opinioni

Gli orvietani tra i 18 e i 35 anni. Per favore ragazzi e ragazze uscite fuori e fateci fuori

lunedì 20 agosto 2012
di Massimo Gnagnarini

Sono circa 2500 persone di cui un quarto risiedono nel centro storico, la metà tra Ciconia, lo Scalo e Sferracavallo e i restanti nelle altre frazioni del comune.

Questa generazione di giovani orvietani non è molto diversa dai coetani nazionali: fra loro ci sono eccellenze che studiano o già lavorano qui, in Italia o anche all'estero e ci sono i bamboccioni o semplicemente i più sfigati che aspettano e tirano a campare.

Quello che rende più drammatica la loro condizione però è che qui si ritrovano in un posto dove quattro concittadini su cinque sono più vecchi di loro. Si tratta della maggioranza che popola la nostra comunità, più che matura e più che protetta, e che ha in mano tutto: professioni, pensioni, politica e risparmi.

Quelli più vecchi o arrivati come il sottoscritto (ho compiuto 57 anni ), anche se vorrebbero, non hanno alcun bisogno stringente che la città cambi, si sviluppi e cresca economicamente e di conseguenza sono più propensi alle chiacchiere e meno motivati a rimboccarsi le maniche affinchè ciò avvenga.

Qui sopravvivono solo piccole e antiche illusioni: l'eterno mito della raccomandazione dei partiti e dei sindacati, ci sono i pensionati e le categorie "protette" figlie dello stato sociale della prima repubblica e anche gli immigrati, qui, sono di meno che da altre parti.

Manca la forza motrice della giovinezza applicata al bene comune e agli affari pubblici e privati, quella capace di rivoluzionare, quella capace di pensare, di vedere, di azzardare e di lavorare con orizzonti di decenni.

Per favore ragazzi e ragazze uscite fuori e fateci fuori.

Non c'è peggior rammarico per i vecchi onesti che quello di sopravvivere ai propri figli.

Pubblicato da Gaia il 20 agosto 2012 alle ore 11:23
Parole sante!!!
Pubblicato da sincero sice 1919 il 20 agosto 2012 alle ore 11:35
i vecchi bravi sò morti giovani!
Pubblicato da il 20 agosto 2012 alle ore 11:40
Trovo tremendamente corretta ma scontata, senza offesa, l'analisi della situazione.
Sono millenni che sostengo che la classe politica Orvietana ha nel depauperamento della gioventù Urbevetana il suo più grave reato, che meriterebbe senza appello la pena capitale!!
Consideri, però che una sostanziosa fetta di quei giovani di cui lei prima così abilmente conteggiava, vive, cresce e si adagia molto comodamente, proprio grazie a quei quattro concittadini su cinque che sono più vecchi di loro, esattamente perchè sono i suoi genitori e i genitori dei rispettivi consorti.
Che gli hanno comprato casa che magari con una bella raccomandazione del già noto sistema politico italiano, gli hanno trovato un bel lavoro, gli crescono i figli, nei casi più fortunati hanno anche la casa a Montalto dove trascorrere l'estate per poi fare le vacanze all'estero, così per spezzare la monotonia della movida maremmana!!
Ora tolti quelli che sono scappati, tolti questi ultimi che certamente non hanno interesse, cito:"non hanno alcun bisogno stringente che la città cambi, si sviluppi e cresca economicamente e di conseguenza sono più propensi alle chiacchiere e meno motivati a rimboccarsi le maniche affinchè ciò avvenga", saprebbe dirmi dove potremmo trovare, ricito: " la forza motrice della giovinezza applicata al bene comune e agli affari pubblici e privati, quella capace di rivoluzionare, quella capace di pensare, di vedere, di azzardare e di lavorare con orizzonti di decenni".
Tutto questo ben di Dio, non vorrà mica tirarlo fuori da quel migliaio, è quello che rimane dal conteggio, scarso di giovani che passano la vita a studiare poco e nel contempo ad informarsi poco, a bere e fumare nei bar, e a criticare ma qui hanno ragione, l'operato dei loro avi più prossimi!!!
Sò di provocare, spero di provocare una minima reazione, purtroppo quello che vedo ogni giorno non mi fà ben sperare!!
A meno che non si arrivi e qui voglio straesagerare, a quel romanzo di fantascienza degli anni '70 " La fuga di Logan" di William Francis Nolan e George Clayton Johnson, dove,la sovrappopolazione del pianeta ha reso necessario un intervento legislativo che ha fatto sì che ogni individuo abbia una vita massima prestabilita di 21 anni. Ogni individuo nell'ultimo giorno di vita (vale a dire al giorno precedente il suo ventunesimo compleanno) viene portato in un luogo in cui viene ucciso in una cerimonia. Il controllo dell'età è garantito tramite l'uso di cristalli colorati impressi nel palmo della mano destra di ogni individuo. Il colore del cristallo varia a seconda dell'età della persona che lo porta diventando nero nell'ultimo giorno.
Questo consente di avere una popolazione sempre giovane ed efficente!!!
In alternativa da Urbevetus a Urbis qui moritur( fonte Google)!!!

Saluto con affetto.
Pubblicato da Giuseppe S. G. il 20 agosto 2012 alle ore 11:58
Mi scuso formalmente per non aver firmato il mio precedente commento!!!
Pubblicato da Fede il 20 agosto 2012 alle ore 14:01
...Perchè i vecchi semplicemente non capiscono quando uscire di scena da soli, senza che nessuno cacci e/o faccia fuori nessuno?
Nessuno oltre i 50 anni ha intenzioni di levarsi dal cazzo, quindi prendersi (cosa poi?) responsabilità e/o mettere a disposizione idee che NON vengono apprezzate e che SPESSO non vengono nemmeno prese in considerazione non ha nessun senso, soprattutto perchè dai suddetti 50enni non arrivano confortanti cenni al riguardo.

Pubblicato da "gli invisibili" il 20 agosto 2012 alle ore 15:10
No vi prego state buoni che se, ma solo se, fosse che i figli di chi ha in mano tutto e da tutto è protetta escono fuori finisce che finiscono di far fuori quelli che hanno poco o niente e da niente sono protetti neanche da uno straccio di rappresentazione tanto che anche in questo comunicato non sono, insieme ai loro sfigatissimi figli, né visti né considerati: o siamo solo noi?
Pubblicato da il 21 agosto 2012 alle ore 05:00

Non mi sembra che non ci siano giovani in politica, mi sembra che abbiamo avuto sindaci di trentacinque anni, segretari di partito appena quarantenni, deputati poco più che trentenni, membri di circolo ventenni.
Non mi pare comunque che il vento del rinnovamento ci abbia travolto.
Il problema, secondo me e' di avere disponibilità verso il nuovo , volontà di cambiamento, umiltà ed allo stesso tempo forza e fermezza, per queste qualità non basta avere trenta anni.
Il problema Signor Gnagnarini, e' di riuscire ad uscire da un meccanismo barocco che non consente non solo il ricambio generazionale, ma neanche il semplice ricambio di idee e di visione della vita.
Dovremmo chiederci più spesso, perché quella persona e' in politica? Che cosa lo spinge? Quali sono le vere motivazioni? Ha bisogno più lui/lei della politica o viceversa? E dovremmo chiedercelo pubblicamente.

Si guardi intorno, quante persone privilegiate da situazioni lavorative ai limiti della decenza ci sono, invecchiate sotto l'ombrello del sindacato e della politica?

Cominciamo noi a cambiare lo spettacolo, forse vedremo più ragazzi freschi, nuovi e fuori dai giochi.

Lo dica con franchezza, quali speranze ha un ragazzo, la cui famiglia non e' inserita nel meccanismo di cui sopra, di avere un futuro lavorativo o politico ad Orvieto?






Pubblicato da Un'orvietana qualunque il 22 agosto 2012 alle ore 07:15
Il ragazzo del commento del 21 agosto, ha una sola speranza.....tirare fuori gli attributi!
Pubblicato da Massimo Gnagnarini il 22 agosto 2012 alle ore 19:08
Vi ringrazio per le opinioni espresse fin qui che trovo assolutamente sensate.
Credo che il comune denominatore possa essere così riassunto: ciascuno deve rinunciare agli alibi che spesso avanziamo per non agire e lasciar correre.
Sappiamo che difficilmente qualcuno si toglie di mezzo di propria spontanea volontà e quindi anche il nuovo, quando avanza, entra in competizione con chi già c'è e quindi in politica, nelle professioni e più in generale nell'iniziativa personale bisogna lottare per affermarsi.
Sarà scontato ma io penso che l'importante non è la speranza o la valutazione delle chance che si hanno per riuscire. Ciò che veramente conta, anche per la gioventù orvietana, è agire, provarci, esserci, desiderare. Questo è quello che intendo con "la forza notrice della giovinezza".

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