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Carcere a morte

mercoledì 22 aprile 2015
di Fausto Cerulli
Carcere a morte

In tre giorni tre morti di carcere. Un condannato all’ergastolo - ma non doveva, questa pena orrenda essere bandita? - si è preso il lusso di essere trasferito in ospedale per morirvi a causa di un infarto. Aveva ottanta anni, che pretendeva? Di essere eterno? Chissà cosa ne pensa il ministro Orlando, con quella faccia da guardasigilli che non guarda nulla e blatera di riforme della giustizia effettuate dal governo di cui è complice. non si è trovato uno straccio di Tribunale di Sorveglianza che si sia posto il problema di un ottantenne al gabbio. Non sappiamo e non vogliamo sapere di quale delitto si sia macchiato.

Ad ottanta anni ogni peccato dovrebbe essere rimesso, come noi lo rimettiamo ai nostri debitori. Ma questa è la certezza della pena, i benpensanti potranno continuare a ben pensare. Un altro detenuto, e siamo a due, è morto per mancanza di cure. non è stato neppure ricoverato in ospedale, tanto, come scriveva il Belli,”nun sai che all’ospedale ce se more? Poi, della serie che non c’è due senza tre, un altro detenuto si è impiccato Se questo non è carcere a morte, ditemi voi cosa è.

Il nostro Renzi, che va veloce sempre, non sa nulla delle carceri, o fa finta di non sapere. Una giustizia troppo umana non sarebbe gradita agli alfaniani, e non appare giusto rischiare una crisi di governo per una sciocchezza come la giustizia. Sono secoli, ormai, che l’Italia è censurata severamente dall’Europa per lo stato disumano delle nostre prigioni, ma per i nostri governanti l’Europa vale solo quando scuce denari, o quando se ne frega dei profughi che annegano, Al solito soltanto Radio Radicale, che ha messo su una trasmissione che si chiama Radio Carcere, si occupa di chi muore in carcere e di carcere.

Mai letto su un giornale di quelli che vanno a ruba una notizia di queste morti. Meglio non turbare i lettori, meglio non disturbare il manovratore,già troppo oberato di manovre e manovrette per rimanere galla. I vari Cuperlo e Civati, per non dire del Bersani redivivo, fanno finti sfracelli per la legge elettorale, ma non hanno occhi per vedere quello che accade nelle prigioni di questa Italia che fu patria del diritto. Con tanti saluti alla Costituzione ed alle Convenzioni europee,roba da sofisti. Il governo del fare, quando si tratta di pensare alla vergogna del nostro sistema carcerario, diventa un governo di malaffare. Come tutti quelli che lo hanno preceduto. Il carcere è un tabù, i carcerati sono fantasmi che non turbano il sonno a chi governa.

Nessuna meraviglia: un mio assistito, che soffre di crisi epilettiche ed è paralizzato in metà del corpo, sta invecchiando a Secondigliano. Inutile rivolgersi ai Tribunali di Sorveglianza che sorvegliano le carcerri solo per evitare che qualcuno ne sfugga. Meglio un detenuto morto che un detenuto evaso. Ormai fa quasi tristezza un Pannella che fa scioperi della fame e della sete. Per lui vale il rispetto del diritto di sciopero, mica è un operaio.

I vari Saviano e Sofri, pennivendoli di corte, sono sempre incazzati quando pennivendono. mai una volta che si incazzino per la vergogna delle nostre carceri a morte. Noi seguiteremo a scriverne, seguiteremo a protestare. Tempo perso. Stasera la Juventus si gioca una partita decisiva. Questo conta per un’ Italia che non sa contare i morti di carcere. I calcoli non tornano, dobbiamo convivere con la indifferenza della gente, e con il cinismo orrendo dei nostri governanti. Orlando non è affatto furioso, se ne frega.

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