opinioni

Un vicolo stretto

martedì 18 giugno 2019
di Fausto Cerulli
Un vicolo stretto

Mio Dio, perché quel nome prima sconosciuto
BADANTE? incontrata  per quel caso che come
diceva il poeta, è Dio quando viaggia in anonimo,
in un vicolo stretto di questo borgo selvatico
e un incrociarsi complice di sguardi e giusto
il tempo per avere tempo di guardare un paio
di jeans che fasciavano un corpo asciutto
di quella asciuttezza prosperosa che hanno
le donne cresciute nelle savane, e simili
alle morbide gazzelle, e quella camicia
appositamente sgualcita, scollata appena
per mostrare l’inizio di un seno, solo
un inizio, e il resto era mia fantasia.
Accompagnava un anziano uomo a
cui badava con ben pagata quasi dolce
come per un padre, sollecitudine e
lei, proprio lei mi ha fatto un cenno
quasi malizioso (come di quella donna
che ho conosciuto a Tetuan quando
non ci sono andato) ed io come in uno
squarcio di preveggenza, mi sono
sentito molto debole e molto malato
perché lei solo a me badasse...

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