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Le more

giovedì 22 marzo 2018
di Fausto Cerulli
Le more

Sai, passerotto amico mio, tu cresci come un una pianta
ricca di frutti, io mi curvo come un vecchio ulivo
dal tronco contorto, e presto sarò altrove
in qualche campo arato male, ma
da quell’altrove scruterò il tuo crescere,
proteggerò i tuoi frutti dal vento
che vorrebbe rubarli alla tua pianta
e tu avrai una compagna voce lenta
ed occhi color fiume che scorre
tra le palme, quieto come tutti
i fiumi di montagna. Tu pensami
allora come l’albero caduto,
pensami sulla strada polverosa dove
sapevi trovare le more che io non vedevo,
e quando sarò anche io un albero
caduto appoggia un fiore modesto
sul mio tronco, e non dimenticare
di sorridere come soltanto tu.

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