opinioni

La terra TeMa

martedì 12 luglio 2016
di Fausto Cerulli
La terra TeMa

Entro nell’argomento a cose fatte e rifatte. Premetto che dello Sconsiglio di Amministrazione conosco solo Omero Tizi, per antica amicizia, e Massimo Morcella, per colleganza forense. Della Calcagni posso solo dire che ha per abitudine il dimettersi, e della Ceprini posso solo presumere che sia l’illustre figlia del Ceprini novello zar di Orvieto. Un Ceprini mi è stato compagno di scuola, ma lui ha fatto scuola io no.

Dunque, tornando al TeMa vorrei dire che rimasi sorpreso quando lessi su qualche giornale che i quattro sullodati si erano dimessi, a modo loro in modo irrevocabile. Ebbi qualche timido sospetto quando appresi che si erano dimessi perché non era stato approvato il bilancio consuntivo. E mi son detto qui gatta ci cova. Se uno si dimette perché non gli approvano il bilancio consuntivo, vuol dire, con beneficio o maleficio di dubbio, che non gli sta bene che qualcuno frughi nell’armadio in cerca dei soliti scheletri. Fin qui tutto normale, per questa Orvieto anormale.

Ebbi appena il tempo di approvarre comunque le dimissioni, parola sconosciuta a chi siede su una poltrona profumata di soldi. Ma pronto come un fulmine giunse il commento di Germani che si sperticava in lodi per i dimissionari, diceva che erano stati bravi, li pregava di restare al loro posto. Tanto per restare al TeMa mi domando a che titolo sia intervenuto il nostro Sindaco, incompetente, come dire, per materia. Ma il suo accorato richiamo ha sortito l’effetto voluto. Come in una commedia all’italiana, i nostri temerari dimissionari, si sono affettati a tornare sui propri passi. Ed hanno fatto finta che le dimissioni fossero state frutto di questo caldo di luglio, e con una discreta faccia tosta sono tornati ad occupare le sante poltrone, ancora calde.

Con il permesso non dovuto di Germani. Senza fregarsene del fatto che il bilancio consuntivo non era stato approvato. E contando sul plauso di Germani che rappresenta la città, e dunque può comportarsi da Podestà. Poiché si tratta di teatro, i patetici dimissionari hanno pensato di mettere in scena una specie di balletto. Hanno ignorato la bocciatura del bilancio, roba passata, e si sono scatenati nel futuro promettendo mari e monti, adatti alla stagione, ed inventando progetti futuristici. Io non conosco la posizione politica dei dimissionari pentiti, ma posso dire che il loro comportamento mi fa pensare alla Democrazia Cristiana esperta in questi giochi di potere.

Dunque dimissioni ritirate, Germani soddisfatto, gli orvietani, come il solito a non contare. Avevo qualche tema a parlare di TeMa, poi mi sono fatto coraggio. Nulla di nuovo sotto il sole: le poltrone si incollano al sedere, anche per un piccolo potere. Come diceva il gigantesco Andreotti a poltrona data non si guarda in bocca. Forse parlo per invidia, forse avrei voluto essere cooptato nel Consiglio di Amministrazione. Comunque una ciliegina sulla torta: mi dicono che Pino Strabioli si sarebbe offerto a dirigere il Teatro Mancinelli senza chiede compenso. Offerta respinta. Paura che Pino potesse disturbare il manovratore. Penso, per dirla con il bardo, che ci sia qualcosa di marcio, ovviamente in Danimarca, Dio ne guardi.

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