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Euridice

giovedì 31 gennaio 2019
di Fausto Cerulli
Euridice

E tu non giustamente sei tornata
attratta dalla melodia della mia
arpa, come dall’Ade un  tempo
Euridice tornò alla vita, dannando
Orfeo ad essere straziato dalle
donne fatte belve per gelosia.
E tu cammini con le piante
strette ed intra te, siccome
donna che danzi, ed hai
il sorriso di chi torna da dove
i morti, da dove gli amanti
non amati. E le tue mani
carezzano le ombre, odorano
di balsami preziosi, e tu
sei frastornata dal ritorno,
e ti gela le vene il sapere
che non si ritorna. Ma tu
aspetti la sciagura del sole,
quando affoga in abissi,
e la sua ultima luce sa
fare fioco lume alla miseria
umana.

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