opinioni

Pantano

giovedì 22 marzo 2018
di Fausto Cerulli
Pantano

Il suo passo felpato improvvisamente
rapido alla fuga, la sua vita vissuta
male, il male che lei ha fatto
alla mia vita, questo voglio
dimenticare a cicatrice marginata.
Io non sarò mai più felice, io
non lo sono stato mai, adesso
raccolgo foglie nel pantano
e le porto con me perché
non soffrano di essere state
abbandonate dal ramo
crudele. E divento trapezio,
angolo acuto, geometria
dell’essere solo. Eppure
donne, vino, fantasia
non potevano mancarsi
in questa mia, assurdamente
mia vita futura.

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