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Germani Sindaco: un anno di bugie e di fallimenti

giovedì 18 giugno 2015
di Stefano Olimpieri
Germani Sindaco: un anno di bugie e di fallimenti

E’ passato un anno da quando Germani è diventato Sindaco e da quando il centro sinistra è tornato ad amministrare la città: un periodo sufficientemente lungo per poter tirare le somme del lavoro svolto e per fare dei riscontri e delle comparazioni. Nella lunga campagna elettorale dello scorso anno Germani si era posto come una sorta di “salvatore”, colui che avrebbe fatto uscire la città dal disastro nel quale i cinque anni di Concina l’avevano relegata.

Non solo prometteva tutto a tutti, ma con grande capacità di nascondere i propri limiti politici e strutturali aveva l’ardire di ergersi a grande innovatore. Come sempre le verità vengono a galla e Germani in pochissimo tempo si è rivelato per quello che realmente è: un grande bluff, ma anche e soprattutto un Sindaco ostaggio delle faide interne alla sinistra e sottoposto ai voleri di alcuni poteri forti. Sia durante il suo mandato da capo gruppo di opposizione, sia durante la sua campagna elettorale, Germani aveva contrastato qualsiasi provvedimento che veniva proposto dall’Amministrazione Concina.

Si opponeva frontalmente al “piano pluriennale di rientro” (pre-dissesto ) con mozioni di sfiducia e con richieste di commissariamento, ma poi – appena diventato Primo Cittadino – di quel piano non ha modificato neanche una virgola, pur avendone la possibilità. Prometteva che avrebbe azzerato l’imposta di soggiorno ed invece l’ha mantenuta, anzi l’ha portata al massimo di quanto previsto (a tal fine ricordiamo che firmò un documento presentato da un importante albergatore orvietano con il quale lo stesso Germani assicurava che, laddove fosse diventato Sindaco, si sarebbe dimesso se non avesse azzerato l’imposta di soggiorno entro il 30 giugno 2014!!!).

Mentre da capo dell’opposizione presentava risoluzioni ed emendamenti per portare l’IMU prima casa dal 5,5 al 4,00 per mille e l’IMU seconda casa e capannoni industriali dal 10,6 al 7,6 per mille, nei dodici mesi da Sindaco, non solo si è completamente dimenticato di quelle sue proposte, ma, in totale controtendenza rispetto a quanto proponeva in maniera baldanzosa da capo dell’opposizione, è stato capace di appesantire ancora di più il carico tributario per le famiglie e per le imprese orvietane. Ai tempi di Concina faceva lo “sportivo” sul mal funzionamento delle scale mobili, ma in questi dodici mesi è stato addirittura capace di peggiorarne il funzionamento.

Ormai è chiaro a tutti che il fine esclusivo di Germani è quello di rimanere a galla attraverso il pagamento di qualche piccola cambialetta politica in favore di coloro che lo hanno aiutato a vincere le elezioni: la cosa gravissima è che tutto questo lo stia facendo sulla pelle degli orvietani attraverso una vera e propria destrutturazione e depotenziamento di tutte le realtà sociali e economiche della città.

Come ultima ciliegina sulla torta, Germani, unitamente al suo grande esperto in materie finanziare, ha rinegoziato mutui per 8 milioni di euro, creando un aggravio di costi per le casse del Comune di 2.600.000 euro: in buona sostanza il duo – supportato dai gruppi consiliare del PD e di “Andare Avanti” (alias Gialletti) - per avere un vantaggio immediato nell’anno in corso pari a 200.000 euro ha scaricato sulle future generazioni (fino al 2044) un ulteriore balzello di milioni euro. D’altronde, cosa ci si sarebbe potuti aspettare da uno che da Assessore ai Lavori Pubblici aveva partecipato e contribuito allo spolpamento delle casse comunali negli anni “mitici” delle spese folli e dello sfarzo.

Ma da quando è diventato Sindaco c’è dell’altro: in dodici mesi non ha prodotto nessun atto di rilievo politico e nessuna proposta progettuale, tanto che l’impasse della Giunta e del Consiglio è sotto gli occhi di tutti. Germani, mentre sta portando la città su un crinale di non ritorno, continua ad obbedire ai potenti di turno ed a sottostare ai loro voleri, oltre ad usare il Manuale Cencelli per assecondare la fame di gestione del potere di tutto quel sottobosco fatto di vecchi e nuovi clientes. Come si leggerebbero, altrimenti, alcune delle più importanti nomine fatte nel corso di questi dodici mesi?

 

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