opinioni

Massimo Troisi

martedì 4 giugno 2019
di Fausto Cerulli
Massimo Troisi

Lui, il successo che ai poveri dà smania di successo
ha regalato il suo successo alla sua povera giovinezza
vissuta nelle miseria e nobiltà dei bassi di folklore
ma di vita vissuta in adolescente rischiosa
guapperia, risate malinconiche di occhi
sprofondati in un dolore antico nella guerra
intestina tra sorriso solare e incalcolabile
tristezza, dove vive qualche presagio
di una voglia ostinata di non morire mai.
Postino che recapita poesia a Piazza del Gesù
e quei grattacieli che spuntano, funghi da sempre
avvelenati, gli ingombrano silenzio e quelle
pause affollate di parole, quelle parole uscite
in quasi sofferenza e poi lo sconforto
sapiente del darsi e del celarsi all’angelo
che ricaccia nei bassi cordiali di una Napoli
allegramente feroce: Massimo, tu
suicida e la tua tenera voglia di morire,
lui sempre inadatto ad una vita vissuta
per rincorrere il rifugio della morte
nel vissuto di un basso.
 

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