opinioni

Conversioni tardive e sospette

domenica 16 dicembre 2012
di Aldo Sorci

In un articolo dell'ottobre 2001 scrivevo: il governo ed il parlamento hanno approvato recentemente due provvedimenti che modificano le norme sul falso in bilancio e gli accordi fra Italia e Svizzera in tema di rogatorie; in essi si può ravvisare un interesse privato di figure eccellenti del governo stesso e della politica. E continuavo: se così fosse, si tratterebbe di un'operazione meschina e gravissima, la più grave che una maggioranza possa mettere in atto e cioè tutelare se stessa a danno dell'interesse generale sul terreno delicatissimo della giustizia penale.

Nei dieci anni da allora trascorsi, il primo beneficiario di quei provvedimenti non è mai cambiato ed è tornato più volte ad usare le istituzioni per fini personali. Nessuna rivoluzione liberale è stata attuata, ed il Paese, di fatto senza una guida consapevole, efficace e credibile, è piombato in una crisi senza precedenti.

Il governo attuale, di fatto sfiduciato e dimissionando, è subentrato poco più di un anno fa a quello guidato da Berlusconi, sorretto da una maggioranza anomala di emergenza, con l'obbiettivo di evitare il baratro del default finanziario e dell'isolamento internazionale per tornare, con le elezione della primavera del 2013 ad una democrazia compiuta.

L'accelerazione della crisi imposta ancora una volta contro l'interesse della collettività, ci porterà al voto a febbraio in un contesto che appare ancora sfilacciato e confuso. Più chiari invece appaiono gli interessi in gioco e le forze che si mobilitano scoprendo solo oggi che sarebbe insensato tornare al passato remoto, recente e recentissimo, di cui però sono anch'esse purtroppo non irrilevanti responsabili.

Il Partito Popolare Europeo incorona Monti, i centristi e gli aspiranti tali lo vogliono, la Confindustria a soli pochi mesi dei reiterati attacchi del suo Presidente, lo incensa, due ex presidenti della stessa associazione intendono addirittura candidarsi in suo nome, sindacalisti e associazioni cattoliche lo invocano. Dove fossero e con chi tali forze e personalità lo sapete bene; sono loro che hanno acclamato, sostenuto, alimentato e poi tollerato una politica che ha infine portato l'Italia ad una deriva etica prima ancora che economica.

Un anno e mezzo fa, Andrea Riccardi, allora personalità di spicco della Comunità di Sant'Egidio, oggi ministro tecnico e domani candidato al Parlamento, ricordava in una intervista al Corriere della Sera come nel 1994 il cardinale Ruini decise di sostenere Berlusconi. Questo sodalizio credo che abbia portato anche la Chiesa ad attraversare un periodo molto triste. Ma chi avesse pensato che l'eminente Sua Eminenza si fosse ritirato dall'agone che gli è consono, si sbagliava. E' infatti ben presente, incontra segretari politici, partecipa a dibattiti televisivi e diffonde, con indubbio raffinato eloquio e la nota grande intelligenza, il suo pensiero interpretando anche quello ufficiale della Cei. Infatti mentre il cardinale Bagnasco ha sponsorizzato Monti e basta, lui fa sapere che non è del tutto così e sarebbe meglio che l'area del centro montiano si allargasse anche all'attuale PDL per avere una base più ampia. In sostanza dunque si trova sulla stessa linea di Berlusconi; anche lui è coerentemente sempre lo stesso. Altro che resipiscenza dunque, forse nuova militanza.

Sono convinto che Monti, grazie soprattutto alla stima ed al prestigio di cui gode da decenni all'estero ed in Italia ed all'efficacia della sua azione, sia riuscito ad evitare il peggio. Ma poiché le misure adottate sono state inevitabilmente recessive e poco eque, il peso politico più gravoso, l'ha sostenuto il PD.

Tuttavia, ironia della sorte, in questa santa alleanza per il nuovo centro, non è poi tanto difficile scorgere proprio la volontà di destabilizzare e fronteggiare il PD, mentre si sta rinnovando, cresce nei consensi e nell'affidabilità e quindi è pericoloso.

Per dirla ancora con il cardinal Ruini, è vero che i comunisti non ci sono più, ma le "concezioni antropologiche", sono sempre le stesse e diverse da quelle cattoliche. Se queste parole vengono lette alla luce dell'alto discorso del Pontefice sui pericoli per la pace nel mondo con le scivolate fuori tema e fuori luogo su alcuni diritti individuali, il quadro sarà più nitido così come alcuni temi della prossima campagna elettorale.

Non dimentichiamo che in nome di "questioni non negoziabili", ad un vero cattolico di lungo corso, persona capace e sobria come Prodi, la Chiesa gerarchica ha preferito sempre un libertino "anticomunista".

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