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Come forse Proust

lunedì 17 giugno 2019
di Fausto Cerulli
Come forse Proust

Lei si sfilava rassegnata i lunghi guanti bianchi dalle mani  con inutile silenzio.
(M. Proust - Alla ricerca...)
 
E la sera le disegnava i contorni del viso
nel controluce che faceva gli occhi suoi
vanamente belli, della bellezza che evapora
come sottile era il profumo tanto caro
a Bianca ma che non valse a scansarle
la morte solitaria che da viva la vestiva
nel paradosso della festa. ed ora io, io
non volevo ricordare Bianca, essendo
il sapere svanita per sempre la pelle
levigata del suo volto, mi costringe a
sentirmi ed essere oscenamente vivo.
E per la mia piccola ricerca di un
tempo perduto, ricordo lei nel sole
di Viale delle Milizie, forse anzi
no sicuramente (sbagliare ora
mi sarebbe alibi) alle sette
della sera estiva languida
di una Roma che solo allora,
sì fu alle sette di sera, e lei lei
a piccoli sofferti passi svaniva
tenera nebbia.

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