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Quel seno sodo

domenica 9 giugno 2019
di Fausto Cerulli
Quel seno sodo

Quella mattina di qualche estate lei mi accolse nella sua casa
e sul seno baciato da un altro e intravisto appena da me, ospitava
quel bambino che avrebbe suonato il piano, capelli biondi, scomposti,
di artista precoce, e lei mi parlava con voce  complice forse
in un complotto amoroso sognato soltanto da me, e che
che celava un desiderio mai accontentato  da chi mi dava
soltanto amicizia, ed era dono prezioso. Poi in casale
di una campagna tormentata da un sole perenne
lei vestiva una gonna fiorita ed un corpetto che appena
copriva il solido seno, e ricordo  quel mio sfiorare
casto un suo braccio che per me e per me solo
ebbe l’asprezza di un quasi amplesso che ora
soltanto ora confesso come un peccato veniale
che mi fece perdere il Paradiso.

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