opinioni

Nazzareno, il Crocifisso, le rose

venerdì 7 giugno 2019
di Fausto Cerulli
Nazzareno, il Crocifisso, le rose

E di te parlo alle rose, amico Reno,
alle rose della tua casa inventata,
le magiche rose che mentre morivi
non erano ancora fiorite, e tu
amavi le rose, le amavi per tutti,
le rose che  vogliamo  guardare
fiorire e magari appassire, ma tu,
tu Reno non sei morto del tutto
ché non appassisce il ricordo
del tuo sorriso di saggio fanciullo.
E abbiamo noi tutti rimorso di averti
lasciato solo in quella tua passeggiata
che fu l’ultima,nel gelo di quel pomeriggio
in cui perdemmo qualcosa
di noi  al Crocifisso del Tufo:
e non sei morto, se noi non
abbiamo sofferto della tua assenza,
e ancora cammini, il passo
elegante, le braccia incrociate
sul petto, la voce che era
sussurro di giuste parole, le dette
e quelle che ancora tu dici
in questo giardino di rose,
che recano ancora e per sempre
il profumo della tua vita,
che non finisce per una morte
che non fu morte se noi
abbiamo gioiosa memoria
di te, e delle rose che no,
non sanno la morte.

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