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Coincidenze

venerdì 13 luglio 2012 18:18
di Aldo Sorci

Solo coincidenze? Probabilmente sì, ma di quelle che fanno riflettere. Ieri 12 luglio il governatore della Banca d'Italia ha illustrato la situazione economica del paese: siamo in recessione e si sapeva; "il PIL del 2012 "scenderà di poco sotto il 2%. Tuttavia i fondamentali dell'economia italiana non giustificano un differenziale nel costo del denaro così elevato".
Ma il nuovo presidente della Confindustria, da subito distintosi e per un linguaggio innovativo e poco consono a Viale dell'Astronomia e per il suo punteggio insufficiente al governo Monti, ha affermato che l'economia va molto peggio ed il PIL del 2012 scenderà più del 2,4%, altro che l'1,9% del governo, dell'OCSE, della Banca d'Italia, e del Fondo Monetario Internazionale. Il che, si badi bene, potrebbe essere anche possibile e forse probabile; ma qui non si tratta di fare una gerarchia sulla attendibilità delle fonti, e non si può non rilevare che la sortita appare come una consapevole smentita della Banca d'Italia. Coincidenza?

Mentre il presidente del consiglio Monti è oggi impegnato in un difficile incontro negli Stati Uniti cercando di convincere il mondo degli imprenditori sulla serietà delle azioni del governo e invitare alcuni investitori del settore dell'alta tecnologia a venire in Italia, questa notte Moodys ha declassato di due livelli il rating dell'Italia in coincidenza con importanti emissioni di titoli di stato e senza attendere almeno domani, cioè sabato e domenica a mercati finanziari chiusi. Coincidenze!

In Europa ed in Italia ma anche altrove, troppi vertici di istituzioni delicate parlano continuamente ed "a cascata" di problemi economici e finanziari, sovente smentendosi reciprocamente come se fossero dei partiti (o capi di partiti), preoccupati della loro visibilità. BCE, Fondo Monetario, Eurogruppo, singoli commissari europei, capi di stato e di governo anche su vicende che non li riguardano direttamente, esternano in continuazione. Spesso si tratta di affermazioni ovvie se non banali e contorte che ricordano le diagnosi e le terapie dei saggi medici di Pinocchio. Altre volte però sono rilievi ed opinioni controproducenti e pericolosi toccando argomenti delicatissimi e suscettibili di creare dannosi allarmismi.

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Non vorrei essere frainteso; non auspico affatto la reticenza, ma vorrei mettere in risalto l'opportunità di trattare certi argomenti con prudenza, nelle idonee sedi istituzionali prima di darli in pasto alla speculazione in agguato. Il presidente della BCE, sempre molto prudente, ha affermato ieri che l'Europa è in gravi difficoltà e sarebbe necessario, fra l'altro, ridurre i salari. È fuori di dubbio che il sistema ha perso competitività, in particolare in Italia e non essendo possibile recuperarla in breve tempo, per rimettere in moto la macchina non rimarrebbe altro che abbassare il costo del lavoro per unità di prodotto. Ma l'Europa nel suo complesso ha soprattutto un problema di scarsa domanda interna ed i salari reali sono fermi da tempo, soprattutto, ancora una volta nel nostro paese. In altri termini, la perdita di competitività non è attribuibile alla dinamica retributiva, ma piuttosto alla carenza storica di investimenti pubblici e privati nella ricerca e nell'innovazione tecnologica.
Da troppo tempo infatti le imprese non investono e, a giudicare dai bilanci aziendali, non effettuano neanche gli ammortamenti ordinari: molti impianti e strutture sono datati o obsoleti. Sollevare oggi un problema salariale non appare dunque opportuno.

Purtroppo non abbiamo il miglior capitalismo del mondo, siamo quasi marginali sul piano internazionale, attratti più dalla finanza che dalla produzione e con "scarso senso del collettivo". Allora anche il presidente della Confindustria deve essere consapevole delle debolezze della categoria, che ha sempre sollecitato il rigore ma anche consistenti aiuti dello Stato, che ha predicato l'efficienza ma ha richiesto l'intervento pubblico per coprire gravi inefficienze e fallimenti privati, che ha predicato affinché lo Stato privatizzasse, ma non si è impegnata a rilevare e gestire le partecipazioni dismesse.

Forse l'attivismo mediatico della Confindustria in video e sulla stampa tutti i giorni potrebbe essere motivato da ragioni squisitamente politiche in vista delle comunque prossime elezioni. Si dice inoltre che i "Mercati" siano preoccupati per il dopo Monti, che scontino cioè le incertezze connesse al venir meno del recupero di credibilità del governo tecnico. Tutto risolto, con un sol colpo. C'è un giovane candidato, noto in tutto il mondo, spinto a ridiscendere in campo per spirito di servizio nonostante la sua età "da cittadini ed imprenditori". Forse fra questi c'è anche il presidente della Confindustria. Coincidenze?
Del resto in passato il ricandidato ha potuto contare su un decisivo sostegno confindustriale; e anche per questo oggi ci troviamo bene.

Pubblicato da davide il 14 luglio 2012 alle ore 12:04
in questo corsivo c'è tutta la sintesi di ciò che si dovrebbe fare e assolutamente non fare , per ridurre al minimo i danni da protagonismo. purtroppo solo ai tempi del fascismo l'imperativo TACI IL NEMICO TI ASCOLTA era in essere , allora tutti in quel periodo per lo meno i poteri forti tiravano il carro dalla stessa parte. nella nostra attuale Odissea economica , e da qui non si scorge il ritorno a casa di Ulisse , il particulare interesse dei singoli poteri prevale su gli interessi della collettività, possibile che gli italiani ancora non lo abbiano ben capito????
il timore è forte , ancora non abbiamo toccato il fondo o meglio lo abbiamo trovato da un pezzo ma pur di non uscirne e non accontentarci di averlo raggiunto il fondo , abbiamo iniziato a scavare il pozzo , ma l'acqua fresca e dissetante dalla sorgente non uscirà più!!!!!
Pubblicato da Girolamo Misciattelli Bernardini il 14 luglio 2012 alle ore 21:19

"Mentre il presidente del consiglio Monti è oggi impegnato in un difficile incontro negli Stati Uniti cercando di convincere il mondo degli imprenditori sulla serietà delle azioni del governo e invitare alcuni investitori del settore dell'alta tecnologia a venire in Italia" Tradotto in Italiano è: il cagnolino Monti corre dai suoi padroni per svendere gli ultimi rimasugli di quella che fù l'Italia, culla della civiltà, della cultura e delle arti. Gentile Sig. Davide, mi permetto di ricordarle che gli italiani non tacquero affatto, anzi, furono velocissimi a passare sul carro del vincitore, spalancando le porte della Patria agli angloamericani(i liberatori), mentre i cosidetti "poteri forti" lavorarono nell'ombra fin dal '36 affinchè l'Italia diventasse schiava del capitale. Che strano popolo, plaude e gode per una guerra persa (con disonore) e chiama liberatori i propri padroni.

Pubblicato da davide il 15 luglio 2012 alle ore 10:15
Egregio Sig. Misciattelli Bernardini, anche se non la conosco , mi sento di risponderele , non credo che la borghesia industrializzata negli anni del ventennio fosse allineata con gli stati uniti di america, e non credo nemmeno che tutti gli operai e contadini comunisti e socialisti, ma si chiamiamoli con il loro nome , fossero allineati e a (mezzo) servizio degli stati uniti, allora vigeva il penisero unico oggi vige il pensiero che chiunque può cerca le luci della ribalta, per trarne esclusivo tornaconto personale!!!!!! il mio commento non voleva minimamente ledere le sue idee e convinzioni, era solo per stigmatizzare le differenze storiche dei due periodi. morale della favola lei ha le sue convinzioni io ho le mie . sulla guerra perduta o vinta io credo che la guerra sia sempre persa a prescindere dal suo risultato finale , anche se un solo uomo muore per mano di un altro uomo , in qualsiasi luogo della terra o per qualsiasi idea o ideale la guerra provoca MORTE e per gli uomini e per quello che io ho ricevuto come educazione e istruzione la VITA è l'unico bene deperibile che merita di essere RISPETTATO!!!!
la storia poi è la storia e ogniuno e libero o padrone di "leggersela " come meglio crede!
buona giornata!!!

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