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Corteo, la proposta di Ettore della Casa: "Rifare lo Statuto e abolire il collegio dei Decani"

mercoledì 15 febbraio 2017
di Ettore Della Casa
Corteo, la proposta di Ettore della Casa: "Rifare lo Statuto e abolire il collegio dei Decani"

Sono entrato a far parte del corteo "storico" fin dal 1987, su invito della signora Lea Pacini. Frequentavo il San Giovanni quando un mese prima si preparava l’uscita dei figuranti per la solennità del Corpus Domini. Dopo la morte della "Signora" molte cose sono naturalmente mutate, ma, tra varie polemiche, il corteo non ha subito lacerazioni evidenti nella gestione come invece ultimamente si sta verificando.

Come socio ho chiesto più volte di avere una copia dello Statuto, e finalmente un membro del comitato me l’ha cortesemente procurata. L’ho letto attentamente e vi ho trovato alcuni punti discutibili. Inoltre va corretto e aggiornato ai tempi, appunto per evitare contestazioni a non finire soprattutto sull’argomento "votazioni".  La "Signora” incaricò a suo tempo una persona di sua fiducia, e figurante del corteo, a redigere uno Statuto che continuasse la sua eredità sotto il nome di "Associazione Lea Pacini". In pratica furono creati due settori, quello dei Decani (inizialmente scelti dalla stessa “Signora”, e quelli dei Soci ordinari, con determinate condizioni di appartenenza.

Questi Decani hanno il potere di eleggere ben cinque (su nove) membri, a piacere, del comitato di gestione, avendo quindi sempre la maggioranza decisionale. In una democrazia questa è un’evidente stonatura. Essi (Collegio dei Decani) hanno anche la carica a vita e vengono rimpiazzati in caso di decesso con altri eletti. La sera del 4 novembre 2016 ho assistito alla votazione, da parte dell’assemblea dei soci ordinari, per l’elezione dei quattro membri del nuovo comitato di gestione. Ero presente per la prima volta, poiché anch’io avevo proposto la mia candidatura con un programma illustrato sinteticamente ai convenuti.

Sono sorte le prime interrogazioni in merito alla norma di votazione, avvenuta in contrasto palese con l’articolo 12 dello Statuto che cita: "In sede di Assemblea Generale votano i soci ordinari, purché in regola con il versamento della quota sociale per l’anno in corso, da corrispondere entro il termine massimo del 30 giugno che precede la data della elezione, mentre non votano i componenti del Collegio dei Decani". Guarda caso quella sera il numero dei soci era aumentato notevolmente rispetto a quelli iscritti al 30 giugno 2016. E pure le deleghe erano tante…

Il Presidente ha avallato questa “irregolarità” dicendo che si poteva fare una deroga come in passato. Le deroghe allo Statuto, successive a quello ufficialmente in vigore dal 24 giugno 2008, vanno approvate, verbalizzate e riportate in una nuova modifica allo Statuto stesso, cosa che non mi è stata realizzata. Poi i Decani, non tutti e 18 presenti fisicamente, hanno votato per ben due volte rimestando le carte in tavola nel scegliere i 5 nuovi “consiglieri”. E questi, avendo la maggioranza, al fine si sono attribuiti le cariche più importanti (Presidenza, Vice-Presidenza e Reclutamento), lasciando le briciole agli altri.

Possiamo quindi comprendere la decisione della minoranza di dare le dimissioni oltre ad altri motivi personali d’incompatibilità verso i colleghi di “lavoro”. Si era chiesto anche rinnovamento ed esperienza in qualche persona. Gestire un apparato così complesso come il corteo richiede dedizione, passione, impegno, professionalità, conoscenza, ecc.  La diatriba avviata non avrà fine se non si modifica ciò che ormai è logoro: mentalità e soprattutto norme più elastiche. Una pausa sabbatica per rivedere il tutto ormai urge.

Sarebbe opportuno nominare un “Commissario”, che conosce bene il corteo, Orvieto, magari al di fuori delle parti ma di fiducia, che in tempi rapidi elabori uno Statuto più paritario senza caste dominanti che possono decidere a loro piacimento ciò che più gli aggrada, penalizzando la qualità e il merito.

Vanno quindi aboliti i Decani (ormai la Signora è morta da 25 anni). Va bene come modello uno Statuto, corretto, simile all’I.S.A.O. dove sono ammessi solo soci ordinari (con le stesse modalità stabilite in precedenza), in regola con la quota di iscrizione entro una precisa data. Così l’Assemblea convocata potrà eleggere liberamente i 9 membri. I due più votati avranno la Presidenza e la Vice- Presidenza. I rimanenti si divideranno le cariche secondo le proprie competenze illustrate prima della votazione. Le deleghe, di regola come in altre Istituzioni democratiche, sono ammesse solo nelle votazioni per alzata di mano e non per il voto segreto. Il delegante, infatti, a priori, essendo assente, non può sapere la lista dei candidati e quindi non sa se il delegato voterà effettivamente nello scrutinio segreto quello indicato; quindi voteranno solo i presenti aventi diritto.

Questa potrebbe essere una prima soluzione per sbrogliare un sistema non più accettabile e vincolante. Il corteo ha bisogno di una nuova linfa, un rilancio di immagine e una liberazione da una cristallizzazione che lo penalizza da troppo tempo e lo isola dal contesto nazionale di realtà simili. Gemellaggi o patti di amicizia sono una buona partenza che poi vanno rafforzati e intensificati sempre con oculatezza. Se poi all’interno del Comitato continuano gelosie, invidie, ripicche, manie di protagonismo, inesperienza, mancanza di rispetto, allora questi sono problemi di persone e di coscienze e non più di Statuto.

 

 


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Pubblicato da Fabio Massimo Del sole il 16 febbraio 2017 alle ore 15:53
Ma i "decani" non sono forse tutti quelli che ancora oggi governano veramente in questa città?
Cominciare da qualche parte non farà che bene...sono d'accordo caro Ettore.

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