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Cancellazione caserme? Orvieto ha già dato

mercoledì 19 marzo 2014
di Fausto Ermini e Nicola Zappitello
Cancellazione caserme? Orvieto ha già dato

Il piano di Renzi volto alla chiusura di quasi 400 caserme potrà avere giustificazioni finalizzate al risparmio se riguarderà:

- Siti già dismessi o semiabbandonati, perché fatiscenti o per mille motivazioni ma sicuramente appetibili per altri usi.

- Edifici o quartieri contestualizzati presso grandi agglomerati urbani, dove sarà immediata la possibilità di riconversione a fini abitativi, a centri commerciali, a qualsiasi altra utilità pubblica o privata. Eventuali disagi per i lavoratori civili e militari avrebbero, per ovvi motivi, portata geograficamente molto limitata.

- Centri decisionali artatamente sovrapposti e ridondanti, dove un accorpamento mirato farebbe risparmiare stipendi apicali e indennità di Comando senza però inficiare operatività e tutela del personale.

Fuori da ipotesi-tipo come queste, semplici decisioni matematiche non ponderate di chiusura produrrebbero solo:

- Una pia illusione di risparmio per via del semplice spostamento di oneri dal Ministero Difesa ad altre Istituzioni sempre pubbliche.

- Un "effetto Piave" già visto soprattutto in Città di limitate dimensioni. Sarà infatti difficile, addirittura per decenni, riconvertire spazi grandi e pensati per altri usi mentre saranno invece dirompenti gli effetti sul piano occupazionale e sociale.
Se pertanto i propositi preannunciati dal Governo Renzi dovessero matematicamente concretizzarsi, Orvieto e il territorio sarebbero ancora una volta depredate senza risparmio.

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