opinioni

Un quadro di sintesi a una settimana dal voto popolare

domenica 17 febbraio 2013
di Mario Tiberi

Negli ultimi giorni di campagna elettorale, il Partito Democratico farebbe bene a non pronunciare mai più l'espressione "voto utile". E' fastidiosa e controproducente: il voto è sempre utile se si crede, in tutta onestà, nella democrazia e nella sua vocazione ad essere rappresentativa di ogni qualsiasi orientamento di pensiero.

Inoltre e "ad abundantiam", gli appelli al voto utile storicamente sortiscono quasi sempre l'effetto opposto e, cioè, quello di incoraggiare la già naturale tendenza di ampie fasce dell'elettorato ad un voto celioso, beffardo e dilettevole per il miglior demagogo al momento esistente sulla tribuna comiziale.

Proporrei al PD di sostituire il concetto di utile con quello, quantomeno, di durevole ed efficace nel tempo. E ciò perché, passata la buriana elettoralistica, sarà lecito domandarsi che ne sarà dei molteplici slogan e carrozzoni politichesi allestiti all'ultimo momento e sfilati, davanti ai nostri occhi, in queste ultime settimane. Forse, come la storia più recente ha avuto modo di insegnarci, si scioglieranno quale neve al sole di primavera.

Proseguendo, quanto potrà durare l'alleanza tra il PDL e la Lega?. Se la destra vince in Lombardia (in Italia se ne parla poco e spesso a sproposito), al massimo un paio di anni: vale a dire il tempo necessario ad aprire l'inevitabile lotta per la successione a un Berlusconi ormai ottantenne. Se perde in quella regione-chiave, è di ragionevole supposizione immaginare che non durerà neppure una settimana.

Quali saranno, inoltre, le sorti politiche del Movimento 5 Stelle?. Affascinante questione: i sondaggi lo pongono ora in calo e ora in ascesa, ma probabilmente si sbagliano in entrambi i casi. Beppe Grillo, glielo dobbiamo riconoscere, sta conducendo una campagna di acquisizione consensi formidabile, astutissima, a modo suo anche estremamente coraggiosa. E' l'unico, ad esempio, capace di riempire le piazze di folle strabocchevoli e, dunque, potrebbe conseguire un successo da "fuochi d'artificio". E qui, però, cominciano i guai.

Un conto, infatti, è controllare dalla cabina di regia un movimento "in fieri" dove uno è uguale ad uno e, cioè, nessuno conta niente e comandano solo in due, lo stesso Grillo e il signor Casaleggio. Altro è introdurre onorevolmente nelle Istituzioni politici seri e competenti i quali, a differenza di quanto accaduto nel passato prossimo, dovranno inevitabilmente misurarsi con le gravissime criticità esistenti ed operare, di conseguenza, nella concretezza della realtà.

La vittoria al Comune di Parma, a tal proposito, è stata alquanto significativa. Il Movimento 5 Stelle colà trionfò sulla base di tre fondamentali impegni programmatici: a) un NO secco e deciso, maestoso quanto un grattacielo, alla costruzione di un inceneritore per lo smaltimento dei rifiuti urbani e industriali; b) il dimezzamento, se non l'abolizione totale, della IMU introdotta dallo spietato governo dei tecnici; c) sostegni e sgravi fiscali alle famiglie deboli e bisognose. Risultati: l'inceneritore sarà costruito; la IMU non è stata affatto toccata ed è tra le più elevate d'Italia; degli aiuti alle fasce fragili della popolazione non ve n'è ancora traccia.

Il sindaco Pizzarotti ripete da tempo che i bilanci comunali non consentono di intervenire sulle tre questioni di cui sopra, come fosse un qualsiasi viceministro bocconiano; Grillo, dal canto suo, infervora le platee a cielo aperto con tutt'altri argomenti, quali i privilegi della Casta, i complotti orditi dalle alte sfere politiche e finanziarie, la stampa di regime et cetera. Vi vedremo in Parlamento e sarà un vero piacere!.

Quanto a Rivoluzione Civile, il suo destino è avvolto tuttora nelle nebbie della propria neonatalità. Con quattro segretari di partito (Di Pietro, Ferrero, Diliberto, Bonelli), con quattro apparati alle spalle, quanto potrà sopravvivere senza una leadership autorevole e però gestita collegialmente?. Se ciò accadrà e se non inizieranno fin dal primo giorno a bisticciare per spartirsi, ad esempio, la torta dei rimborsi elettorali, mi impegno solennemente sin da ora a proferire pubblica ammenda.

Resta il Centro, il più perfetto e diabolico dei carrozzoni. Non punta a vincere, ma a far perdere tutti tanto da risultare in tal maniera decisivo per governare. Se l'operazione riuscirà, magari per uno zero virgola, si andrà ineluttabilmente verso un governo a tempo limitato Destra- Sinistra. Altrimenti, ci potrà essere qualcheduno che possa anche minimamente immaginare un Monti capo dell'opposizione parlamentare per più di un trimestre?. Sinceramente, direi proprio di NO!.

Alle elettrici e agli elettori spetta l'arduo compito di districare l'avviluppata matassa: per me stesso ho già deciso, ormai da qualche giorno, per chi e come esprimere la mia libera e coscienziosa preferenza, naturalmente in terza e/o in quarta battuta nonostante alcune perplessità.

Pubblicato da Maria Antonia Modolo il 17 febbraio 2013 alle ore 20:08
Eccellente analisi nella sua sintetica chiarezza. Congratulazioni. M.A. Modolo
Pubblicato da Marta il 18 febbraio 2013 alle ore 11:39
Illustre Professore, concordo con la signora Modolo che la sua analisi è molto chiara e attendibile. Mi rimane però un pò sibillina l'ultima frase nella quale lei ci dice che ha già deciso per chi votare,ma non lo esprime con nome e cognome. Vorrebbe essere così gentile di una precisazione? cari saluti. Marta
Pubblicato da mario tiberi il 19 febbraio 2013 alle ore 18:55
Stimatissima Marta, nel rammentarLe che il voto elettorale riveste pur sempre un "quidquid" di segretezza, mi è comunque gradito farLe presente che, leggendo attentamente i brani di cui in oggetto, sarà di facile intuizione capire a chi andrà la mia personale preferenza. Nel rimanere a Sua disposizione per un eventuale incontro di persona, Le porgo i miei più cordiali saluti che estendo volentieri a tutte le gentili lettrici e a tutti i cortesi lettori. mario tiberi.
Pubblicato da Piero il 20 febbraio 2013 alle ore 22:04
Mario Tiberi,
più volte ho notato che quando firmi i tuoi corsivi e/o commenti usi scrivere le iniziali del Tuo nome e cognome con caratteri alfabetici minuscoli.
Secondo la mia opinione ritengo che sia doveroso che Tu debba, in ogni caso, sottoscrivere i corsivi e/o commenti in questione scrivendo le iniziali del tuo nome e cognome con i caratteri alfabetici maiuscoli.
Piero
Pubblicato da mario tiberi il 21 febbraio 2013 alle ore 19:02
Carissimo Piero, so perfettamente che i nomi propri di persona vanno scritti con le inziali maiuscole ma, siccome la mia indole ha connotati scapigliati quel tanto che basta, continuerò a firmarmi "mario tiberi" quale fosse un marchio della mia più intima identità personalistica. Ti ringrazio comunque della Tua annotazione e Ti saluto con amicale affetto. mario tiberi.

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