suscitato interesse nelel forze politiche orvietane.

 Gran parte del centrodestra è favorevole, ma anche a sinistra la questione viene valutata con interesse pur escludendo l'ipotesi che Orvieto esca davvero dell'Umbria. A destare interesse è infatti la possibilità di stringere accordi specifici piu' intensi con Viterbo o con altri comuni al di fuori dell'Umbria.


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