opinioni

10 idee per un città diversa...

venerdì 24 gennaio 2014
di Roberto Nativi
10 idee per un città diversa...

In attesa degli eventi, che ci diranno se ci sarà il candidato unico, se si faranno le primarie e chi si candiderà, sembra davvero che iniziare a confrontarsi e parlare delle idee per la città interessi davvero a pochi, in questo momento. Orvieto sembra dormire assopita dalla nebbia di caminetti che sfornano, candidati Sindaci più o meno credibili. Eppure da poco si è celebrata una conferenza programmatica del PD che ha dato spunti di riflessione vedendo impegnati 70 persone in 5 commissioni di lavoro.

Mi piacerebbe sinceramente iniziare a parlare di temi e di programmi anche per contribuire ad uno sforzo che sinceramente il PD ha fatto e che trovo di grande importanza. Il pre dissesto, i debiti, i problemi occupazionali, il mancato ruolo finora di Enti quali Fondazione e Opera del Duomo, la diaspora dei ragazzi che scappano dalla città per mancanza di lavoro, l'assenza di piani promozionali seri che rilancino il turismo e mettano al centro l'accoglienza, e cosi via che fine hanno fatto? Tutto si svolge tra cene segrete, riunioni riservate, accordi presi e poi saltati, mi chiedo davvero ma è questo la città che vogliamo? In questo modo pensiamo di salvarla dal dissesto economico?

Tutto sembra scritto, si cerca il candidato unico fino alla fine per poi lasciare celebrare le primarie in 15 giorni prima del Pd e poi di coalizione questo non faraà che agevolare il candidato più conosciuto, ma quali sono le idee che porta e cosa vuole per questa città?
Basta qualche promessa elettorale. No qui serve un progetto vero quasi un piano strategico per i prossimi 20 anni che unisca il piano del commercio con quello del lavoro della sanità dei trasporti dei finanziamenti pubblici e fondi europei. E servono i giovani persone nuove che si mettano in gioco, e ci mettano la faccia che non si accontentino, ma puntino davvero a costruire e cambiare il proprio futuro.

Cosi per provare a cambiare i termini della discussione mi piacerebbe introdurre alcuni elementi di discussione iniziando a spiegare alcune mie idee che vorrei dare a livello di indicazione per la città:

1) Io sono per la pedonalizzazione del centro con gestione dei parcheggi a tariffa convenzionata per chi lavora in centro (arrivando da fuori) per chi viene a fare spesa in centro. Periodo contingentati di carico e scarico, e collegamenti migliorati tramite bus con le frazioni e tramite i parcheggi che dovrebbero diventare scambiatori per permettere l'accesso facile in citta' tramite mezzo pubblico.

2) Creare una gruppo di lavoro rivolto alla ricerca di finanziamenti europei, indirizzati specialmente per valorizzare le aziende con particolare riguardo per quelle che lavorano nel campo del sociale, dell'agro alimentare della digitalizzazione e informatizzazione, che sono poi i campi che vengono maggiormente finanziati

3) Ritengo che il centro storico ed in special modo i negozi che vi gravitano intorno dovrebbero essere consorziati in un grande ed unico CCN (Centro Commerciale Naturale). Quindi basta con i grandi ipermercati (errore madornale averne costruito uno di quelle dimensioni in zona alluvionata) e valorizzazione invece del negozio di vicinato al fine di non perdere la specificita' del prodotto tipico.

4) Volumi 0 quindi piu' nessuna concessione per costruire nuovi fabbricati, e invece agevolazioni per delle ristrutturazione interne e delle facciate colorate ( in piazza del Duomo ci sono facciate di case da terzo mondo) stile piazza principale di Praga , che rivitalizzino il territorio e non lascino più spazi vuoti e senza vita della citta' stile la caserma o l'ex ospedale ( in cui si evidenzia il fallimento di una classe dirigente incapace di progettualità).

5) Abbassamento dell'IMU per coloro che affittano alle giovani coppie o che stipulano forme contrattuali che permettano la residenzialita', questo per evitare che il centro storico diventi solo un grande dormitorio o una città fantasma (vedi Civita di Bagnoregio), ma al contrario una citta' dove si viva.

6) Creazioni di centri di aggregazioni nelle frazioni e programmi culturali che spostino la centralita' dal centro storico a tutto il territorio con valorizzazione delle varie tipicita' storico culturale enogastronomico delle frazioni limitrofe.

7) Valorizzazione delle biblioteche di Orvieto con dislocazione del personale che permetta una apertura consona ed una adeguata pubblicizzazione alla cittadinanza, studiando anche eventi appositi per permettere la loro fruizione (apertura estesa anche a ore serali con utilizzo di personale volontario per esempio pensionati)

8) Informatizzazione del sistema comune e massima trasparenza con rifacimento sito internet e agevolazioni per le autocertificazioni e per i certificati digitali, facilmente fruibili anche da casa, mantenendo comunque sportelli sul territorio per chi volesse recarcisi di persona.

9) Gestione diretta di funicolare e parcheggi, con vendita tariffe agevolate per i residenti, basta pagare e rimetterci.

10) Valorizzazione del Corteo Storico che deve essere eletto a Museo e vanto della città, non si possono relegare costumi da centinaia di migliaia di euro in una caserma non prevedendo uno spazio espositivo permanente e un progetto di esportazione e visualizzazione nel mondo.

Ricordiamo che ad Orvieto è nata la festa della cristianità per eccellenza: quella del Corpus Domini. Dare risalto a questa è un obbligo oltre che morale e spirituale anche di marketing turistico. Non ci si spiega come mai non si è prevista in passato una segnaletica che indicasse Orvieto come "La Città del Corpus Domini". Vorrei sottolineare il grande lavoro fatto dallo storico Silvio Manglaviti in questo senso il quale è anche l'ideatore del marchio.

Questa è solo una piccola parte delle idee per Orvieto, ma l'importante adesso è dibattere sui temi e cercare davvero di vedere di cambiare questa città dal basso. Basta farsi indicare i temi e le figure, iniziamo a scegliere.....un viaggio inizia da un passo e sarebbe bello iniziarlo insieme. È per questo che vorrei lanciare la proposta di allungare i punti della lista oltre il decimo.
Una proposta aperta al contributo di chiunque vorrà partecipare, così da inserire altre idee per la Città.

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Pubblicato da Silvio Manglaviti il 25 gennaio 2014 alle ore 10:06
Chiamato in causa, esercito il diritto di replica. Giuro (anche se in odor d'excusatio non petita) di non aver pagato il Dott. Nativi per la citazione: tra l'altro, non ci si conosce neppure. Parenti, tantomeno (manco acquisiti). Tuttavia, prendo atto con sommo piacere che finalmente la Politica nostrana si sia decisa a prendere a cuore una curiosa paradossale dimenticanza che persevera da decenni. Almeno dall'ultima visita di un pontefice ad Orvieto in occasione giubilare per la Transiturus: fu Paolo VI, nel 1964; il quale per altro ebbe a decretare con lettera apostolica “Urbs vetus «civitas eucharistica» supra montem posita”: ovvero, in analogia a Gerusalemme. Orvieto Città del Corpus Domini è un "segno" culturale che Orvieto si porta addosso – volenti o nolenti –; quale Luogo in cui si custodisce quello che già dall'800 (Fumi; Perali; Lazzarini; vescovo Pieri, et al.) era universalmente riconosciuto come Santuario del Santissimo Corporale di Bolsena e da cui fu estesa alla cristianità la solennità del Corpus Domini. In questi due anni, con il Comitato omonimo (che nasce infatti nella Primavera del 2012 e si presenta al Popolo orvietano nel giugno dello stesso anno al Palazzo dei Sette) ho potuto verificare effettivamente quanti ostacoli (prevalemente pregiudiziali) esistano per dare alla nostra meravigliosa amatissima Città soltanto quanto le spetti di carattere culturale e, se si vuole, valoriale identitario. Per fortuna qualcosa sembra muoversi. Il Sindaco Dott. Concina non manca mai di ricordarlo, come nell’ultimo incontro all’Istituto dell’Enciclopedia Italiana a Roma. L’Associazione Lea Pacini, con il proprio Presidente, che ne sposò la causa sin dalla prima ora. Così, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, che mi telefonò per chiedere l’autorizzazione ad utilizzare “Orvieto Città del Corpus Domini” per l’evento teatrale magnifico nell’Estate 2013 e per la quale accordai in pieno, senza nulla a pretendere. È anche vero, però, che stranamente alcuno si sia degnato di reiterare la dovuta richiesta in occasione della seconda edizione in tema, intitolata sempre come “Orvieto Città del Corpus Domini”, per l’anno in corso e che ricordo è la denominazione del prisco Comitato ora costituenda Associazione Culturale Civica. Si tratterà, ritengo, di una dimenticanza. Insomma, ringrazio il Dott. Nativi che apprendo tra l’altro essere di Firenze, città a me cara dove ho trascorso anni pregni ed intensi di studio e lavoro, ancor più amata per il legame secolare e le affinità storiche e culturali con Orvieto: il Marzocco nell’arme orvietana ad imperitura memoria. Lo ringrazio per quello che è un atto dovuto della Politica a questa Città bistrattata. Auspicando, che tale presa di coscienza faccia da apripista e tragga Orvieto dall’oblio e dalla distrazione che portano all’ignoranza delle proprie capacità, qualità e risorse. Sono fermamente convinto del fatto che avere un “segno” di riferimento culturale da evocare e mostrare, come questo nostro di Città del Corpus Domini, faccia e porti bene all’Amministrazione pubblica e a tutta la Comunità.
Pubblicato da operaio il 25 gennaio 2014 alle ore 11:59
Mamma mia! Ho 50 anni e sono almeno 35 che sento le stesse cose.che noia!e poi mi creda 10 idee sono troppe ,si rischia che entrino in contrapposizione tra di loro.

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