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Fate morire in voi gli atteggiamenti

giovedì 23 marzo 2017
di Fausto Cerulli
Fate morire in voi gli atteggiamenti

Fate morire in voi gli atteggiamenti
che sono di questo mondo immondo,
io non voglio avere più a che fare
con chi non è immortale, non
voglio partecipare al funerale
dei miei amori. Ora, illustre
Teofilo, io ti scrivo tutto con
ordine, partendo da quel giorno
in cui Erode e Pilato diventarono
amici, amici per la pelle
di cristo. E questa donna
che aveva così poco da dare
ha dato tutto il poco che aveva,
e il poco è diventato molto,
e lei è venuta in Paradiso
con quei due delinquenti
dei ladroni. E con quella
puttana fatta per sempre
innocente, sì, la mia
amata Maria Maddalena.
Io sono apparso a lei
dopo i tre giorni tre
della mia morte, io,
ho accarezzato il suo volto
rigato di lagrime. Lei è
andata dai dodici, esultante,
ha detto che mi aveva visto,
che le avevo toccato i capelli:
non le hanno creduto,
hanno chiamato pazza
la mia Maria di Magdala, lei
che profetizzava il Paradiso.
La peccatrice venne con un vaso
di unguenti, mi baciò le piaghe,
aveva i capelli sciolti
come fossero serpi buone.
Il suo peccato ha salvato
l’anima delle donne, di tutte
le mie donne.
I mietitori sono gli angeli,
lo dicono Marco e Rilke,
parlando per parabole.

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