politica

Una parte della sinistra insorge contro Cimicchi

domenica 23 marzo 2003
Una cosa del genere nella storia politica di Orvieto non si era vista. L'erede del Pci che entra in rotta di collisione con il proprio parlamentare ed una polemica dai toni asprissimi che fa prefigurare una rottura del fronte ulivista alle elezioni comunali del prossimo anno. Lo scontro tra una parte dei Ds - in particolare l'attuale gruppo dirigente e soprattutto il sindaco Cimicchi - e l'onorevole Katia Bellillo sta raggiungendo vette molto intense.

Partecipando ad un incontro promosso dal suo partito - i Comunisti italiani - l' ex ministro ha attaccato frontalmente la giunta comunale con il sostegno dei dirigenti locali del partito di Cossutta: Giampietro Piccini e Carlo Tonelli.

Nel mirino dei comunisti ci sono i problemi irrisolti nella gestione della questione anziani (con la casa di accoglienza San Giorgio che si avvia allo smantellamento senza che sia stata trovata ancora alcuna soluzione alternativa), ma anche le promesse non mantenute dall'allora candidato sindaco Cimicchi. Tra queste la realizzazione della mini variante stradale di Sferracavallo.

I comunisti contestano anche il progetto della strada complanare, ma soprattutto il metodo instaurato dai "cimicchiani". "Non è possibile che ad Orvieto ad una deputata non sia permesso di esprimere il proprio dissenso. Il sindaco Cimicchi con il suo atteggiamento si è posto e continua a porsi al di sopra della coalizione politica che lo ha fatto eleggere e l'apporto del nostro partito è stato determinante anche per evitare che si andasse al secondo turno" ha detto la Bellillo.

In perfetta sintonia con lei anche gli esponenti della Margherita che non fanno parte della maggioranza comunale. Ai lavori dei Comunisti italiani ha preso parte anche la vice presidente della Provincia Loriana Stella che rappresenta il punto di riferimento degli anti - cimicchiani all'interno della Quercia ed il consigliere regionale Costantino Pacioni.

Ai ferri corti anche Socialisti e Comunisti

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